TRIPOLI - Lo hanno sepolto all'alba, con una cerimonia semplice, nel Sahara libico. Una località segreta per evitare che la tomba dell'ex rais Muammar Gheddafi diventi un luogo di culto o venga fatta oggetto di vandalismi. ll Colonnello riposerà qui, in mezzo al deserto della sua terra. Nel testamento, Gheddafi aveva chiesto di essere sepolto a Sirte, la sua città natale, proprio dove cinque giorni fa è stato catturato e ucciso, ma per ragioni di sicurezza il Cnt ha preferito non rivelare il luogo esatto della sepoltura.
"Giuro che morirò da musulmano. Se dovessi essere ucciso, voglio essere sepolto secondo la tradizione islamica, con i vestiti che indosso al momento della morte e con il corpo non lavato, nel cimitiero di Sirte, vicino alla mia famiglia". Così scriveva Gheddafi nelle suo testamento. Ieri il nuovo mufti libico aveva detto di no al rito islamico per l'ex rais, considerato un "miscredente".
Alla fine la cerimonia religiosa c'è stata. Membri della tribù del Colonnello hanno recitato alcune preghiere e l'ex rais è stato tumulato "con il dovuto riguardo". Con lui anche il figlio Mutassim. Le loro salme erano state prelevate ieri sera da Misurata, dove subito dopo la morte erano state esposte al pubblico, in una cella frigorifera alla periferia della città.
Cnt: "La Nato resti nel Paese almeno un mese in più". Con i funerali di Gheddafi il Paese prova a girare definitivamente pagina anche se il futuro è pieno di incertezze. Forse anche per questo il Consiglio nazionale di transizione ha chiesto alla Nato di prolungare la sua missione nel Paese di "almeno un mese". La conclusione delle operazioni di Unified Protector era stata annunciata in un primo momento per il 31 ottobre. Ora, dopo l'appello al rinvio lanciato dal ministro del Petrolio e delle Finanze ad interim Ali Tarhuni, l'Alleanza ha fatto sapere che ogni decisione è rimandata. "La Nato si consulterà con le Nazioni Unite e con il Cnt prima di prendere una decisione finale", hanno precisato fonti dell'Alleanza. La Spagna, tuttavia, ha già annunciato che tutte le sue forze impegnate in Libia, rientreranno in patria entro il 31 ottobre.
Saif al Islam in Niger, il resto della famiglia in Sudafrica. Stando alle ultime notizie Saif al Islam, l'erede designato del Colonnello, dato più volte per morto nei giorni scorsi, si troverebbe vicino alla frontiera con il Niger, Paese in cui da settembre si trova il fratello Saadi. Saif sarebbe accompagnato da ex combattenti tuareg. Aumentano le indiscrezioni sul futuro del resto della famiglia. Secondo il quotidiano algerino Al-Shuruk, la moglie del Colonnello, Safia e i figli Aisha, Muhammad e Hannibal, riparati da fine di agosto in Algeria, si trasferiranno presto in Sudafrica, dove è custodita la maggior parte dei fondi della famiglia di Gheddafi.
Ahmadinejad: "I libici devono cacciare gli occidentali". A pochi giorni dalla caduta del regime di Gheddafi, è arrivato il commento del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che ha esortato il popolo libico a lavorare insieme per evitare che le potenze occidentali possano prendere il controllo del Paese saccheggiandone le ricchezze. "Il loro primo obiettivo è quello di prendere il controllo della Libia e cercare di imporre leggi anti-rivoluzionarie e contrarie al volere del suo popolo", ha detto Ahmadinejad in un discorso trasmesso in diretta tv dalla provincia del sud Khorasan. "La Nato è intervenuta con il pretesto di aiutare i libici e ha portato la Libia alla rovina, e ora con il pretesto di ricostruire il paese, vuole saccheggiare le sue ricchezze petrolifere", ha aggiunto, augurandosi che alla fine i libici "si uniranno e cacceranno" le potenze occidentali.
La lettera di Gheddafi a Berlusconi. Ieri il quotidiano Paris Match aveva pubblicato sul suo sito una lettera scritta ad agosto da Gheddafi a Berlusconi. L'ex rais definiva il premier un "amico" e gli chiedeva di "fermare i bombardamenti che uccidono i nostri fratelli libici e i nostri bambini".
"Giuro che morirò da musulmano. Se dovessi essere ucciso, voglio essere sepolto secondo la tradizione islamica, con i vestiti che indosso al momento della morte e con il corpo non lavato, nel cimitiero di Sirte, vicino alla mia famiglia". Così scriveva Gheddafi nelle suo testamento. Ieri il nuovo mufti libico aveva detto di no al rito islamico per l'ex rais, considerato un "miscredente".
Alla fine la cerimonia religiosa c'è stata. Membri della tribù del Colonnello hanno recitato alcune preghiere e l'ex rais è stato tumulato "con il dovuto riguardo". Con lui anche il figlio Mutassim. Le loro salme erano state prelevate ieri sera da Misurata, dove subito dopo la morte erano state esposte al pubblico, in una cella frigorifera alla periferia della città.
Cnt: "La Nato resti nel Paese almeno un mese in più". Con i funerali di Gheddafi il Paese prova a girare definitivamente pagina anche se il futuro è pieno di incertezze. Forse anche per questo il Consiglio nazionale di transizione ha chiesto alla Nato di prolungare la sua missione nel Paese di "almeno un mese". La conclusione delle operazioni di Unified Protector era stata annunciata in un primo momento per il 31 ottobre. Ora, dopo l'appello al rinvio lanciato dal ministro del Petrolio e delle Finanze ad interim Ali Tarhuni, l'Alleanza ha fatto sapere che ogni decisione è rimandata. "La Nato si consulterà con le Nazioni Unite e con il Cnt prima di prendere una decisione finale", hanno precisato fonti dell'Alleanza. La Spagna, tuttavia, ha già annunciato che tutte le sue forze impegnate in Libia, rientreranno in patria entro il 31 ottobre.
Saif al Islam in Niger, il resto della famiglia in Sudafrica. Stando alle ultime notizie Saif al Islam, l'erede designato del Colonnello, dato più volte per morto nei giorni scorsi, si troverebbe vicino alla frontiera con il Niger, Paese in cui da settembre si trova il fratello Saadi. Saif sarebbe accompagnato da ex combattenti tuareg. Aumentano le indiscrezioni sul futuro del resto della famiglia. Secondo il quotidiano algerino Al-Shuruk, la moglie del Colonnello, Safia e i figli Aisha, Muhammad e Hannibal, riparati da fine di agosto in Algeria, si trasferiranno presto in Sudafrica, dove è custodita la maggior parte dei fondi della famiglia di Gheddafi.
Ahmadinejad: "I libici devono cacciare gli occidentali". A pochi giorni dalla caduta del regime di Gheddafi, è arrivato il commento del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, che ha esortato il popolo libico a lavorare insieme per evitare che le potenze occidentali possano prendere il controllo del Paese saccheggiandone le ricchezze. "Il loro primo obiettivo è quello di prendere il controllo della Libia e cercare di imporre leggi anti-rivoluzionarie e contrarie al volere del suo popolo", ha detto Ahmadinejad in un discorso trasmesso in diretta tv dalla provincia del sud Khorasan. "La Nato è intervenuta con il pretesto di aiutare i libici e ha portato la Libia alla rovina, e ora con il pretesto di ricostruire il paese, vuole saccheggiare le sue ricchezze petrolifere", ha aggiunto, augurandosi che alla fine i libici "si uniranno e cacceranno" le potenze occidentali.
La lettera di Gheddafi a Berlusconi. Ieri il quotidiano Paris Match aveva pubblicato sul suo sito una lettera scritta ad agosto da Gheddafi a Berlusconi. L'ex rais definiva il premier un "amico" e gli chiedeva di "fermare i bombardamenti che uccidono i nostri fratelli libici e i nostri bambini".