DAMASCO - Stretta di Damasco contro smartphone e iPhone: il loro uso è stato vietato nel Paese a partire da oggi nel tentativo di bloccare la diffusione attraverso internet di foto e video delle violenze commesse dal regime che dal marzo scorso hanno provocato oltre 4.000 morti, secondo i dati diffusi dalle Nazioni Unite. La notizia del divieto di usare l'iPhone è stata diffusa dal dipartimento delle dogane che dipende dal ministero delle Finanze siriano. "Il governo annuncia il divieto di utilizzazione dell'iPhone in Siria a partire da oggi", recita un comunicato diffuso dalle autorità.
FOTO LA PROTESTA DEL SILENZIO / VIDEO
La repressione, quindi, continua, mentre sul piano politico il regime di Bashar el Assad ha annunciato di aver "risposto positivamente" al piano della Lega Araba per porre fine alle violenze nel Paese. Dopo otto mesi e mezzo di proteste contro le quali il regime ha reagito molto duramente, Damasco ha detto sì alla richiesta della Lega di inviare in Siria osservatori internazionali. Lo ha annunciato il portavoce del ministero siriano degli Affari esteri, Jihad Makdessi, aggiungendo di non aver ricevuto ancora risposta dal segretario generale dell'organizzazione.
Proroga della Lega araba per il piano di mediazione. La Lega Araba aveva concesso durante il weekend una nuova proroga alla Siria per firmare il protocollo sull'invio di osservatori ed evitare così nuove sanzioni, un tentativo in extremis per cercare di mettere fine ad una spirale di violenza che ogni giorno lascia sul terreno decine di vittime. I ministri hanno anche approvato una lista con i nominativi di 19 dirigenti siriani a cui sarà vietato recarsi nei paesi arabi.
40 vittime, fra cui tre adolescenti. E non c'è tregua neppure sul fronte delle violenze: 40 persone sono state uccise ieri dalle forze di sicurezza e dalle milizie fedeli a Bashar el Assad, tra cui tre adolescenti di 11, 14 e 16 anni, riferisce la France Presse. E una blogger della dissidenza siriana, Razan Ghazzawi, è stata arrestata dalle autorità mentre stava partendo per Amman dove è in programma un convegno internazionale sul diritto all'informazione.
La blogger è stata fermata alla frontiera con la Giordania, ha annunciato il "centro siriano d'informazione per la libertà di espressione". Dal 2009, Razan Ghazzawi anima il blog "Razaniayat" e prende parte alla vita politica e sociale del paese. Dalle pagine del suo blog ha a più riprese denunciato la repressione in atto contro blogger e giornalisti.
Damasco contro la condanna dell'Onu. Sabato il regime di Assad ha protestato contro la nuova condanna del Consiglio dell'Onu per i diritti umani sulla brutale repressione messa in atto contro gli oppositori. Il pronunciamento della Nazioni Unite è stato giudicato dal regime siriano come un incoraggiamento ad "altri atti di terrorismo".
La risoluzione, votata dall'organismo delle Nazioni Unite con sede a Ginevra, è "un'aperta e ingiustificata interferenza negli affari della Siria, che ha sempre difeso la causa dei diritti umani", ha affermato una fonte del ministero degli Esteri siriano citata dall'agenzia ufficiale Sana.
In una riunione a livello di ministri degli Esteri a Doha, in Qatar, sabato, la Lega araba, pur concedendo la nuova proroga ad Assad per accettare il piano di mediazione ideato dall'organizzazione inter-araba, ha tuttavia confermato le sanzioni contro 19 responsabili siriani, tra i quali un fratello del presidente Bashar al Assad, Maher, e un suo cugino, Rami Makhlouf. I loro beni sono congelati e non potranno viaggiare in altri paesi arabi. La Lega ha deciso di tagliare anche del 50 per cento i voli aerei con la Siria.
FOTO LA PROTESTA DEL SILENZIO / VIDEO
La repressione, quindi, continua, mentre sul piano politico il regime di Bashar el Assad ha annunciato di aver "risposto positivamente" al piano della Lega Araba per porre fine alle violenze nel Paese. Dopo otto mesi e mezzo di proteste contro le quali il regime ha reagito molto duramente, Damasco ha detto sì alla richiesta della Lega di inviare in Siria osservatori internazionali. Lo ha annunciato il portavoce del ministero siriano degli Affari esteri, Jihad Makdessi, aggiungendo di non aver ricevuto ancora risposta dal segretario generale dell'organizzazione.
Proroga della Lega araba per il piano di mediazione. La Lega Araba aveva concesso durante il weekend una nuova proroga alla Siria per firmare il protocollo sull'invio di osservatori ed evitare così nuove sanzioni, un tentativo in extremis per cercare di mettere fine ad una spirale di violenza che ogni giorno lascia sul terreno decine di vittime. I ministri hanno anche approvato una lista con i nominativi di 19 dirigenti siriani a cui sarà vietato recarsi nei paesi arabi.
40 vittime, fra cui tre adolescenti. E non c'è tregua neppure sul fronte delle violenze: 40 persone sono state uccise ieri dalle forze di sicurezza e dalle milizie fedeli a Bashar el Assad, tra cui tre adolescenti di 11, 14 e 16 anni, riferisce la France Presse. E una blogger della dissidenza siriana, Razan Ghazzawi, è stata arrestata dalle autorità mentre stava partendo per Amman dove è in programma un convegno internazionale sul diritto all'informazione.
La blogger è stata fermata alla frontiera con la Giordania, ha annunciato il "centro siriano d'informazione per la libertà di espressione". Dal 2009, Razan Ghazzawi anima il blog "Razaniayat" e prende parte alla vita politica e sociale del paese. Dalle pagine del suo blog ha a più riprese denunciato la repressione in atto contro blogger e giornalisti.
Damasco contro la condanna dell'Onu. Sabato il regime di Assad ha protestato contro la nuova condanna del Consiglio dell'Onu per i diritti umani sulla brutale repressione messa in atto contro gli oppositori. Il pronunciamento della Nazioni Unite è stato giudicato dal regime siriano come un incoraggiamento ad "altri atti di terrorismo".
La risoluzione, votata dall'organismo delle Nazioni Unite con sede a Ginevra, è "un'aperta e ingiustificata interferenza negli affari della Siria, che ha sempre difeso la causa dei diritti umani", ha affermato una fonte del ministero degli Esteri siriano citata dall'agenzia ufficiale Sana.
In una riunione a livello di ministri degli Esteri a Doha, in Qatar, sabato, la Lega araba, pur concedendo la nuova proroga ad Assad per accettare il piano di mediazione ideato dall'organizzazione inter-araba, ha tuttavia confermato le sanzioni contro 19 responsabili siriani, tra i quali un fratello del presidente Bashar al Assad, Maher, e un suo cugino, Rami Makhlouf. I loro beni sono congelati e non potranno viaggiare in altri paesi arabi. La Lega ha deciso di tagliare anche del 50 per cento i voli aerei con la Siria.