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IRAN

Aiea: "Uranio arricchito in impianto Fordow"
Americano condannato a morte: "Spia"

L'agenzia Onu conferma i sospetti di produzione di materiale fissile adatto a scopi nucleari nell'impianto di Fordow. Alta tensione con Teheran per la sentenza del cittadino Usa di origine iraniana che avrebbe lavorato per il Pentagono. Annuncio degli Emirati: "Presto un oleodotto per evitare Hormuz, sarà operativo entro giugno"

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TEHERAN - L'americano di origine iraniana Amir Mirza Hekmati è stato condannato a morte da un tribunale di Teheran per "collaborazione con un Paese ostile (gli Usa, ndr) e spionaggio per la Cia". La condanna di Hekmati arriva in un momento di grande tensione tra Teheran e l'occidente. Da una parte il dossier nucleare, dall'altra i rifornimenti di petrolio attraverso lo stretto di Hormuz. L'Aiea ha oggi confermato che l'Iran ha già avviato la produzione di iranio arricchito al 20% (dunque adatto a scopi nucleari) nell'impianto di Fordow, nei pressi di Qom. Gli stessi ispettori dell'Aiea stanno monitorando le attività nell'impianto e garantiscono che "tutto il materiale nucleare sul posto è sotto la supervisione della stessa agenzia". Theran ha intanto annunciato che presto sarà operativo un sito sotterraneo per l'arricchimento dell'uranio, una nuova sfida alla comunità internazionale. Sempre oggi, invece dagli Emirati Arabi arriva la notizia che un oleodotto costruito per evitare Hormuz sarà operativo entro giugno. "Sarà pronto tra sei mesi, a maggio o giugno", ha annunciato il ministro dell'Energia degli Emirati, Mohamed Ben Dhaen Al-Hamili. Questa "pipeline" permetterà di trasportare il petrolio verso i porti degli Emirati situati sulla costa orientale senza transitare per lo stretto di Hormuz, passaggio che l'Iran minaccia di bloccare se verranno attuate sanzioni contro le esportazioni di greggio della Repubblica islamica.

La Ue ha intanto ribadito "le serie preoccupazioni per il programma nucleare iraniano" e si prepara a presentare "entro fine mese", in occasione del Consiglio esteri del 30 gennaio, il "rafforzamento delle sanzioni" contro l'Iran. Lo ha confermato Maja Kocijancic, portavoce della responsabile della diplomazia Ue Catherine Ashton, ricordando che l'Europa "resta aperta" alla ripresa di negoziati "senza preconcetti da parte dell'Iran" che però non ha ancora dato risposte alla lettera inviata nell'ottobre scorso.

La condanna di Hekmati aggiunge un altro capitolo al dossier delle tensioni con gli Usa: Washington ne aveva infatti chiesto la liberazione. Hekmati, 28 anni, è stato arrestato a dicembre: secondo le autorità iraniane avrebbe ammesso i suoi legami con gli 007 americani, ma negato di aver operato contro l'Iran. Il governo statunitense ha smentito le accuse di spionaggio contro l'uomo, reclamandone la liberazione immediata. Il processo contro di lui è iniziato il 27 dicembre, ma Hekmati ora potrà fare appello: secondo quanto si è appreso in ambienti dell'avvocatura, il difensore dell'imputato potrebbe essere stato un difensore d'ufficio scelto dallo stesso tribunale.
 
Nato in Arizona, Hekmati si era arruolato nell'esercito nel 2001. Secondo i media iraniani, dopo aver ricevuto un addestramento militare, era stato inviato nella base aerea Usa di Bagram, in Afghanistan, dove era stato messo al corrente di informazioni d'intelligence riservate prima di recarsi a Teheran. La famiglia del giovane nega ogni accusa, dicendo che il ragazzo non è una spia e che era in Iran per visitare le sue nonne. Secondo Teheran, inoltre, il giovane ha lavorato dal 2005 al 2007 per un'agenzia di ricerche di difesa avanzata legata al Pentagono.