Esteri

L'esercito attacca gli oppositori
almeno 40 uccisi a Sana'a

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SANA'A - Strage nelle notte in Yemen. L'esercito ha attaccato in forze il presidio degli oppositori in "piazza del cambiamento", nella capitale Sana'a e sul terreno sono rimasti i corpi senza vita di almeno 40 persone.  I feriti si contano a decine. Qui i cittadini che si oppongono al presidente Ali Abdallah Saleh sono accampati da gennaio e chiedono le dimissioni del presidente. L'azione delle forze armate è giunta poche ore dopo il rientro in patria di Saleh dopo una convalescenza di tre mesi, a Riad, in Arabia Saudita dove era stato ricoverato perché ferito in un attacco contro il palazzo presidenziale. Ieri, Saleh aveva auspicato una tregua nei violenti scontri che contrappongono i suoi sostenitori e oppositori a Sana'a, in vista di una soluzione "negoziata" dell'impasse politica nel paese arabo.

Mohammed Al-Qabati, un medico dell'ospedale da campo organizzato in mezzo alla piazza da otto mesi, ha sottolineato che tra le vittime ci sono civili e militari della prima divisione blindata del generale Ali Mohsen al-ahmar, che si è schierata accanto agli oppositori e ha preso posizione intorno alla piazza per proteggere i manifestanti.