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"A Isfahan colpito sito nucleare"
Londra annuncia azioni dure

Secondo il Times, fonti di intelligence israeliana sostengono che l'esplosione di lunedì scorso non è stata accidentale. Già il 12 novembre colpita base missilistica. Dopo l'assalto all'ambasciata britannica, il premier Cameron minaccia gravi ritorsioni: espulso staff diplomatico iraniano da Londra. Ministero degli esteri espelle personale diplomatico inglese. Roma valuta chiusura rappresentanza a Teheran
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TEHERAN - L'esplosione avvenuta lunedì scorso in Iran a Isfahan avrebbe colpito un sito nucleare. Lo hanno riferito fonti dell'intelligence israeliana al quotidiano britannico The Times, secondo le quali alcune immagini satellitari "mostrano chiaramente colonne di fumo e la distruzione" di una struttura nucleare di Isfahan. Sale, intanto, la tensione con la Gran Bretagna: dopo l'assalto all'ambasciata britannica ieri a Teheran, il premier David Cameron ha dichiarato che considererà l'adozione di azioni "molto dure".

Per rappresaglia, il ministero degli Esteri iraniano ha ordinato l'espulsione di tutto il personale diplomatico britannico a Teheran. Le minacce di nuove sanzioni sono ''esempi di guerra psicologica dato che questi hanno minimi rapporti commerciali con Teheran'', è stata la risposta del portavoce del ministero degli esteri Ramin Mehmanparast, citato dalla Mehr e dalla tv di Stato. La maggior parte dei Paesi europei che parlano di sa…
TEHERAN - L'esplosione avvenuta lunedì scorso in Iran a Isfahan avrebbe colpito un sito nucleare. Lo hanno riferito fonti dell'intelligence israeliana al quotidiano britannico The Times, secondo le quali alcune immagini satellitari "mostrano chiaramente colonne di fumo e la distruzione" di una struttura nucleare di Isfahan. Sale, intanto, la tensione con la Gran Bretagna: dopo l'assalto all'ambasciata britannica ieri a Teheran, il premier David Cameron ha dichiarato che considererà l'adozione di azioni "molto dure".

Per rappresaglia, il ministero degli Esteri iraniano ha ordinato l'espulsione di tutto il personale diplomatico britannico a Teheran. Le minacce di nuove sanzioni sono ''esempi di guerra psicologica dato che questi hanno minimi rapporti commerciali con Teheran'', è stata la risposta del portavoce del ministero degli esteri Ramin Mehmanparast, citato dalla Mehr e dalla tv di Stato. La maggior parte dei Paesi europei che parlano di sanzioni contro l'Iran hanno ''scarse interazioni economiche e anche nessuna collaborazione bancaria con la Repubblica Islamica'', ha ribadito. E ha osservato che le sanzioni occidentali degli ultimi 32 anni non hanno impedito all'Iran di ''proseguire energicamente sulla sua strada'', e senza avere alcun effetto sui suoi progressi in tutti i settori. Il governo di Ahmadinejad: "Presi i colpevoli".

Secondo le fonti di intelligence sentite da Times, "non c'è alcun dubbio" che un sito per l'arricchimento dell'uranio è stato danneggiato e "non si è trattato di un incidente". Le stesse fonti hanno rifiutato di dire se Israele sia coinvolto nell'attacco. Per il governatore di Isfahan, Mohammad-Mehdi Ismaili, invece lunedì non c'è stata alcuna esplosione e la notizia diffusa anche dai media iraniani, tra cui l'agenzia d'informazione semi ufficiale Fars, è "totalmente infondata". Altre notizie dall'Iran avevano riferito di uno scoppio vicino a una pompa di benzina.

A Isfahan è operativo dal 2004 un impianto per la produzione di gas di esafluoruro di uranio, che viene poi utilizzato nelle centrifughe per l'arricchimento dell'uranio dell'impianto di Natanz.

Due incidenti in poche settimane. Si tratta del secondo incidente nel giro di poche settimane, e avviene nel momento in cui l'Iran ha raggiunto una tappa importante nello sviluppo di un nuovo missile. Elementi che suggeriscono un attacco deliberato, spiega il quotidiano inglese. A Isfahan l'esplosione è stata molto violenta ed ha fatto tremare diversi edifici. Un'alta colonna di fumo, secondo il Times, è stata vista innalzarsi dall'impianto nucleare.

Poche settimane fa, un'altra esplosione ha colpito la base missilisitica di Bid Kaneh, poco distante da Teheran, uccidendo una trentina di guardie rivoluzionarie, fra cui il generale Hassan Moghaddam, padre del programma missilistico iraniano. 

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Su Isfahan le autorità devono ancora rilasciare un comunicato ufficiale. L'esplosione è stata prima negata, poi attribuita ad un incidente durante un'esercitazione militare, versione successivamente cancellata. Anche dopo l'incidente del 12 novembre, che diversi analisti hanno interpretato come un attentato, si sono susseguite versioni contrastanti: in un primo momento le autorità hanno parlato di incidente, successivamente hanno riferito che stavano testando un missile.

La tensione fra Teheran e Israele è salita notevolmente nelle ultime settimane. Proprio lunedì mattima il capo del Dipartimento ricerche dell'intelligence, Itai Baron, era stato audito dalla Commissione difesa del Parlamento israeliano: "Un'esplosione in un sito dove vengono sviluppati i missili terra-terra può rinviarne o addirittura fermarne la produzione", aveva detto. E subito dopo l'esplosione di Isfahan il ministro israeliano Dan Meridor ha detto ai giornalisti: "Ci sono paesi che impongono sanzioni economiche, e paesi che agiscono in maniera diversa contro la minaccia nucleare iraniana".

Assalto ambasciata Gb, Londra promette azioni dure.
Ieri, l'assalto alla sede diplomatica britannica ha fatto rivivere l'incubo del 1979, con la presa della rappresentanza americana. La Gran Bretagna promette "un'azione molto dura" e intanto richiama in patria tutto il personale delle sue rappresentanze diplomatiche.

Allo stesso tempo il ministro degli Esteri William Hague ha ordinato la chiusura della legazione di Teheran a Londra e l'espulsione di tutto il personale diplomatico. L'attacco all'ambasciata a Teheran non può aver avuto luogo senza una "qualche forma di sostegno" da parte del regime iraniano, ha detto Hague, chiarendo che lo staff iraniano ha 48 ore di tempo per lasciare il Regno Unito.

Deputato Teheran: "Da Gb mossa sconsiderata"
. Un influente deputato iraniano ha minacciato il Regno Unito di "ripercussioni" dopo la decisione di chiudere l'ambasciata. "Il Regno Unito è responsabile di tutte le ripercussioni delle sue azioni sconsiderate", ha dichiarato Alaeddine Boroujerdi, presidente della commissione degli Affari esteri e della sicurezza nazionale in Parlamento, sulla rete televisiva satellitare al Alam. Boroujerdi ha reagito così alle dichiarazioni del ministro degli esteri britannico Hague.

Farnesina valuta chiusura ambasciata a Teheran. Anche la Norvegia ha chiuso la sua ambasciata a Teheran e per precauzione restano sbarrati anche i cancelli delle scuole francese, tedesca e inglese. Berlino ha convocato l'ambasciatore iraniano per manifestare riprovazione "per la grave violazione dei diritti" e richiamato il proprio a Teheran per consultazioni. La situazione è grave e gli episodi contro la Gran Bretagna sono "intollerabili", ma "un'azione militare contro l'Iran sarebbe devastante", ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi. La Farnesina sta valutando in queste ore, insieme ai partner europei, la chiusura dell'ambasciata a Teheran: lo ha detto Terzi a margine di un'audizione a Montecitorio. "Intendiamo approfondire e riflettere con i partner Ue", ha aggiunto, annunciando la convocazione dell'ambasciatore iraniano a Roma "per chiedere spiegazioni e garanzie". E in serata la Francia ha richiamato il suo ambasciatore a Teheran per consultazioni. Lo ha reso noto il Quai d'Orsay. Identico provvedimento è stato preso anche dall'Olanda.

Quello di martedì contro l'ambasciata e un'altra sede diplomatica britannica nel nord di Teheran è stato il più grave attacco contro una rappresentanza straniera dal 1979, quando lo staff dell'ambasciata Usa fu tenuto in ostaggio per 444 giorni. Stavolta non ci sono stati feriti, ma sei dipendenti dell'ambasciata sono stati trattenuti brevemente dagli studenti e poi rilasciati. L'ambasciata britannica è stata invasa e devastata per ore da centinaia di "studenti" che protestavano per la scelta di Londra di interrompere i contatti con le istituzioni finanziarie iraniane senza attendere la decisione dell'Ue.