TRIPOLI - Il Consiglio nazionale libico vuole processare gli assassini di Muammar Gheddafi, ucciso una settimana fa a Sirte, la sua città natale. Nel darne annuncio, il governo provvisorio assicura che "il responsabile dell'omicidio di Gheddafi, chiunque sia, sarà giudicato e avrà un processo equo", come ha dichiarato il vicepresidente Abdel Hafiz Ghogha.
Le circostanze della morte dell'ex raìs, catturato vivo dai guerriglieri, continuano a non essere chiare e ieri la famiglia dell'ex leader libico ha deciso di sporgere una denuncia per "crimini di guerra" alla Corte penale internazionale dell'Aja, ha fatto sapere l'avvocato francese dei Gheddafi, Marcel Ceccaldi.
Sempre secondo il Cnt, Saif al-Islam, secondogenito di Gheddafi, avrebbe chiesto un elicottero per poter lasciare il Sahara libico e consegnarsi alla Corte penale internazionale. Saif al-Islam, che è ancora latitante, avrebbe espresso ieri la sua disponibilità a consegnarsi insieme al capo dei servizi segreti del regime di suo padre, Abdullah al-Senussi. Lo scorso giugno la Corte dell'Aja ha spiccato un mandato di cattura per Muammar Gheddafi, il figlio Saif al-Islam e al Senussi per crimini contro l'umanità. Secondo altre voci invece al-Senussi sarebbe già fuggito insieme ai suoi uomini più fidati in Mali attraverso il Niger.
Intanto oggi il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si è riunito per votare una risoluzione per mettere fine alla missione della Nato in Libia. Il documento, presentato da Russia e Gran Bretagna, dispone la fine del mandato dell'Alleanza Atlantica per il 31 ottobre, e nella stessa data anche la cessazione della 'no-fly zone' nello spazio aereo libico. Il Consiglio nazionale di transizione libica aveva chiesto di prolungare la missione fino a fine anno. La risoluzione approvata all'unanimità dall'organo delle Nazioni Unite auspica la rapida creazione di una società inclusiva ed esorta le autorità libiche ad intraprendere tutte le misure necessarie per evitare rappresaglie e detenzioni arbitrarie, sottolineando che da questo momento spetta a loro il compito di proteggere la popolazione, compresi i cittadini stranieri e i migranti africani.
Riguardo all'ipotesi circolata su diversi media di una nuova coalizione guidata dal Qatar per sostituire la Nato in Libia alla fine della missione, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha detto che "si tratta solo di una delle ipotesi di cui è prematuro parlare". "C'è stata solo una riunione dei capi di Stato Maggiore della Difesa. Una riunione militare e non politica e sono state fatte delle ipotesi di intervento che ovviamente i governi dei singoli stati dovranno prima valutare e poi prendere eventuali decisioni", ha aggiunto il ministro.
Le circostanze della morte dell'ex raìs, catturato vivo dai guerriglieri, continuano a non essere chiare e ieri la famiglia dell'ex leader libico ha deciso di sporgere una denuncia per "crimini di guerra" alla Corte penale internazionale dell'Aja, ha fatto sapere l'avvocato francese dei Gheddafi, Marcel Ceccaldi.
Sempre secondo il Cnt, Saif al-Islam, secondogenito di Gheddafi, avrebbe chiesto un elicottero per poter lasciare il Sahara libico e consegnarsi alla Corte penale internazionale. Saif al-Islam, che è ancora latitante, avrebbe espresso ieri la sua disponibilità a consegnarsi insieme al capo dei servizi segreti del regime di suo padre, Abdullah al-Senussi. Lo scorso giugno la Corte dell'Aja ha spiccato un mandato di cattura per Muammar Gheddafi, il figlio Saif al-Islam e al Senussi per crimini contro l'umanità. Secondo altre voci invece al-Senussi sarebbe già fuggito insieme ai suoi uomini più fidati in Mali attraverso il Niger.
Intanto oggi il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si è riunito per votare una risoluzione per mettere fine alla missione della Nato in Libia. Il documento, presentato da Russia e Gran Bretagna, dispone la fine del mandato dell'Alleanza Atlantica per il 31 ottobre, e nella stessa data anche la cessazione della 'no-fly zone' nello spazio aereo libico. Il Consiglio nazionale di transizione libica aveva chiesto di prolungare la missione fino a fine anno. La risoluzione approvata all'unanimità dall'organo delle Nazioni Unite auspica la rapida creazione di una società inclusiva ed esorta le autorità libiche ad intraprendere tutte le misure necessarie per evitare rappresaglie e detenzioni arbitrarie, sottolineando che da questo momento spetta a loro il compito di proteggere la popolazione, compresi i cittadini stranieri e i migranti africani.
Riguardo all'ipotesi circolata su diversi media di una nuova coalizione guidata dal Qatar per sostituire la Nato in Libia alla fine della missione, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha detto che "si tratta solo di una delle ipotesi di cui è prematuro parlare". "C'è stata solo una riunione dei capi di Stato Maggiore della Difesa. Una riunione militare e non politica e sono state fatte delle ipotesi di intervento che ovviamente i governi dei singoli stati dovranno prima valutare e poi prendere eventuali decisioni", ha aggiunto il ministro.