Esteri

ASSEMBLEA ONU

Ahmadinejad accusa Usa e Israele
i delegati occidentali se ne vanno

Nel suo intervento il presidente iraniano ha nuovamente messo in dubbio l'Olocausto e gli attacchi dell'11 settembre. Anche il rappresentante italiano ha abbandonato i lavori

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NEW YORK - Anche quest'anno il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha creato scompiglio all'Assemblea generale dell'Onu. Appena ha iniziato il suo intervento, i delegati di Stati Uniti, Francia e molti altri Paesi, Italia inclusa, hanno abbandonato i lavori. Il leader di Teheran ha esordito dicendo che le "potenze arroganti" minacciano di sanzioni e azioni militari chiunque metta in dubbio la Shoah e gli attentati dell'11 settembre 2001. Cavalli di battaglia del regime della Repubblica islamica che hanno indotto i rappresentanti di numerose nazioni ad alzarsi e lasciare il proprio scranno. In particolare gli americani sono usciti quando Ahmadinejad ha parlato degli attacchi alle Torri Gemelle e al Pentagono, mentre gli altri se ne sono andati nel momento in cui ha riproposto la sua teoria sull'Olocausto.

Il presidente iraniano ha fatto una serie di domande retoriche contro Washington, elencando le "colpe" degli Stati Uniti, peraltro mai citati esplicitamente. Ha spaziato dagli schiavi trasportati dall'Africa alla recessione economica mondiale, dall'imposizione del sionismo in Medio Oriente nel Novecento, all'uso dei "misteriosi" attentati dell'11 settembre come "pretesto" per le guerre in Afghanistan e Iraq.

Tra l'altro Ahmadinejad ha accusato gli Stati Uniti di aver ucciso Osama Bin Laden invece di sottoporlo a un processo che avrebbe potuto far luce "sull'incidente" dell'11 settembre 2011. "Lo scorso anno, quando è emersa la necessità di formare una commissione di indagine sugli elementi nascosti dell'incidente dell'11 settembre, un'idea sostenuta da tutti i governi indipendenti", gli americani "invece di creare un'equipe di inchiesta, hanno ucciso il maggiore responsabile e hanno gettato il suo corpo in mare", ha affermato il leader di Teheran.