ANKARA - Aerei turchi in azione da questa mattina per bombardare le basi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) nelle montagne del Nord dell'Iraq in risposta agli attacchi sferrato all'alba da un gruppo di separatisti curdi che ha provocato 24 morti e 18 feriti tra i soldati turchi nel Sud Est del Paese. Commando di Ankara di almeno mille uomini sono penetrati per 3-4 chilometri nel Nord dell'Iraq alla ricerca dei responsabili dell'assalto. Una quindicina di insorti sono stati uccisi.
Secondo quanto riferisce l'emittente Ntv, gli scontri, compiuti da almeno un centinaio di esponenti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), hanno avuto luogo a Cukurca e Yuksekova, nella provincia turca di Hakkari. Fonti di polizia parlano di un "attacco coordinato e sincronizzato". Diversi edifici militari sono stati colpiti.
Il Pkk ha minacciato che le truppe di Ankara subiranno "un duro colpo" per aver effettuato la rappresaglia nel territorio iracheno. "Non consentiremo loro di condurre nessuna incursione nel Kurdistan iracheno. Se lo faranno, non ne usciranno fuori", ha dichiarato il portavoce del partito Ahmed Denis.
Per seguire la crisi, il premier turco Tayyip Erdogan ha cancellato la sua visita di Stato in Kazakistan. Anche il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu ha cancellato un viaggio previsto in Serbia e il vicepremier Bulent Arinc, portavoce del governo, sta rientrando dalla Macedonia. Ad Ankara Erdogan ha convocato un vertice antiterrorismo.
Ieri, nella vicina provincia di Bitlis, in un attentato con una mina anti-carro azionata a distanza avevano perso la vita otto persone, di cui cinque poliziotti e tre civili, compresa una bimba di appena 2 anni; dieci i feriti.
Il presidente Gul: "Vendetta del Paese sarà enorme". Il presidente della repubblica turca, Abdullah Gul, ha avvertito che sarà "enorme" e "molteplice" la "vendetta" della Turchia nei confronti di "chi le ha dichiarato guerra", sottolineando che i terroristi del Pkk saranno sconfitti. "Vedranno, prima o poi, che nessuno può ottenere alcunchè con la guerra contro lo Stato turco. Non faremo mai un passo indietro di fronte a qualsiasi attentato", ha aggiunto, concludendo: "La Turchia combatterà con decisione contro il terrore e non sarà mai scossa dal terrore". Gli "anticorpi contro il terrore sono i diritti umani e la democrazia - ha affermato il primo ministro Erdogan in tv - La lotta sarà è molto lunga. Ma non abbiamo mai fatto un passo indietro e non lo faremo mai".
L'Unione Europea "sta al fianco della Turchia nella sua determinazione per combattere il terrorismo", ha detto l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton. Condanna l'"atroce" violenza contro i soldati turchi anche il presidente Usa Barack Obama. Solidarietà alla Turchia è stata espressa a nome della Nato dal segretario generale Anders Fogh Rasmusseun. "Non c'è giustificazione alcuna per questi atti di violenza", ha detto Rasmussen. "Gli alleati Nato sono solidali nella lotta contro il terrorismo".
La situazione. Quella di oggi è la peggiore offensiva sferrata negli ultimi 20 anni contro le Forze Armate in Turchia da parte dei guerriglieri del Pkk, già guidato da Abdullah Ocalan. Per trovare un episodio più grave bisogna risalire al massacro di Bingol del maggio 1993, quando vi fu l'uccisione di 33 soldati di leva. Divisi alla caduta dell'impero ottomano fra Turchia, Iraq, Iran e Siria, i curdi rappresentano il 18 per cento della popolazione turca, circa 14 milioni di persone, concentrate nel Sud-Est del Paese. Reclamano una maggiore autonomia da Ankara con una guerriglia indipendentista che, condotta dal Pkk, dal 1984 ha causato più di 50 mila vittime.
La tensione è cresciuta in Turchia dopo che sono falliti colloqui portati avanti da Erdogan tra Stato e Pkk nell'ambito di una "apertura" delle autorità centrali alle richieste autonomista dei curdi, annunciata nel 2009 ma ormai in stallo. Il Pkk ha intensificato considerevolmente i suoi attacchi dall'estate dopo un periodo di calma. L'aviazione bombarda regolarmente le basi del Pkk nella zona del monte Kandil. Ankara starebbe preparando anche una nuova operazione di terra anti-Pkk in Iraq.
Secondo quanto riferisce l'emittente Ntv, gli scontri, compiuti da almeno un centinaio di esponenti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), hanno avuto luogo a Cukurca e Yuksekova, nella provincia turca di Hakkari. Fonti di polizia parlano di un "attacco coordinato e sincronizzato". Diversi edifici militari sono stati colpiti.
Il Pkk ha minacciato che le truppe di Ankara subiranno "un duro colpo" per aver effettuato la rappresaglia nel territorio iracheno. "Non consentiremo loro di condurre nessuna incursione nel Kurdistan iracheno. Se lo faranno, non ne usciranno fuori", ha dichiarato il portavoce del partito Ahmed Denis.
Per seguire la crisi, il premier turco Tayyip Erdogan ha cancellato la sua visita di Stato in Kazakistan. Anche il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu ha cancellato un viaggio previsto in Serbia e il vicepremier Bulent Arinc, portavoce del governo, sta rientrando dalla Macedonia. Ad Ankara Erdogan ha convocato un vertice antiterrorismo.
Ieri, nella vicina provincia di Bitlis, in un attentato con una mina anti-carro azionata a distanza avevano perso la vita otto persone, di cui cinque poliziotti e tre civili, compresa una bimba di appena 2 anni; dieci i feriti.
Il presidente Gul: "Vendetta del Paese sarà enorme". Il presidente della repubblica turca, Abdullah Gul, ha avvertito che sarà "enorme" e "molteplice" la "vendetta" della Turchia nei confronti di "chi le ha dichiarato guerra", sottolineando che i terroristi del Pkk saranno sconfitti. "Vedranno, prima o poi, che nessuno può ottenere alcunchè con la guerra contro lo Stato turco. Non faremo mai un passo indietro di fronte a qualsiasi attentato", ha aggiunto, concludendo: "La Turchia combatterà con decisione contro il terrore e non sarà mai scossa dal terrore". Gli "anticorpi contro il terrore sono i diritti umani e la democrazia - ha affermato il primo ministro Erdogan in tv - La lotta sarà è molto lunga. Ma non abbiamo mai fatto un passo indietro e non lo faremo mai".
L'Unione Europea "sta al fianco della Turchia nella sua determinazione per combattere il terrorismo", ha detto l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton. Condanna l'"atroce" violenza contro i soldati turchi anche il presidente Usa Barack Obama. Solidarietà alla Turchia è stata espressa a nome della Nato dal segretario generale Anders Fogh Rasmusseun. "Non c'è giustificazione alcuna per questi atti di violenza", ha detto Rasmussen. "Gli alleati Nato sono solidali nella lotta contro il terrorismo".
La situazione. Quella di oggi è la peggiore offensiva sferrata negli ultimi 20 anni contro le Forze Armate in Turchia da parte dei guerriglieri del Pkk, già guidato da Abdullah Ocalan. Per trovare un episodio più grave bisogna risalire al massacro di Bingol del maggio 1993, quando vi fu l'uccisione di 33 soldati di leva. Divisi alla caduta dell'impero ottomano fra Turchia, Iraq, Iran e Siria, i curdi rappresentano il 18 per cento della popolazione turca, circa 14 milioni di persone, concentrate nel Sud-Est del Paese. Reclamano una maggiore autonomia da Ankara con una guerriglia indipendentista che, condotta dal Pkk, dal 1984 ha causato più di 50 mila vittime.
La tensione è cresciuta in Turchia dopo che sono falliti colloqui portati avanti da Erdogan tra Stato e Pkk nell'ambito di una "apertura" delle autorità centrali alle richieste autonomista dei curdi, annunciata nel 2009 ma ormai in stallo. Il Pkk ha intensificato considerevolmente i suoi attacchi dall'estate dopo un periodo di calma. L'aviazione bombarda regolarmente le basi del Pkk nella zona del monte Kandil. Ankara starebbe preparando anche una nuova operazione di terra anti-Pkk in Iraq.