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PIRATI

Liberata la Montecristo
L'equipaggio sta bene

E' andato a buon fine il blitz delle Forze speciali inglesi: gli 11 pirati somali sono stati arrestati. I marinai si erano asserragliati nella zona blindata della motonave. Farnesina: "Operazione brillante", riuscita "grazie a due unità della marina militare Usa e del Regno Unito, sotto la direzione dell'ammiraglio Gualtiero Mattesi"

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ROMA - Gli undici pirati somali che ieri avevano sequestrato la motonave italiana Montecristo, si sono arresi e sono stati arrestati. L'equipaggio è libero, sta bene. E a comunicarlo ufficialmente è la Farnesina con "viva soddisfazione". "Grazie all'intervento congiunto di due unità della marina militare degli Stati Uniti e del Regno Unito - si legge nella dichiarazione -, che hanno operato sotto la direzione dell'ammiraglio italiano Gualtiero Mattesi (in qualità di comandante della task force dell'operazione Nato Ocean Shield che combatte la pirateria nel bacino somalo), l'equipaggio della motonave italiana è libero e salvo".

Il ministero degli Affari Esteri, che, attraverso l'Unità di Crisi, ha seguito la vicenda, insieme al Comando operativo interforze del ministero della Difesa, ha espresso quindi il "suo forte apprezzamento per la brillante operazione odierna". La conferma è arrivata anche dal il ministro Ignazio La Russa: "Confermo che l'equipaggio della della nave Montecristo è stato liberato con un blitz delle forze britanniche", ha ribadito. Soddisfatto anche il ministro degli Esteri Franco Frattini: "Ora le famiglie ora potranno tirare un sospiro di sollievo".

La decisione del blitz era stata presa proprio dopo di un colloquio tra La Russa e il ministro della Difesa inglese Liam Fox. I 21 marinai italiani si erano asserragliati nella zona blindata della Motonave, riuscendo comunque, nonostante le drammatiche circostanze, a dirigere la nave nei pressi dell'International Traffic Recognized Corridor. Avrebbero anche mandato un messaggio in una bottiglia che è stata raccolta da una nave americana e questa informazione avrebbe reso possibile l'operazione che è ancora in corso.

Sono tutti e quattro italiani i formatori in materia di sicurezza a bordo della nave Montecristo del gruppo D'Alesio di Livorno. Pietro Marras, di Nuoro ma residente a Pisa, Massimiliano Sassi, di Parma, Carlo Di Folco, di Roma e Alessio Mascherano, di Prato, erano sulla nave per insegnare all'equipaggio le procedure di difesa passiva. Italiani sono altri tre dei 23 membri dell'equipaggio, tra cui il comandante Diego Scussat, di Venezia.

L'ARMATORE: "PRIMA DI TUTTO, SALVATE IL NOSTRO EQUIPAGGIO"
IL GRUPPO D'ALESIO, GIGANTE DEI TRASPORTI 
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"Siamo felici", ha detto la figlia maggiore del comandante della nave Diego Scussat: "Quando lo sentirò - ha  aggiunto - so che mi metterò a piangere". Il padre di Luca Giglioli, 22 anni, il più giovane dei marittimi sequestrati dai pirati ha detto: "Siamo stati fortunati, credevo finisse male. Ora siamo più tranquilli, sono contento per tutto l'equipaggio". "Stanotte sono stato al lavoro per cacciare la tensione" - ha aggiunto il padre del giovane allievo ufficiale, anche lui dipendente del Gruppo D'Alesio. Gioia e lacrime liberatorie anche in casa Marras, a Lula (Nuoro), dove vivono i genitori di Pietro Raimondo, 25 anni, uno dei 4 addetti alla sicurezza della nave Montecristo: "Siamo felici - ha detto il padre Antonio - e stiamo festeggiando la liberazione".

"Ho vissuto un incubo. Ora ricomincio a respirare", ha detto la mamma di Stefano Mariotti, uno degli ufficiali della Montecristo. "Avevo paura. Quando ho letto i giornali era come fosse già morto". Avvisati del blitz i familiari dei marittimi che si trovavano a bordo della Montescristo sono rimasti in attesa tutto il tempo. "Non abbiamo notizie da ieri" aveva detto la moglie del comandante Diego Scussat. Dopo le parole del ministro La Russa che ha assicurato sulle condizioni dei marinai rapiti, la donna aveva detto solo di "sperare". Quindi il pensiero al marito: "Lo aspetto qui, vorrei tanto sapere come sta. Spero di sentirlo presto".