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Sana'a, fuoco sulla protesta
uccisi 20 manifestanti, centinaia feriti

Le forze di sicurezza sparano sull'ennesima manifestazione contro il regime di Saleh. Decine di ricoverati, intossicati dai gas lacrimogeni. Alcune persone caplestate nella ressa. Il ministero della Difesa: "I dimostranti hanno lanciato bombe incendiarie"
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SANA'A - Almeno venti morti e oltre 500 feriti. Questo il bilancio di un'altra giornata di sangue che si è consumata a Sana'a, nello Yemen. L'opposizione ha inscenato una delle manifestazioni più imponenti degli ultimi mesi per chiedere la fine del regime di Ali Abdallah Saleh - attualmente in convalescenza in Arabia Saudita dopo un attentato subìto lo scorso giugno -  ma le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro i dimostranti, usando gas lacrimogeni e idranti per disperdere decine di migliaia di persone riunite nella "piazza del Cambiamento", nel centro della capitale, dove i manifestanti sono accampati da mesi.

"E' il giorno peggiore che abbia visto, ci aspettiamo altre vittime", ha commentato Jamal al-Hamdani, medico, fra i primi a portare soccorso ai feriti. Molte persone sono state ricoverate per intossicazione da gas lacrimogeni e oltre venti sono in gravi condizioni. Testimoni hanno raccontato che alcune persone sono state c…
SANA'A - Almeno venti morti e oltre 500 feriti. Questo il bilancio di un'altra giornata di sangue che si è consumata a Sana'a, nello Yemen. L'opposizione ha inscenato una delle manifestazioni più imponenti degli ultimi mesi per chiedere la fine del regime di Ali Abdallah Saleh - attualmente in convalescenza in Arabia Saudita dopo un attentato subìto lo scorso giugno -  ma le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco contro i dimostranti, usando gas lacrimogeni e idranti per disperdere decine di migliaia di persone riunite nella "piazza del Cambiamento", nel centro della capitale, dove i manifestanti sono accampati da mesi.

"E' il giorno peggiore che abbia visto, ci aspettiamo altre vittime", ha commentato Jamal al-Hamdani, medico, fra i primi a portare soccorso ai feriti. Molte persone sono state ricoverate per intossicazione da gas lacrimogeni e oltre venti sono in gravi condizioni. Testimoni hanno raccontato che alcune persone sono state calpestate nella ressa che si è creata in seguito all'intervento delle forze di sicurezza e al fuggi fuggi generale.

Il ministero della Difesa, con una nota pubblicata sul proprio sito internet, sostiene che i manifestanti hanno lanciato bombe incendiarie dando fuoco a un'auto della polizia. E addossa al partito di opposizione islamico, Islah, la responsabilità di aver aperto il fuoco sulla marcia di protesta.

Frustrati dalla tenacia di Saleh e dai falliti tentativi di farlo cadere, i manifestanti stanno cercando di aumentare le proteste ormai entrate nell'ottavo mese. "Escalation, escalation", è stato lo slogan scandito dalla folla nelle strade tenute sotto stretto controllo dalle forze di sicurezza ma anche da uomini armati anti-Saleh che si sono autodefiniti difensori dei movimenti di protesta. "Il dolore e i proiettili non sono un problema - ha detto all'agenzia di stampa Reuters Radwan Qasem, 37 anni, uno dei manifestanti, con un piede fasciato - ciò di cui abbiamo bisogno è liberarci di questo regime. Potre andare avanti fino a quando non ci uccideranno tutti".

In mattinata, intensi bombardamenti hanno colpito un quartiere settentrionale di Sana'a, dove è situata la residenza di un influente capo tribale che ha partecipato alle contestazioni contro il regime. Altre imponenti manifestazioni contro il presidente si sono tenute a Taez, Ibb e Dhammar, tre città a sud della capitale, e a Saada, nel nord del Paese.