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Battisti, la procura chiede revoca visto
"Trasferimento in Messico o Francia"

I giudici brasiliano contestano la validità del permesso di residenza concesso all'ex terrorista, condannato all'ergastolo in Italia. E ne chiedono l'allontamento in uno dei paesi dove viveva prima arrivare nel paese, ma non in Italia che ne aveva chiesto l'estradizione
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BRASILIA - E' un visto "illegale" quello concesso dal governo brasiliano a Cesare Battisti: è quanto sostiene il procuratore di Brasilia, Helio Heringer, che ha aperto un procedimento per la revoca del permesso di residenza all'ex terrorista dei Pac. Il giudice, nella causa che sarà esaminata nei prossimi giorni, non chiede l'estradizione di Battisti in Italia ma la sua espulsione verso uno dei due paesi nei quali l'ex terrorista ha risieduto in passato, Francia o Messico.

Secondo Heringer, il visto di permanenza in Brasile concesso a Battisti è illegale perché nella legge sugli stranieri c'è scritto chiaramente che non può goderne chi ha commesso in un altro paese crimini per i quali è prevista l'estradizione.

Il caso è complicato, proviamo a riassumere: Cesare Battisti è stato arrestato a Rio de Janeiro dopo tre anni di latitanza (era fuggito dalla Francia nel 2004) nel marzo del 2007. L'Italia chiese l'e…
BRASILIA - E' un visto "illegale" quello concesso dal governo brasiliano a Cesare Battisti: è quanto sostiene il procuratore di Brasilia, Helio Heringer, che ha aperto un procedimento per la revoca del permesso di residenza all'ex terrorista dei Pac. Il giudice, nella causa che sarà esaminata nei prossimi giorni, non chiede l'estradizione di Battisti in Italia ma la sua espulsione verso uno dei due paesi nei quali l'ex terrorista ha risieduto in passato, Francia o Messico.

Secondo Heringer, il visto di permanenza in Brasile concesso a Battisti è illegale perché nella legge sugli stranieri c'è scritto chiaramente che non può goderne chi ha commesso in un altro paese crimini per i quali è prevista l'estradizione.

Il caso è complicato, proviamo a riassumere: Cesare Battisti è stato arrestato a Rio de Janeiro dopo tre anni di latitanza (era fuggito dalla Francia nel 2004) nel marzo del 2007. L'Italia chiese l'estradizione sulla base della condanna all'ergastolo per gli omicidi commessi alla fine degli anni Settanta quando militava nei Proletari armati per il comunismo e del caso si doveva occupare la Corte Suprema del Brasile, massima istanza giudiziaria del paese che delibera anche su tutti i casi di estradizione. Gli avvocati di Battisti (tutti lautamente finanziati con i diritti dei libri della giallista francese Fred Vargas) chiesero per il loro assistito la concessione del rifugio come perseguitato politico.  E con un colpo a sorpresa nel gennaio del 2009 l'allora ministro della Giustizia, Tarso Genro, decise di concedere, nonostante il parere negativo della commissione che esamina le richieste di rifugio, l'asilo politico a Battisti. Decisione che di fatto avrebbe dovuto annullare il processo per l'estradizione di fronte al Tribunale Supremo ma che invece aprì lo scontro tra giudici e potere politico.

Mesi dopo infatti i magistrati della massima Corte annullarono l'asilo politico concesso da Genro sostenendo che i reati di Battisti non erano "politici" ma comuni e come tali andavano esaminati. Nel corso della stessa seduta, a maggioranza semplice, la Corte approvò la richiesta di estradizione presentata dall'Italia con un solo limite: l'ultima parola spettava al presidente della nazione, in quel momento Lula, che avrebbe dovuto esprimere il suo parere sulla base del Trattato di estradizione vigente tra Italia e Brasile. Nell'ultimo giorno del suo mandato, 31 dicembre 2010, Lula negò l'estradizione in Italia. Nel frattempo la maggioranza all'interno della Corte, grazie a due nuove nomine fatte da Lula, era cambiata e qualche mese fa Battisti è stato liberato.

Ora lo scontro fra giudici e potere politico si riapre. Heringer sostiene che quella di Lula nel non concedere l'estradizione è una decisione "politica" che non annulla la sentenza della Corte Suprema nella quale si ritenevano gli omicidi di Battisti delitti comuni e non "politici". Infatti l'ex terrorista non ha "l'asilo" come rifugiato ma un visto di residenza ad personam. E, ricorda Heringer, questo visto non si può concedere ad uno straniero processato o condannato in un altro paese per reati  -  come l'omicidio  -  che prevedono l'estradizione. Dunque anche se non estradato va espulso dal Brasile. Caso riaperto. Cesare Battisti vive da qualche mese in una cittadina sul mare nello Stato di San Paolo e Flammarion sta per lanciare in Francia il suo ultimo libro.