IL CAIRO - Dopo le violenze scoppiate fra le forze dell'ordine e i copti al Cairo domenica, è in evidente difficoltà il governo ad interim presieduto da Sharaf. Una giornata convulsa di voci e colpi di scena, aperta dalle dimissioni a sopresa del ministro delle Finanze e vice-premier Haazem Beblawi, per divergenze sulla gestione della crisi.
"Anche se il governo non è direttamente responsabile, alla fine, la responsabilità ricade comunque sulle sue spalle", ha detto Beblawi secondo quanto riferito dall'agenzia Mena. "Le attuali circostanze sono molto difficili e richiedono un nuovo modo di pensare e di lavorare".
In serata il nuovo colpo di scena: probabilmente per le pressioni dei militari, Beblawi ha ritirato le dimissioni. Il vicepremier, economista di fama internazionale, sarebbe stato convinto a ritirare le dimissioni dal capo del Consiglio Supremo delle Forze Armate, maresciallo Hussein Tantawi. Il primo ministro, Essam Sharaf, del quale attivisti e politici hanno pure chiesto le dimissioni con tutto il governo per la mancanza di sicurezza nel paese, aveva dichiarato che le dimissioni del ministro erano state un'iniziativa individuale e che le eventuali dimissioni del governo "sono nelle mani dei militari, che possono deciderle in qualsiasi momento le ritengano opportune".
Di fatto, la situazione è in evoluzione e dopo i sanguinosi scontri tra esercito e copti, in cui sono morte 36 persone e centinaia sono rimaste ferite, sono aumentate le pressioni sul governo in rete e sulla stampa egiziana e gli appelli a rimettere l'incarico.
Una delle voci più insistenti vuole un nuovo incarico affidato a Mohammed El Baradei. Secondo quanto riporta il sito del quotidiano egiziano al-Wafd, la notizia è iniziata a circolare con forza subito dopo le dimissioni del vicepremier, Haazem Beblawi. Sembra che il nome del Premio Nobel per la Pace ed ex numero uno dell'Agenzia internazionale per l'Energia atomica (Aiea) sia stato proposto da diverse parti politiche.
Nei mesi scorsi El Baradei, che il 23 settembre ha iniziato la sua campagna per le elezioni presidenziali, ha rilasciato diverse interviste nelle quali indicava la sua disponibilità a guidare un nuovo governo.
"Anche se il governo non è direttamente responsabile, alla fine, la responsabilità ricade comunque sulle sue spalle", ha detto Beblawi secondo quanto riferito dall'agenzia Mena. "Le attuali circostanze sono molto difficili e richiedono un nuovo modo di pensare e di lavorare".
In serata il nuovo colpo di scena: probabilmente per le pressioni dei militari, Beblawi ha ritirato le dimissioni. Il vicepremier, economista di fama internazionale, sarebbe stato convinto a ritirare le dimissioni dal capo del Consiglio Supremo delle Forze Armate, maresciallo Hussein Tantawi. Il primo ministro, Essam Sharaf, del quale attivisti e politici hanno pure chiesto le dimissioni con tutto il governo per la mancanza di sicurezza nel paese, aveva dichiarato che le dimissioni del ministro erano state un'iniziativa individuale e che le eventuali dimissioni del governo "sono nelle mani dei militari, che possono deciderle in qualsiasi momento le ritengano opportune".
Di fatto, la situazione è in evoluzione e dopo i sanguinosi scontri tra esercito e copti, in cui sono morte 36 persone e centinaia sono rimaste ferite, sono aumentate le pressioni sul governo in rete e sulla stampa egiziana e gli appelli a rimettere l'incarico.
Una delle voci più insistenti vuole un nuovo incarico affidato a Mohammed El Baradei. Secondo quanto riporta il sito del quotidiano egiziano al-Wafd, la notizia è iniziata a circolare con forza subito dopo le dimissioni del vicepremier, Haazem Beblawi. Sembra che il nome del Premio Nobel per la Pace ed ex numero uno dell'Agenzia internazionale per l'Energia atomica (Aiea) sia stato proposto da diverse parti politiche.
Nei mesi scorsi El Baradei, che il 23 settembre ha iniziato la sua campagna per le elezioni presidenziali, ha rilasciato diverse interviste nelle quali indicava la sua disponibilità a guidare un nuovo governo.