Esteri

TURCHIA

Sale a 432 morti il bilancio ufficiale
Salvi un neonato e un bambino

Cambia di ora in ora il numero delle vittime del sisma che ha colpito la provincia di Van. Secondo i dati della direzione ufficiale emergenze (Afad), i feriti sono almeno 1352. Si continua a scavare. Salvata bimba di 14 giorni e uno di 10 anni. In zone colpite, crollati 2.262 edifici. Nuova scossa di assestamento magnitudo 5.4

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ANKARA - La macabra conta delle vittime del sisma che ha colpito la provincia di Van, a est della Turchia (mappa) domenica scorsa, continua ad aumentare. Era previsto, perché sotto le macerie delle decine di palazzi crollati sono intrappolate centinaia di persone. L'ultima stima della direzione ufficiale delle situazioni di emergenza (Afad) è di 432 vittime, solo poche ore prima il bilancio era di 366 morti. I feriti sono saliti a circa 1352.

Oggi, prima dell'alba, sono state tratte in salvo cinque persone, riferiscono i media turchi. A 46 ore dal terremoto, è stato salvato anche un neonato di appena 14 giorni. E' una bambina (foto). La mamma, Semiha, una ragazza di 25 anni, è stata estratta dalle macerie di Ercis poco dopo. I soccorritori sotto una pioggia sottile sono infine riusciti a estrarre anche la nonna. Tutti e tre stanno bene. Ancora di più ha resistito Serhat Gul, 10 anni, estratto vivo 54 ore dopo la scossa. Il bambino, rimasto intrappolato tra le macerie del palazzo di sette piani dove viveva, è stato immediatamente trasferito con un'ambulanza in ospedale dove sarà sottoposto alle prime cure. Due storie di speranza, ma i soccorsi, nel pomeriggio, sono stati interrotti da una nuova forte scossa di assestamento di magnitudo 5.4, avvertita sempre a Van.

FOTO Si scava tra le macerie / I danni / I soccorsi
VIDEO La scossa dalle telecamere in strada

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al presidente della Repubblica di Turchia, Abdullah Gul, il seguente messaggio: "Il drammatico sisma che ha devastato la provincia di Van è una tragedia per la nazione turca. Sono profondamente colpito e condivido il suo dolore. In questo momento così triste l'Italia, unita al suo Paese da profondi vincoli di amicizia, si sente particolarmente vicina al popolo turco. Con questi sentimenti, desidero trasmetterle a nome mio personale e di tutto il popolo italiano il più sentito cordoglio e le espressioni di umana solidarietà per le vittime del terremoto".

Il sisma di magnitudo 7,2 sulla scala Richter seguito da una forte replica di  6 - con profondità di 20 chilometri ed epicentro a 16 chilometri a Nord-Est di Van - è avvenuto domenica alle 13,41 locali (le 12,41 italiane) ed è stato avvertito fra l'altro a Diyarbakir, Sirnak, Siirt, Batman e Mardin. E' il terremoto più violento che ha colpito la Turchia, attraversata da pericolosissime faglie, dopo quello che nel 1999 uccise più di 20 mila persone nel nord-ovest. A Van un terremoto nel novembre 1976 causò più di 3mila vittime.
 
Ieri il vice premier Besir Atalay aveva detto che i soccorritori erano riusciti a raggiungere tutti i centri abitati colpiti. Come quasi tutte le case dei vari villaggi. Secondo l'Afad sono 2.262 gli edifici sprofondati nelle zone colpite, principalmente nelle città di Van ed Ercis, località di circa 100mila abitanti, in cui 55 palazzi residenziali sono crollati. Il dato lascia spazio a un bilancio definitivo ben più pesante di quello appena diffuso.

A Ercis e Van migliaia di persone hanno trascorso la seconda notte all'aperto, preferendo sfidare temperature molto rigide piuttosto che rientrare nelle loro abitazioni. Le scosse di assestamento dopo il sisma di magnitudo 7,2, infatti, continuano: anche stamattina sono state registrate repliche tra il terzo e il quarto grado di magnitudo sulla scala Richter. La Croce Rossa sta continuando a distribuire tende.

"Gli aiuti faticano ad arrivare e vengono presi d'assalto, alcune vie di collegamento sono fuori uso, la temperatura è scesa stanotte sotto lo zero", ha detto Alberto Tetta, corrispondente dell'osservatorio Balcani e Caucaso (Obc), con sede a Rovereto.

L'attacco della stampa. Accuse ai costruttori disonesti ma anche sottolineature dell'unità del Paese e dell'importanza delle nuove tecnologie che salvano vite umane spiccano oggi sui giornali turchi . Il quotidiano Radikal punta il dito contro costruttori disonesti che hanno contribuito al crollo di palazzi a Van ed Ercis. Il giornale sottolinea che non sono state applicate leggi antisismiche varate dopo il sisma del 1999 che nel nord-ovest causò più di 20 mila morti.

Milliyet
chiede al premier Recep Erdogan di prendere misure contro gli abusi edilizi che il quotidiano Vatan dettaglia parlando di colonne portanti intaccate per allargare stanze: una pratica che sarebbe all'origine dei crolli di edifici nella provincia di Van. Anche il quotidiano Zaman attribuisce i crolli alla "bassa qualità" delle costruzioni. Tra le polemiche c'è anche quella contro l'Istituto sismologico turco che ha sbagliato di 6 decimi di punto la stima iniziale della magnitudo del terremoto e ha generato "panico non necessario" stimando il numero dei morti tra 500 e mille.

Gli aiuti.
Ieri il ministro degli Esteri Franco Frattini ha assicurato che l'Italia è pronta ad aiutare il popolo turco al massimo delle prossime possibilità, ma che attende "richieste ufficiali". Per il momento, ricorda la Canepa, il premier Erogan ha ringraziato i "50 Paesi che ci hanno offerto aiuto", ma al momento il governo ha detto di essere "autosufficiente" nel gestire la crisi. "Purtroppo siamo un Paese preparato a disastri simili - dice la Canepa - la Turchia ha messo in campo squadre specializzate nel soccorso durante disastri ambientali. Tra queste soprattutto la Akut, squadra altamente specializzata nel soccorso ai terremotati". Ma il timore sono ora, olte al freddo, le "scosse di assestamento, che sono un grande problema e che possono raggiungere i sei gradi", spiega la giornalista.

La Caritas.
"La Caritas Italiana va in soccorso alla Turchia, in una lotta contro il tempo per raggiungere le vittime del sisma, di cui ancora non si ha un bilancio definitivo". Lo scrive in prima pagina l'Osservatore Romano che ricorda come tra le strutture colpite si contano l'università che è parzialmente crollata, le prigioni, dalle quali i detenuti scampati sono tutti fuggiti, un ospedale, oltre a numerosi altri edifici di ogni genere, privati e pubblici, fortemente danneggiati o parzialmente crollati". Il conto corrente postale della Caritas è il n. 347013, la causale: "Terremoto Turchia 2011".