MOSCA - Cancellate una figurina. Vanno bene Putin pilota, Putin pompiere, Putin cacciatore di tigri, tante altre ancora, in una collezione senza fine. Ma ce n'è una falsa: quella di Putin archeologo subacqueo, coniata questa estate sulle rive del Mar d'Azov. Una delle menti più lucide dello staff del premier russo, Dmitri Peskov, ha deciso ieri sera di dichiararla non valida anche per zittire il fastidioso tam tam di internet e scongiurare una brutta figura internazionale. Ricordate la scena? Era il 10 agosto e Vladimir Putin, fasciato in una muta grigio nera si immergeva nelle acque blu di uno dei siti archeologici più noti di Russia dove si celano i resti dell'antica città greca di Phanagoria. Un sito notissimo e frequentato da appassionati e turisti. Eppure, il premier che presto tornerà presidente, scorgeva due anfore antiche, sfuggite evidentemente a tutti, e adagiate su un comodo scoglio a meno di due metri di profondità. Perfino in ottima posizione per la telecamera. La cronaca filmata del ritrovamento fu il piatto forte dei tg del giorno dopo con tanto di intervista al capo della spedizione archeologica che datava le anfore al IV secolo a. C., dicendosi estasiato per l'abilità del primo ministro.
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Ma nell'era del web non basta il parere degli esperti di Stato. Pian piano sui blogger russi e stranieri, in molti hanno cominciato a vivisezionare i filmati. A farsi domande banali. Qualcuno ha mandato fotografie subacquee dello stesso scoglio, scattate in vacanze lontane: stesso mare, stesse alghe, nessuna traccia delle anfore.
E così ieri, messo simpaticamente sotto torchio, da una piccola tv di opposizione, Peskov, che più che un portavoce è un consigliere, ha deciso di tagliare corto: "Secondo me devono averle messe lì gli archeologi che volevano fare una cosa gradita al premier". A sua insaputa, naturalmente. E siccome ogni occasione è buona per lanciare messaggi, ha voluto precisare: "In ogni caso io non c'ero, ero in ferie".
L'eccesso di zelo che dà sfogo alla vanità del capo non è mai piaciuto a Peskov che si sarebbe dissociato anche da altre iniziative recenti sul piano dell'immagine come la cosiddetta "svolta sexy" che ha regalato ai cittadini moscoviti sfilate di seminude "soldatesse di Putin" e pruriginosi spot elettorali. Più concreto dei suoi giovani colleghi che attorniano il leader, Peskov ha poi badato a cose più serie. Per esempio alle critiche sull'immutabilità del potere e ai paragoni con Breznev, al potere per 18 anni e simbolo della stagnazione sovietica. "Breznev - ha detto - non è un personaggio negativo ma un pilastro della nostra economia, della nostra agricoltura. Forse avrebbe dovuto lasciare prima ma solo perché minato dalla malattia e dall'età". Putin invece è in perfetta forma come tutte le figurine, anfore a parte, possono testimoniare.
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Ma nell'era del web non basta il parere degli esperti di Stato. Pian piano sui blogger russi e stranieri, in molti hanno cominciato a vivisezionare i filmati. A farsi domande banali. Qualcuno ha mandato fotografie subacquee dello stesso scoglio, scattate in vacanze lontane: stesso mare, stesse alghe, nessuna traccia delle anfore.
E così ieri, messo simpaticamente sotto torchio, da una piccola tv di opposizione, Peskov, che più che un portavoce è un consigliere, ha deciso di tagliare corto: "Secondo me devono averle messe lì gli archeologi che volevano fare una cosa gradita al premier". A sua insaputa, naturalmente. E siccome ogni occasione è buona per lanciare messaggi, ha voluto precisare: "In ogni caso io non c'ero, ero in ferie".
L'eccesso di zelo che dà sfogo alla vanità del capo non è mai piaciuto a Peskov che si sarebbe dissociato anche da altre iniziative recenti sul piano dell'immagine come la cosiddetta "svolta sexy" che ha regalato ai cittadini moscoviti sfilate di seminude "soldatesse di Putin" e pruriginosi spot elettorali. Più concreto dei suoi giovani colleghi che attorniano il leader, Peskov ha poi badato a cose più serie. Per esempio alle critiche sull'immutabilità del potere e ai paragoni con Breznev, al potere per 18 anni e simbolo della stagnazione sovietica. "Breznev - ha detto - non è un personaggio negativo ma un pilastro della nostra economia, della nostra agricoltura. Forse avrebbe dovuto lasciare prima ma solo perché minato dalla malattia e dall'età". Putin invece è in perfetta forma come tutte le figurine, anfore a parte, possono testimoniare.