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LIBIA

Eni riavvia la produzione petrolifera
Riaperti 15 pozzi ad Abu-Attifel

Il giacimento, scoperto dalla compagnia negli anni '60, è a 300 km a sud di Bengasi. Attualmente la produzione è di 31.900 barili al giorno, destinata ad aumentare. Slitta ancora la formazione del nuovo governo provvisorio. Il portavoce del regime: "Gheddafi è fra i poveri libici"

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TRIPOLI - Eni ha riavviato la produzione petrolifera in Libia con la riapertura di 15 pozzi nel giacimento di Abu-Attifel, situato a circa 300 chilometri a sud di Bengasi. Lo ha reso noto il gruppo.

Al momento il livello di produzione è pari a circa 31.900 barili al giorno. Nei prossimi giorni saranno riattivati altri pozzi, con l'obiettivo di raggiungere i volumi minimi necessari per riattivare l'oleodotto che trasporterà il greggio dal campo al terminale di Zuetina. Le operazioni sono condotte dalla Società Mellitah Oil & Gas, Joint Venture tra Eni e Noc. Quello di Abu-Attifel è stato il primo campo "giant" scoperto in Libia da Eni negli anni '60. Nella nota informativa, si ricorda che il gruppo è presente in Libia dal 1959 ed è il primo operatore internazionale di idrocarburi.

Sul fronte interno, appare probabile lo slittamento a data da destinarsi della formazione del nuovo governo provvisorio, a causa delle divergenze sulla ripartizione degli incarichi ministeriali. E' quanto ha fatto sapere il Consiglio nazionale di transizione (Cnt). Un primo rinvio era già stato annunciato alcuni giorni fa. "C'è disaccordo sull'attribuzione di alcuni portafogli. Si va verso il prolungamento del mandato del Cnt, con alcuni cambiamenti, mentre proseguiranno i colloqui per la formazione del governo ad interim", ha riferito una fonte, secondo quanto riferisce Al Jazeera.

Per il terzo giorno consecutivo, aerei Nato hanno bombardato obiettivi sulla città libica di Sirte. La città natale di Muammar Gheddafi, affacciata sul mare, è assediata da terra da tutti i lati dagli insorti.

Intanto è ancora mistero sulla sorte di Muammar Gheddafi. Oggi il portavoce del regime Moussa Ibrahim ha detto ad Al Jazeera che il Colonnello è "tra i cittadini più poveri" della Libia: "Ci sono molte prove dell'onestà e della trasparenza della sua famiglia. Il leader della rivoluzione e la sua famiglia sono tra i cittadini più poveri".