Esteri

VATICANO

Il Papa incontra vittime dei preti pedofili
"Commosso e scosso dalla loro sofferenza"

Ratzinger, in visita a Erfurt, esprime "il suo profondo rammarico per tutto ciò che è stato commesso" e assicura che "a quanti hanno responsabilità nella Chiesa sta molto a cuore affrontare accuratamente tutti i crimini di abuso". Elogio di Lutero, che in quella città fu ordinato: "Per me emozionante incontrare qui i rappresentati della Chiesa evangelica in Germania"

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ERFURT (Germania) - La seconda giornata della visita di Benedetto XVI in Germania è stata caratterizzata dall'incontro a Erfurt con alcune vittime dei preti pedofili. Un incontro, si legge in un comunicato del Vaticano, che ha lasciato il Papa "commosso e fortemente scosso dalla sofferenza" di coloro che hanno subito abusi. "Il Santo Padre ha espresso la sua profonda compassione e il suo profondo rammarico per tutto ciò che è stato commesso nei loro confronti e delle loro famiglie - prosegue la nota - Ha assicurato ai presenti che a quanti hanno responsabilità nella Chiesa sta molto a cuore affrontare accuratamente tutti i crimini di abuso ed essi si impegnano a promuovere misure efficaci per la tutela di bambini e giovani". E ancora: "Papa Benedetto XVI è vicino alle vittime e manifesta la propria speranza che Dio misericordioso, Creatore e Redentore di tutti gli uomini, voglia sanare le ferite delle persone abusate e donare loro pace interiore".

All'incontro, durato circa mezz'ora, hanno partecipato cinque vittime di abusi (tre uomini e due donne)  arrivate a Erfurt da tutta la Germania. "L'incontro - ha detto padre Lombardi, portavoce della Santa Sede - è stato sereno e di reciproco ascolto". Era presente anche il vescovo di Treviri, monsignor Stephan Ackermann, incaricato nazionale per la questione degli abusi commessi da ecclesiastici e per la prevenzione del fenomeno. Quello odierno è il quinto incontro del Pontefice con vittime degli abusi sessuali del clero dopo quelli avvenuti in Australia e negli Stati Uniti nel 2008, a Malta e nel Regno Unito nel 2010.

Erfurt è un luogo simbolico per la Chiesa, è la città in cui fu ordinato Lutero, il monaco tedesco che nel Cinquecento ruppe col papato e dette avvio alla più vasta riforma della storia del cristianesimo. In quella città Ratzinger ha voluto sottolineare l'attualità della sua fede in confronto al tiepido atteggiamento di molti credenti odierni: "Come posso avere un Dio misericordioso?", ha detto citando il padre del protestantesimo. "Che questa domanda sia stata la forza motrice di tutto il suo cammino mi colpisce sempre nuovamente. Chi, infatti, si preoccupa oggi di questo, anche tra i cristiani? Che cosa significa la questione su Dio nella nostra vita? Nel nostro annuncio? La maggior parte della gente, anche dei cristiani, oggi dà per scontato che Dio, in ultima analisi, non si interessa dei nostri peccati e delle nostre virtù". E invece "il male non è un'inezia", ha detto ancora il Papa. "Esso non potrebbe essere così potente se noi mettessimo Dio veramente al centro della nostra vita. La domanda: qual è la posizione di Dio nei miei confronti, come mi trovo io davanti a Dio? - questa scottante domanda di Martin Lutero deve diventare di nuovo, e certamente in forma nuova, anche la nostra domanda".

"Per me, come vescovo di Roma, è un momento emozionante incontrare qui, nell'antico convento agostiniano di Erfurt, rappresentanti del consiglio della chiesa evangelica in Germania", ha detto il Papa. "Qui Lutero ha studiato teologia. Qui è stato ordinato sacerdote nel 1507. Contro il desiderio del padre, egli non continuò gli studi di giurisprudenza, ma studiò teologia e si incamminò verso il sacerdozio nell'ordine di Sant'Agostino. In questo cammino non gli interessava questo o quello. Ciò che non gli dava pace era la questione su Dio, che fu la passione profonda e la molla della sua vita e dell'intero suo cammino. 'Come posso avere un Dio misericordioso?': questa domanda gli penetrava nel cuore e stava dietro ogni sua ricerca teologica e ogni lotta interiore. Per lui la teologia non era una questione accademica, ma la lotta interiore con se stesso, e questo, poi, era una lotta riguardo a Dio e con Dio".