Esteri

GRAN BRETAGNA

Sciopero contro riforma pensioni
Fermi due milioni di lavoratori

La protesta è considerata la più imponente prova di forza contro il governo di coalizione liberal-conservatore del premier, David Cameron. La rabbia è aumentata martedì, quando il ministro delle Finanze, George Osborne ha rivelato un piano per tagliare 300mila posti di lavoro del settore pubblico

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LONDRA - Due milioni di dipendenti del settore pubblico in Gran Bretagna, incrociano oggi le braccia in segno di protesta per la riforma del sistema pensionistico proposto dal governo Cameron. La protesta, destinata a creare pesanti disagi in tutto il Paese, si preannuncia come la più imponente da decenni. Per le organizzazioni sindacali è "il più grande" sciopero dagli anni Settanta.

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La maggioranza liberal-conservatrice ha definito "superflua" la protesta essendo ancora in corso i negoziati tra governo e sindacati per la revisione dei trattamenti pensionistici dei dipendenti pubblici. I sindacati sostengono che il piano del governo, che prevede un congelamento degli stipendi e un aumento dei contributi pensionistici a carico dei lavoratori rappresentino "una punizione ingiusta" per i lavoratori che non sono i responsabili della crisi. La giornata di protesta è la più imponente organizzata nel Regno Unito dallo sciopero generale del 1926 e il maggior testa-a-testa con un governo conservatore dall'epoca della 'lady di ferro', Margaret Thatcher.

Scuole, ospedali, tribunali e uffici governativi sono tutti colpiti. Per ora pochi i disagi in porti e aeroporti, dove a incrociare le braccia sono gli addetti al controllo passaporti. Il ministero dell'Istruzione prevede che soltanto il 13% delle scuole pubbliche inglesi resterà aperto, con un altro 13% parzialmente aperto. In Scozia soltanto 30 dei 2.700 istituti statali è aperto, mentre in Galles l'80% delle scuole è chiuso. In Irlanda del Nord sono fermi tutti i treni e gli autobus. Secondo i sindacati, a incrociare le braccia sono 300mila dipendenti statali in Scozia e 170mila in Galles. In Inghilterra, circa 400mila dipendenti della sanità pubblica sono in sciopero e 60mila interventi chirurgici non urgenti, appuntamenti medici ed esami sono stati posticipati.

I sindacati fuori dagli uffici del governo a Whitehall, nel centro di Londra, affermano che il 70% dei dipendenti si uniranno allo sciopero. Quattro arresti sono già stati effettuati in vista della manifestazione che si terrà nel pomeriggio nella capitale, due per aver attaccato un poliziotto e altri due per possesso di armi.

Lo sciopero è la più imponente prova di forza contro il governo di coalizione liberal-conservatore del premier, David Cameron. La rabbia è aumentata ulteriormente martedì, quando il ministro delle Finanze, George Osborne ha rivelato un piano per tagliare 300mila posti di lavoro del settore. Il cancelliere dello Scacchiere ha detto che lo sciopero porterà solo un danno all'economia (che ha già ridotte previsioni di cresita) e chiesto ai sindacati di tornare al tavolo negoziale: "Lo sciopero non otterrà nulla, e non cambierà nulla", ha detto il Cancelliere dello Scacchiere alla Bbc. "Renderà solo l'economia più debole e costerà posti di lavoro".

Ma Brendan Barber, segretario generale del sindacato inglese Tuc (Trades Union Congress) ha replicato che il settore pubblico è "sotto attacco" e lo sciopero è "pienamente giustificato": "Con i cambiamenti preannunciati, la gente lavorerà molto, molto di più; e avrà molto, molto meno". In base alle proposte del governo, i lavoratori del settore pubblico dovranno lavorare fino a 66 anni, vedranno aumentati i contributi pensionistici e il conteggio finale si calcolerà in base alla media del salario percepito nell'arco della vita lavorativa e non più sull'ultimo stipendio. Nel tentativo di scongiurare all'ultimo minuto la serrata, il governo ha presentato nelle ultime settimane una nuova offerta, in base alla quale l'aumento dell'età di pensionamento non riguarderà più coloro che andranno in pensione nel prossimo decennio.