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INDIA

Muoiono in 143 avvelenati da liquore
avevano bevuto alcol di contrabbando

Il liquore venduto nel distretto era contaminato con metanolo prodotto in una fabbrica di Mograhat, che è stata attaccata dagli abitanti della zona. Il numero delle vittime continua a salire, ancora decine i ricoverati in gravi condizioni. Il governo del Bengala occidentale ha promesso un indennizzo di 200mila rupie (2.800 euro) ai familiari di ogni vittima

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NEW DELHI - Contadini, per lo più, venditori ambulanti, manovali, conduttori di tricicli a pedali, povera gente che viveva in una decina di villaggi alla frontiera con il Bangladesh, nello stato indiano del Bengala occidentale. Centoquarantatre persone morte intossicate, uccise da alcol di contrabbando. Un imprecisato liquore venduto nei giorni scorsi nel distretto, evidentemente avvelenato. E moltissime intossicate: oltre 300, un centinaio delle quali ricoverate in ospedale: decine versano in stato critico, compresi numerosi minorenni di età compresa fra i 10 e i 15 anni. Uno dei giovanissimi superstiti, le cui condizioni sono peraltro giudicate dai medici particolarmente gravi, è un dodicenne che credeva di bere acqua.

Secondo fonti sanitarie e autorità locali i decessi sarebbero dovuti alla contaminazione dell'alcol con metanolo, la cui presenza è stata rilevata in almeno 20 delle vittime. Ma il numero non è ancora definitivo. Molte persone sono ricoverate negli ospedali della zona e lottano tra la vita e la morte. Il villaggio più colpito è quello di Mograhat che si trova a una cinquantina di chilometri dalla capitale Kolkata.

Il bilancio, inizialmente stimato a 102 morti, si è aggravato nel corso delle ore. I sanitari del distretto hanno annunciato questa mattina che 50 persone erano decedute nelle ore immediatamente precedenti. Si tratta, assicurano le fonti ufficiali locali, della più importante tragedia di questo genere registrata nel Bengala occidentale.

Il liquore è stato prodotto da una fabbrica di Mograhat, che ieri è stata attaccata e danneggiata durante una manifestazione di protesta. Il governo del Bengala occidentale ha invitato la popolazione alla calma e promesso un indennizzo di 200mila rupie (2.800 euro) ai famigliari di ogni vittima.

"Aveva bevuto lunedì pomeriggio tardi... Non ci siamo accorti di niente all'inizio", ha raccontato Zamir Sardar su suo zio, Jahangir Sardar, un conciatore di pelli di 32 anni, morto ieri. "La mattina dopo l'abbiamo trovato che piangeva dal dolore, aveva i crampi e l'abbiamo portato all'ospedale, ma è morto in appena due ore", ha aggiunto Sardar. La situazione negli ospedali della zona è critica. Pazienti privi di sensi sono abbandonati nei corridoi su o barelle, per mancanza di letti.