Esteri

L'INTERVISTA

"Comportamenti troppo scandalosi
Spero l'appello Cei non cada nel vuoto"

Il presidente dell'Accademia per la vita, Elio Sgreccia, rilancia il monito di Bagnasco sul degrado etico-politico e commenta con "scoramento" le vicende personali del presidente del Consiglio di ORAZIO LA ROCCA

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CITTÀ DEL VATICANO  -  Cardinale Sgreccia, il suo collega Angelo Bagnasco lunedì scorso ha aperto il Consiglio permanente della Cei con un nuovo duro monito contro il premier Berlusconi accusandolo indirettamente di aver assunto, tra l'altro, "comportamenti licenziosi che ammorbano l'aria". Lei condivide questo richiamo?
 "Certamente. E' un richiamo necessario e condivisibile sotto tutti i punti di vista. Un monito opportuno lanciato con parole ferme e pacate, anche se va ricordato che non è stata la prima volta che dai pastori della Chiesa arrivano richiami di questa portata di fronte a un degrado etico-politico  al cospetto del quale ormai non è più ammissibile far finta di niente".

Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, il cardinale Elio Sgreccia è stato uno dei più stretti collaboratori di Giovanni Paolo II in materia di bioetica e morale. Ruolo che ricopre tutt'ora con Benedetto XVI,  che proprio per i suoi meriti di studioso (è stato, tra l'altro, direttore dell'Istituto di bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e membro del Comitato nazionale di bioetica) nel Concistoro dello scorso novembre lo ha elevato alla dignità cardinalizia. E proprio in questa veste, è uno dei porporati che guarda con "crescente preoccupazione" a quanto sta succedendo nel nostro Paese, come spesso e volentieri in passato lui stesso ha ammesso commentando con "scoramento" le vicende personali del Presidente del Consiglio.

Eminenza, se il presidente della Cei ha nuovamente richiamato i governanti italiani a "stili di vita più sobri e moralmente ineccepibili" vuol dire che i precedenti richiami sono stati disattesi da chi di dovere. Non crede?
 "La situazione del paese è grave, non solo dal punto di vista economico. E va detto con la dovuta fermezza, come ha fatto il cardinale Bagnasco, specialmente quando a farne le spese sono gli aspetti morali a causa di comportamenti discutibili che arrivano da parte di esponenti politici. Quindi  -  ripeto  -  è stato più che giusto fare questi richiami, con i quali ancora una volta i pastori invitano i responsabili della cosa pubblica alla sobrietà, al rispetto della persona, ad assumere comportamenti moralmente ineccepibili sia come uomini che come rappresentanti delle istituzioni. Mi auguro solo che almeno questa volta i richiami dei vescovi non cadano nel vuoto e che si ritorni al lavoro ponendo mano a tutto quanto occorre fare per avviare il Paese verso la ripresa e tenendo presente, in particolare, le esigenze delle famiglie e delle fasce sociali più deboli".

Di fronte alle parole del presidente della Cei, i politici cattolici cosa dovrebbero fare?
"I cattolici impegnati in politica, a partire da quelli che ricoprono cariche di rilievo nei doversi schieramenti partitici, dovrebbero ormai prendere atto che la divisione non paga più. Anche di fronte al degrado morale degli ultimi tempi, parlamentari e semplici cittadini che dicono di voler ispirarsi ai princìpi della dottrina sociale della Chiesa dovrebbero mettere da parte le divisioni e ritrovarsi intorno ad un progetto comune da cui partire tutti insieme per difendere i valori cristiani sia a livello personale che nell'ambito socio-politico".

Lei, quindi, sarebbe favorevole alla nascita di una nuova Democrazia Cristiana?
"Non sono un tecnico e nemmeno un politico. Come uomo di Chiesa, parlo di valori e per questo dico che se i politici cattolici vogliono difendere i valori caratterizzanti dell'essere cristiani è bene che si ritrovino intorno ad un tavolo comune, ad un progetto unitario, mettendo da parte le divisioni, perché se si agisce divisi, in formazioni contrapposte, i valori del cattolicesimo saranno ulteriormente penalizzati. E il degrado etico potrebbe allargarsi ancora di più".

E quali sono questi valori per i quali lei auspica un'azione comune dei cattolici?
"La famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, la difesa della vita dalla nascita fino alla morte naturale, la libertà di scelta della scuola, la condanna di ogni forma di violenza e sopraffazione, il lavoro. Valori universali, cari a cattolici e uomini di buona volontà, peri quali finora poco o nulla è stato fatto".