✕

Ambasciatore italiano a Teheran
richiamato per consultazioni

La decisione annunciata dal ministro Giulio Terzi a Bruxelles. "Doveroso approfondimento con il nostro diplomatico" dopo l'assalto all'ambasciata britannica. Giro di vite della Ue, che ha esteso il congelamento di beni e fondi, e il divieto di ingresso
1 minuti di lettura
BRUXELLES - L'Italia ha "deciso di richiamare per consultazioni l'ambasciatore a Teheran". Lo ha reso noto lo stesso ministro degli Esteri Giulio Terzi a Bruxelles, spiegando che la decisione, presa in stretto accordo con gli altri partner europei, servirà "per un doveroso approfondimento con il nostro diplomatico" dopo l'assalto di martedì all'ambasciata britannica in Iran. Si tratta di un segnale "chiaro e condiviso", ha aggiunto, "alle autorità iraniane". La decisione italiana segue quelle analoghe di Francia, Germania e Olanda, mentre l'ambasciata britannica è stata chiusa in maniera definitiva.

"Noi vogliamo sapere quali sono le concrete garanzie di sicurezza per il nostro personale diplomatico - ha affermato il titolare della Farnesina - dopodichè decideremo sulla base di quello che ci dirà il nostro ambasciatore".

Questa mattina era stato convocato alla Farnesina l'incaricato d'affari dell…
BRUXELLES - L'Italia ha "deciso di richiamare per consultazioni l'ambasciatore a Teheran". Lo ha reso noto lo stesso ministro degli Esteri Giulio Terzi a Bruxelles, spiegando che la decisione, presa in stretto accordo con gli altri partner europei, servirà "per un doveroso approfondimento con il nostro diplomatico" dopo l'assalto di martedì all'ambasciata britannica in Iran. Si tratta di un segnale "chiaro e condiviso", ha aggiunto, "alle autorità iraniane". La decisione italiana segue quelle analoghe di Francia, Germania e Olanda, mentre l'ambasciata britannica è stata chiusa in maniera definitiva.

"Noi vogliamo sapere quali sono le concrete garanzie di sicurezza per il nostro personale diplomatico - ha affermato il titolare della Farnesina - dopodichè decideremo sulla base di quello che ci dirà il nostro ambasciatore".

Questa mattina era stato convocato alla Farnesina l'incaricato d'affari della Repubblica islamica a Roma, Mehdi Akouchekian, al quale era stata manifestata la "fermissima condanna, da parte del governo italiano, dell'episodio di violenza" alla rappresentanza diplomatica britannica, giudicato "gravissimo e assolutamente intollerabile".

Dopo gli assalti alle sedi dell'ambasciata britannica e per "l'accresciuta tensione tra l'Iran e la comunità internazionale", la rappresentanza diplomatica italiana a Teheran ha chiesto ai connazionali di "alzare il livello di attenzione, evitando di avvicinarsi a moschee, processioni religiose" e altri assembramenti.

Oggi l'Europa ha deciso un ulteriore giro di vite contro Teheran. I ministri degli Esteri dei ventisette hanno esteso a 39 persone e 141 compagnie il congelamento dei beni e dei fondi e il divieto di ingresso e decideranno entro la prossima riunione ministeriale di gennaio se imporre sanzioni anche al settore energetico, finanziario e dei trasporti della Repubblica islamica.

La decisione è arrivata 48 ore dopo l'assalto all'ambasciata britannica a Teheran e in seguito al rapporto dell'Aiea del 8 novembre che aveva avanzato forti sospetti su un avanzamento della repubblica islamica verso la costruzione di un'arma nucleare.

Teheran, però, non sembra voler stemperare la tensione: sono già stati rilasciati gli 11 manifestanti arrestati in relazione all'attacco alla rappresentanza britannica. A sole 24 ore dall'attacco.

Da diverse parti, si teme un'ulteriore escalation della tensione, con lo spettro di un blitz militare israeliano. Il ministro della Difesa Ehud Barak ha ribadito che lo Stato ebraico "non ha alcuna intenzione di passare all'azione", ma soltanto "per ora". Secondo Barak, "può arrivare un momento o l'altro in cui siamo costretti ad affrontare una prova": anche perché, ha  sottolineato, "lo stato d'Israele non è certo paralizzato dalla paura".