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Azzarà in Italia: "Trattato bene
non è stato pagato alcun riscatto"

Il volontario di Emergency era stato rapito in agosto in Sud Darfur. E' arrivato stamattina nella capitale con un volo speciale e poi è tornato dalla famiglia in Calabria. Sentito dal magistrato che indaga sul sequestro. Il padre ringrazia Napolitano
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ROMA - "Sto bene, sono ancora in viaggio e devo ancora incontrare la mia famiglia. Sto ritornando adesso a casa. Mi hanno trattato bene. Ci sono state situazioni particolari ma compatibilmente con quello che succedeva sono stato trattato abbastanza bene". E' Francesco Azzarà a parlare:  il cooperante di Emergency liberato ieri in Sudan, è giunto stamane in Italia e ha partecipato, in collegamento telefonico, alla trasmissione "Che tempo che fa" (video), insieme a Gino Strada. "Sono rimasto sorpreso - ha detto - dalla solidarietà espressa da tutte le persone, dai manifesti nelle varie città, da quello che hanno fatto le persone a me vicine e anche le persone che neanche mi conoscono, non sono abituato a questo caratterialmente". E a Fabio Fazio che lo ringraziava per il suo impegno, Azzarà ha risposto: "Faccio una cosa che qualsiasi altra persona avrebbe fatto, nulla di speciale".

FOTO Le prime immagini

Poi, …
ROMA - "Sto bene, sono ancora in viaggio e devo ancora incontrare la mia famiglia. Sto ritornando adesso a casa. Mi hanno trattato bene. Ci sono state situazioni particolari ma compatibilmente con quello che succedeva sono stato trattato abbastanza bene". E' Francesco Azzarà a parlare:  il cooperante di Emergency liberato ieri in Sudan, è giunto stamane in Italia e ha partecipato, in collegamento telefonico, alla trasmissione "Che tempo che fa" (video), insieme a Gino Strada. "Sono rimasto sorpreso - ha detto - dalla solidarietà espressa da tutte le persone, dai manifesti nelle varie città, da quello che hanno fatto le persone a me vicine e anche le persone che neanche mi conoscono, non sono abituato a questo caratterialmente". E a Fabio Fazio che lo ringraziava per il suo impegno, Azzarà ha risposto: "Faccio una cosa che qualsiasi altra persona avrebbe fatto, nulla di speciale".

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Poi, in serata, l'arrivo all'aeroporto di Reggio Calabria, dove è stato accolto, tra lacrime ed abbracci, dai familiari e dai parenti. Subito dopo, scortato dai carabinieri, Azzarà ha raggiunto il suo paese, Motta San Giovanni, a pochi chilometri dal capoluogo, dove i suoi concittadini lo hanno accolto in un clima di grande festa. "Vi ringrazio davvero - ha detto  - per essere stati vicini alla mia famiglia. Questa accoglienza è una gran bella sensazione. Ho scoperto solo ieri sera della grande mobilitazione nata in Italia per la mia liberazione. Mi ha fatto un immenso piacere".

Sul sequestro del cooperante di Emergency, la Procura di Roma ha da tempo aperto un fascicolo di indagine ipotizzando il reato di sequestro di persona con finalità di terrorismo. L'indagine è stata affidata dal procuratore aggiunto Pietro Saviotti, al sostituto Elisabetta Cenniccola. Al pm è stato affidato anche il compito di ascoltare Azzarà, rientrato questa mattina dal Sudan.

Secondo fonti di sicurezza sudanesi citate dal sito "Sudanese Media Center", la liberazione di Azzarà "è avvenuta giovedì" in una "operazione di intelligence" che "non ha fatto vittime" e senza pagamento di riscatto. Secondo il sito, l'operatore di Emergency era "tenuto prigioniero nelle aree montuose di Jabal Marra", nel Darfur Occidentale, che dista circa 200 km dalla città di Nyala, capitale del Sud Darfur dove era stato rapito il 14 agosto, mentre era diretto in aeroporto. "Non è stato pagato alcun riscatto", hanno sottolineato le fonti di sicurezza, confermando "l'arresto dei sei rapitori, che saranno processati".

Intanto fervono i preparativi per quella che il sindaco di Motta San Giovanni, Paolo Laganà, ha chiamato la "grande festa per il ritorno di Francesco". Tra Natale e Capodanno sarà organizzata una grande iniziativa per "esprimere - ha detto Laganà - la nostra gioia per la liberazione del nostro concittadino. Stamane sono stato a casa dei genitori di Francesco che ho abbracciato e saluto con una gioia immensa". Il parroco del paese, don Severino, ha annunciato una messa di ringraziamento "non appena Francesco tornerà tra noi".

Il padre di Azzarà ha espresso gratitudine nei confronti delle autorità che hanno reso possibile il buon esito della vicenda. "Voglio ringraziare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la sua vicinanza", ha detto. "Rivolgo un ringraziamento a tutte le istituzioni ed allo staff della Farnesina. In questo mesi ci sono stati tutti vicini. Voglio ringraziare", ha concluso il padre di Azzarà, "anche Emergency e Gino Strada oltre ai sindaci italiani che ci hanno sempre espresso tutta la loro vicinanza".