Esteri

VARSAVIA

Kaczynski attacca la Merkel
"Vuole sottomettere la Polonia"

Il leader dell'opposizione nazionalconservatrice accosta implicitamente la Germania guidata dalla cancelliera a quella del Kaiser e a quella nazista. Parole che minacciano di avvelenare il clima a pochi giorni dalle elezioni politiche nell'unico Paese Ue che vanta una crescita economica pari a quella tedesca

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BERLINO - Un violentissimo attacco ad Angela Merkel è venuto dal leader dell'opposizione nazionalconservatrice ed euroscettica polacca, Jaroslaw Kaczynski, a pochi giorni dalle cruciali elezioni politiche in Polonia, e minaccia di avvelenare l'atmosfera in Europa sullo sfondo della crisi economico-finanziaria. "Credo che non sia un caso che Angela Merkel sia stata scelta come cancelliere, rappresenta quella Germania che vuole sottomettere la Polonia", ha scritto Kaczynski nel suo libro appena uscito, intitolato La Polonia dei nostri sogni. Una frase durissima, l'accusa pesantissima di voler soggiogare Varsavia, quindi quasi un brutale accostamento (contro ogni evidenza e realtà) della signora Merkel al passato imperialista e violentemente antipolacco della Germania del Kaiser e poi della Germania nazista di Hitler. Un volgarissimo insulto personale, politico e diplomatico, che può avere serie conseguenze nel rapporto tra 'vecchia' e 'nuova' Europa e sul clima politico in tutta l'Unione europea.
    
"Quel che conta è che Merkel rappresenta quella generazione di politici tedeschi che vogliono una sottomissione della Polonia, magari una sottomissione dolce ma pur sempre una sottomissione", scrive Kaczynski. E continua: "Quella generazione di politici tedeschi rappresentati dalla Merkel vuole ricostruire la Germania imperiale; un asse strategico con Mosca è elemento costitutivo di questo disegno e quindi la Polonia può essere un ostacolo, dunque va sottomessa in un modo o nell'altro". "Non mi rallegro degli investimenti tedeschi nella Polonia occidentale - aggiunge nel suo delirio nazionalista - perché un giorno potremmo svegliarci in una Polonia più piccola". In altre parole Kaczynski ritiene che il boom dei rapporti economici tra i due Paesi - che ha consentito alla Polonia di essere l'unica nazione dell'Unione europea uscita dalla crisi del 2008-2009 con un prodotto interno in crescita e poi fino ad oggi l'unica la cui crescita economica è pari a quella tedesca - apra il rischio di rivendicazioni territoriali tedesche, cosa che il governo di Berlino ha più volte apertamente escluso.
    
Le elezioni politiche polacche di domenica sono quindi un test decisivo per l'Europa. L'attuale governo, guidato dai liberal del premier europeista e riformatore Donald Tusk, vuole continuare sulla via dell'integrazione europea, e di rapporti sempre più stretti e amichevoli sia con la Germania e la Commissione europea, sia con Mosca. Kaczynski invece - fratello gemello del presidente morto nell'aprile 2010 nella sciagura aerea di Smolensk, e premier tra il 2005 e il 2007 - ha sempre usato slogan euroscettici germanofobi e russofobi. Gli ultimi sondaggi danno il partito liberal di Tusk, PO (Piattaforma dei cittadini) al 31 per cento, il PiS (Legge e Giustizia) di Kaczynski al 21. Tusk spera in una riconferma per poi governare in coalizione con altri partiti, i contadini (Psl) come finora o forse la sinistra. Ma una scarsa affluenza alle urne potrebbe gravemente danneggiarlo. Il ministPro delle Finanze, Jacek Rostowski, ha ammonito che una vittoria di Kaczynski sarebbe catastrofica per lo sviluppo economico e sociale polacco e per l'Europa intera.