Esteri

LIBIA

Audio Gheddafi: "Tutta una farsa"
Obama: "Missione Nato continua"

Nel nuovo messaggio audio il Colonello rassicura il "suo popolo": "L'unico potere legittimo è quello dei comitati popolari, qualsiasi altra forma di governo è illegale", dice e aggiunge: "I bombardamenti aere Nato non dureranno in eterno". Presidente Usa: "Continuiamo sino a fine minacce"

2 minuti di lettura
TRIPOLI - Lo cercano ancora. Per il quotidiano arabo al-Sharq al-Awsat, il colonnello libico Muammar Gheddafi si troverebbe ancora in Libia e sarebbe nascosto nella città meridionale di Sebha, 750 chilometri a sud di Tripoli. E nel frattempo, come fa regolarmente da quando la caccia è cominciata, il raìs manda l'ennesimo messaggio audio: "In Libia l'unico potere legittimo è quello dei comitati popolari, qualsiasi altra forma di governo è illegale", ha detto il Colonello nella registrazione trasmessa dalla tv Al Rai.

AUDIO


Gheddafi afferma che il regime da lui creato in Libia è immodificabile perché conforme alla volontà popolare e sostiene inoltre che la Nato non potrà persistere nei suoi raid aerei contro gli obiettivi lealisti. "Il sistema politico libico è un sistema fondato sul potere del popolo", afferma, "ed è impossibile che sia rimosso". Quanto all'Alleanza Atlantica, taglia corto l'ex 'Guida', "le bombe dei suoi aerei non dureranno". A proposito di quanto sta avvenendo a Sirte e Bani Walid, città ancora fedeli al colonnello, Gheddafi dice che "le tribù libiche stanno rispondendo agli agenti della Nato".

Gli avvenimenti in corso in Libia, con la rivolta dell'opposizione contro il regime, rappresentano solo una "farsa", dice il leader libico che chiede al "suo" popolo di "non credere" a un cambiamento di regime. "Ciò che sta accadendo in Libia è una farsa che regge soltanto grazie ai bombardamenti aerei che non dureranno in eterno". "Non rallegratevi e non credete che il regime sia stato rovesciato e ne sia stato imposto un altro con l'aiuto dei raid aerei e marittimi", conclude il Colonnello.

La posizione Usa.
Barack Obama però smentisce. Dopo aver incontrato il presidente del Consiglio nazionale di transizione libico, Mustafa Abdel Jalil, a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite per la riunione degli 'Amici della Libia', ha dichiarato la missione della Nato proseguirà "sino a quando la popolazione libica sarà minacciata". Il presidente Usa ha poi ribadito l'invito alle forze leali a Gheddafi "a deporre subito le armi" perché "il popolo libico sta scrivendo un nuovo capitolo nella vita del proprio Paese". Obama ha anche annunciato la riapertura della rappresentanza diplomatica americana a Tripoli.

L'Italia "disponibile" alla Nato.
Anche l'Italia ha annunciato la possibilità di altri tre mesi di disponibilità delle basi chiesta dall'Alleanza Atlantica. "La Nato ha chiesto che la missione in Libia duri per altri tre mesi, l'Italia non ha ancora deciso, daremo la disponibilità delle basi, ma l'idea è di partecipare coprendo parte delle spese con i risparmi messi in moto dal ministero", ha affermato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, a Catania, prima di recarsi alla base militare di Sigonella.

"E' chiaro che non è detto che la missione duri tre mesi, può essere anche di meno", ha aggiunto il ministro, spiegando che "la decisione dell'Italia sarà, eventualmente, di muoversi all'interno della Nato e che l'intervento del nostro Paese dovrà avvenire con le risorse disponibili". La Russa ha sottolineato come "anche l'intervento in Libia sia tema di scontro politico ideologico". "Per alcuni - ha osservato - non dovevamo intervenire, per quelli stessi adesso siamo in ritardo rispetto a Francia e Gran Bretagna. Tutto pur di attaccarci".

Il bilancio.
Sono almeno 25mila le persone uccise dal 17 febbraio, giorno in cui è cominciata la rivoluzione in Libia. Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) Mustafa Abdel Jalil, parlando alle Nazioni Unite. I feriti sono circa 50mila.