SAN FRANCISCO - Li chiamano Undercover Street Games, dove Undercover sta per clandestini. Mescolano il cameratismo dei giochi di marciapiede di vecchia data con la cultura del social networking e sono l'ultima trovata in fatto di giochi urbani di squadra. Inventati da giovani programmatori di Silicon Valley questi giochi si svolgono tutti per strada. Si giocano in squadre ed avvengono all'insaputa del pubblico che, spesso non è solo comparsa ma anche attore inconsapevole nella trama, talvola drammatica, tal altra farsesca e alcune volte anche fantastica, dei giochi ideati dai contendenti.
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Giochi da nerd. Questi giochi partoriti dalla fantasia di gente che lavora a Google, a Facebook e nelle migliaia di startup che popolano la California settentrionale, che viene da Yale, danno l'idea di essere figli del teatro dell'assurdo. Con nomi come Reverse Shoplifting and Journey to the End of the Night, sono diretti a stimolare l'immaginazione del partecipante e a ribaltare completamente il suo punto di vista sulla realtà e tendono a creare un contraddittorio con i luoghi comuni della cultura di massa statunitense.
Si prendano ad esempio le iniziative di SFZero, un Gruppo che organizza azioni di realtà alternata. È famoso per aver condotto nei negozi dei "furti al contrario": incursioni di reverse shoplifting nelle quali i ladri piuttosto che rubare inseriscono segretamente un prodotto in un negozio facendo attenzione che si tratti di un oggetto che può essere venduto e del quale il negoziante può incassare i proventi senza rendersene conto. Un altro dei classici di SF Zero sono le incursioni anti teppistiche: invasioni nelle quali i giocatori, invece di vandalizzare strutture pubbliche, come per esempio le altalene in un parco per bambini ne costruiscono alcune in giardini publici di periferia che ne sono sprovvisti.
Evocative invece le avventure ideate da altri giocatori urbani clandestine, come quelle di Journey to the End of the Night (viaggio alla fine della notte) che organizzano invece maratone notturne, caccie al Tesoro e inseguimenti mozzafiato che si concludono poi con mangiate e nelle osterie più popolari di San Francisco e faló sulle spiaggie della città.
Guerra di spie tra le gente. Altri giochi invece, come Urban Assassins e Jericho, sono più di azione. Thriller, gialli e copioni spionistici che prediligono le strade del distretto finanziario di San Francisco e le zone turistiche del lungo mare, tipo Pier 39, della città. Qui, usando come fondale lo struscio delle migliaia di turisti che si accalcano sui moli della città, bande rivali di giocatori si danno la caccia munite di Nerf Gun - pistole di plastica che sparano proiettili di gomma piuma e che sono molto in voga tra i nerd di Silicon Valley - con l'ordine di annichilire il nemico a vista.
La filosofia. Il principio dei giochi di strada clandestini è quello di trasformare gli spazi pubblici in inconsapevoli luna park per bande di giovani alla ricerca in un modo originale di creare comunità in un epoca in cui proprio I mezzi digitali rischiano di isolarli dal contatto umano diretto. E infatti pur non conoscendosi personalmente, usando l'internet e il potere del social networking riescono a dare corpo a sogni, come quelli di condurre enormi giochi di massa per strada, che altrimenti sarebbero stati irrealizzabili. Non solo. Riescono anche a creare comunità intenzionali attorno a un interesse comune, che spesso travalicano gli ambiti virtuali del web. E se poi queste iniziative di gruppo si trasformano in aziende tanto meglio.
Questo è ad esempio il caso di Urban Assassins, un gioco inventato da Aaron Perry-Zucker e Gabe Smedresman (un disegnatore della famosa Rhode Island School of Design il primo, e un laureato della Yale University il secondo), diventato molto popolare e che i due si apprestano a trasformare in una startup a caccia di finanziatori. "In fondo le capacità che ci vogliono per aver successo sono le stesse che servono per disegnare un buon videogame", spiega Smedresman, che lavora come programmatore a Meet Gatsby, un servizio telefonico mobile che collega gli utenti che hanno gli stessi interessi. "Ed è proprio questo il divertimento: collegare l'una all'altra persone che hanno comportamenti eccentrici e creare nuove comunità", aggiunge Perry-Zucker che invece fa il disegantore a BigIdea, un prestigioso design studio emergente della Bay Area di San Francisco.
"C'e un che di sovversivo in questi giochi", ha scritto di recente il San Francisco Chronicle, il maggior quotidiano della città, recensendo uno dei giochi del duo Zucker-Smedresman, "trasformare località turistiche in campi di battaglia segreti sembra poco ortodosso ma è non di meno esilarante". Nati sul web e transitati inizialmente col nome di Nerf Wars (incontri nei quali i team si fanno la guerra in percorsi ad ostacoli prestabiliti), in locali pubblici persi in affitto, gli Undercover Street Game sono finiti per strada ma senza mai perdere il legame stretto che hanno con i siti del social networking, sopratutto Facebook e YouTube. Adesso, grazie anche al tam tam digitale di questi network, gli Undercover Street Games sono arrivati anche a Los Angeles, Seattle, New York e Parigi.