ROMA - Il ministero degli Esteri iraniano ha smentito la notizia - riportata dalla tv di Stato - secondo cui Teheran avrebbe tagliato le esportazioni di petrolio a sei Paesi europei (Francia, Spagna, Olanda, Grecia e Portogallo), inclusa l'Italia, in reazione alle ultime sanzioni Ue a Teheran. Poche ore prima l'emittente iraniana 'Press tv' aveva dato l'annuncio del blocco all'export petrolifero precisando che intendeva essere una risposta del regime di Teheran alle ultime sanzioni europee.
Teheran esporta complessivamente verso l'Ue circa 450mila barili di greggio al giorno, 180mila dei quali sono diretti verso l'Italia. Secondo i dati forniti dall'Energy Information Administration (Eia), l'Iran vende all'Europa il 18% del totale delle sue esportazioni che ammontano a due milioni e 583mila barili di greggio al giorno.
Alla Ue cadono dalle nuvole. "Non abbiamo informazioni di questo tipo" dice Michael Mann, portavoce dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton. Quanto a possibili piani di emergenza che l'Ue potrebbe mettere in campo nel caso in cui il taglio delle forniture fosse confermato, la portavoce del commissario all'Energia, Marlene Holzner, chiarisce: "Il petrolio è sul mercato, l'Arabia Saudita ha già detto che aumenterà la produzione" quando, dal prossimo primo luglio, entrerà in vigore il bando Ue sulle importazioni di petrolio.
Ed oggi sei ambasciatori dei Paesi dell'Unione Europea, tra cui quello italiano Alberto Bradanini, sono stati convocati dal ministero degli Esteri di Teheran dopo la decisione dell'Ue di imporre un nuovo pacchetto di sanzioni alla Repubblica Islamica che prevede anche un graduale embargo petrolifero. Lo ha riferito l'agenzia d'informazione ufficiale 'Irna', precisando che gli ambasciatori di Italia e Spagna sono stati ricevuti da Hassan Tajik, direttore generale per gli Affari Europei presso il ministero degli Esteri iraniano. Successivamente sarà il turno dei rappresentanti diplomatici di Francia, Grecia, Portogallo e Olanda.
La Farnesina, però, minimizza: "Si è trattato di un incontro di routine per ribadire la posizione del regime sull'embargo petrolifero".
Infine La Cina mette in guardia Stati Uniti ed Europa dal decidere nuove sanzioni contro l'Iran. "Per quel che riguarda l'Iran, gli interessi economici legittimi della Cina e la domanda cinese di energia non dovranno essere colpiti dalle sanzioni", è il monito lanciato da Washington dal ministro degli esteri cinese, Cui Tiankai, in visita negli Usa insieme al vicepresidente e futuro leader di Pechino Xi Jinping. Tiankai ha però garantito da parte della Cina "il rispetto scrupoloso" della risoluzione Onu.
Teheran esporta complessivamente verso l'Ue circa 450mila barili di greggio al giorno, 180mila dei quali sono diretti verso l'Italia. Secondo i dati forniti dall'Energy Information Administration (Eia), l'Iran vende all'Europa il 18% del totale delle sue esportazioni che ammontano a due milioni e 583mila barili di greggio al giorno.
Alla Ue cadono dalle nuvole. "Non abbiamo informazioni di questo tipo" dice Michael Mann, portavoce dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton. Quanto a possibili piani di emergenza che l'Ue potrebbe mettere in campo nel caso in cui il taglio delle forniture fosse confermato, la portavoce del commissario all'Energia, Marlene Holzner, chiarisce: "Il petrolio è sul mercato, l'Arabia Saudita ha già detto che aumenterà la produzione" quando, dal prossimo primo luglio, entrerà in vigore il bando Ue sulle importazioni di petrolio.
Ed oggi sei ambasciatori dei Paesi dell'Unione Europea, tra cui quello italiano Alberto Bradanini, sono stati convocati dal ministero degli Esteri di Teheran dopo la decisione dell'Ue di imporre un nuovo pacchetto di sanzioni alla Repubblica Islamica che prevede anche un graduale embargo petrolifero. Lo ha riferito l'agenzia d'informazione ufficiale 'Irna', precisando che gli ambasciatori di Italia e Spagna sono stati ricevuti da Hassan Tajik, direttore generale per gli Affari Europei presso il ministero degli Esteri iraniano. Successivamente sarà il turno dei rappresentanti diplomatici di Francia, Grecia, Portogallo e Olanda.
La Farnesina, però, minimizza: "Si è trattato di un incontro di routine per ribadire la posizione del regime sull'embargo petrolifero".
Infine La Cina mette in guardia Stati Uniti ed Europa dal decidere nuove sanzioni contro l'Iran. "Per quel che riguarda l'Iran, gli interessi economici legittimi della Cina e la domanda cinese di energia non dovranno essere colpiti dalle sanzioni", è il monito lanciato da Washington dal ministro degli esteri cinese, Cui Tiankai, in visita negli Usa insieme al vicepresidente e futuro leader di Pechino Xi Jinping. Tiankai ha però garantito da parte della Cina "il rispetto scrupoloso" della risoluzione Onu.