Siria, 10 manifestanti uccisi
Onu: "Oltre 3000 da inizio proteste"
Ancora un venerdì di protesta represso nel sangue dalle forze di sicurezza di Assad. Anche ieri almeno 36 persone uccise in tutto il Paese. Secondo le stime dell'Alto commissario per i Diritti umani negli ultimi 10 giorni i morti sono stati almeno cento
DAMASCO - Le forze di sicurezza siriane hanno ucciso oggi 10 persone in diverse zone del paese, aprendo il fuoco su gruppi di manifestanti. Lo riferisce l'osservatorio siriano per i diritti umani. Il maggior numero di vittime si è registrato a Dael, dove sono morte sette persone. Le altre a Sabqa, Damasco e Aleppo.
Ma le uccisioni di oppositori segnano ormai un bilancio di morte quotidiana. Ieri l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha denunciato la morte di 36 persone, di cui 25 militari. Tra le vittime civili, un manifestante è stato ucciso nella città di Homs mentre altri 10, tra cui un bambino, a Banash, città nella provincia nord-orientale di Idlib.
Nella stessa provincia sono rimasti uccisi anche 15 soldati, tra cui alcuni ufficiali. Nove i militari morti a Daraa, a sud di Damasco, mentre un membro delle forze di sicurezza ha perso la vita a Quseir, vicino a Homs, nella regione centrale della Siria.
Secondo le stime dell'Onu, dall'inizio dell…
Ma le uccisioni di oppositori segnano ormai un bilancio di morte quotidiana. Ieri l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha denunciato la morte di 36 persone, di cui 25 militari. Tra le vittime civili, un manifestante è stato ucciso nella città di Homs mentre altri 10, tra cui un bambino, a Banash, città nella provincia nord-orientale di Idlib.
Nella stessa provincia sono rimasti uccisi anche 15 soldati, tra cui alcuni ufficiali. Nove i militari morti a Daraa, a sud di Damasco, mentre un membro delle forze di sicurezza ha perso la vita a Quseir, vicino a Homs, nella regione centrale della Siria.
Secondo le stime dell'Onu, dall'inizio dell…
DAMASCO - Le forze di sicurezza siriane hanno ucciso oggi 10 persone in diverse zone del paese, aprendo il fuoco su gruppi di manifestanti. Lo riferisce l'osservatorio siriano per i diritti umani. Il maggior numero di vittime si è registrato a Dael, dove sono morte sette persone. Le altre a Sabqa, Damasco e Aleppo.
Ma le uccisioni di oppositori segnano ormai un bilancio di morte quotidiana. Ieri l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha denunciato la morte di 36 persone, di cui 25 militari. Tra le vittime civili, un manifestante è stato ucciso nella città di Homs mentre altri 10, tra cui un bambino, a Banash, città nella provincia nord-orientale di Idlib.
Nella stessa provincia sono rimasti uccisi anche 15 soldati, tra cui alcuni ufficiali. Nove i militari morti a Daraa, a sud di Damasco, mentre un membro delle forze di sicurezza ha perso la vita a Quseir, vicino a Homs, nella regione centrale della Siria.
Secondo le stime dell'Onu, dall'inizio delle proteste a marzo le vittime del regime di Assad sono più di 3mila. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani, Navi Pillay,ha sottolineato che nel bilancio ci sono "almeno 187 bambini", mentre "più di 100 sono stati uccisi solo negli ultimi 10 giorni".
Ma le uccisioni di oppositori segnano ormai un bilancio di morte quotidiana. Ieri l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha denunciato la morte di 36 persone, di cui 25 militari. Tra le vittime civili, un manifestante è stato ucciso nella città di Homs mentre altri 10, tra cui un bambino, a Banash, città nella provincia nord-orientale di Idlib.
Nella stessa provincia sono rimasti uccisi anche 15 soldati, tra cui alcuni ufficiali. Nove i militari morti a Daraa, a sud di Damasco, mentre un membro delle forze di sicurezza ha perso la vita a Quseir, vicino a Homs, nella regione centrale della Siria.
Secondo le stime dell'Onu, dall'inizio delle proteste a marzo le vittime del regime di Assad sono più di 3mila. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti umani, Navi Pillay,ha sottolineato che nel bilancio ci sono "almeno 187 bambini", mentre "più di 100 sono stati uccisi solo negli ultimi 10 giorni".