LONDRA - E' la seconda volta che l’arrestano: Rebekah Brooks, ex-amministratrice delegata di News International, la società proprietaria dei giornali e delle tivù di Rupert Murdoch in Gran Bretagna e nel resto d’Europa, è uscita in manette dalla sua villa dell’Oxfordshire, all’alba di questa mattina, insieme al marito, agli arresti pure lui. In serata hanno ottenuto la libertà su cauzione, ma restano accusati, insieme ad altre quattro persone arrestate ieri mattina, di "ostruzione della giustizia" nell’ambito dell’inchiesta sulle intercettazioni illecite compiute dai tabloid di Murdoch per carpire informazioni riservate su membri della famiglia reale, leader politici e Vip, da sbattere poi in prima pagina.
In sostanza, a Rebekah "la Rossa", com’è soprannominata per la sua folta chioma color ruggine, viene imputato di avere cercato di nascondere il fatto che lei e altri dirigenti del gruppo Murdoch erano a conoscenza delle intercettazioni e di avere mentito nelle testimonianze rese fino ad ora alla polizia e alla commissione d’inchiesta.
Lei sembrava destinata a conquistare il mondo: entrata giovanissima al News of the World, il giornale domenicale al centro dello scandalo (chiuso d’autorità da Murdoch l’estate scorsa), la Brooks era stata protagonista di una carriera vertiginosa, da segretaria a redattrice, quindi capo-redattore, direttore responsabile e infine amministratore delegato. Murdoch diceva che per lui era "come una figlia": la adorava, forse rivedendo in Rebekah i suoi stessi pregi e difetti. Aveva sicuramente un caratterino: una volta bisticciò così furiosamente con il suo primo marito, l’attore televisivo Ross Kemp, che dovette intervenire la polizia nel cuore della notte per separarli.
Con il secondo marito, l’ex-fantino e addestratore di cavalli da corsa Charlie Brooks, le cose sono andate molto meglio, anche perché lui è un ex-compagno di scuola di David Cameron nell’esclusivo collegio di Eton e grazie a questo il primo ministro è diventato un ospite abituale alle feste nella casa di campagna della coppia vicino a Oxford.
Ma poi è scoppiato il Tabloidgate: la scoperta dei telefonini spiati e delle tangenti alla polizia, l’impressione che tra Murdoch e il potere vi fosse un legame torbido, sottolineato dal fatto che un ex-direttore dei suoi tabloid, Andy Coulson, anche lui un fedelissimo di Rebekha, sia diventato portavoce di Cameron a Downing street. L’estate scorsa il caso è esploso. Coulson si è dimesso da portavoce ed è stato arrestato. Poi è stata arrestata anche Rebekah. Entrambi sono tornati in libertà su cauzione, ma l’indagine ha continuato ad allargarsi e ad andare in profonditàm, anche grazie al ritrovamento di un gigantesco archivio digitale, centinaia di milioni di email che i vertici del gruppo avevano cercato di cancellare.
Il mese scorso un peccato apparentemente veniale ha richiamato ancora una volta l’attenzione sul rapporto privilegiato tra Rebekah e Scotland Yard: la polizia le aveva prestato per due anni un cavallo, uno di quelli solitamente montati dai poliziotti, e su quel cavallo hanno cavalcato lei stessa, suo marito Charlie e perfino David Cameron, poco prima di diventare primo ministro. E come era stato deciso il prestito del destriero? Durante un pranzo a tu per tu fra Rebekah e il capo di Scotland Yard.
Questa era la Brooks: una donna potente, ambiziosa, spregiudicata. L’arresto suo e di suo marito potrebbe essere il preludio a qualcosa di ancora più grosso: se lei ha cercato di ostacolare la giustizia, è possibile – se non verosimile – che la stessa colpa ricada su James Murdoch, figlio di Rupert e fino a al mese scorso presidente di News International, incarico da cui si è dimesso all’improvviso, ufficialmente per occuparsi di tv sempre all’interno del gruppo ma più probabilmente per cercare di allontanarsi dallo scandalo.
Se Rebekah era come una figlia per il vecchio Rupert, per James era come una sorella: loro due insieme, una volta, entrarono come furie nella redazione di un quotidiano rivale, l’Independent, che aveva osato attaccarli troppo direttamente, e tra insulti e grida avevano quasi preso a schiaffi il direttore seduto al tavolo della riunione del mattino. Chissà se, avanti di questo passo, Rebekah e James si ritroveranno insieme anche in cella.
In sostanza, a Rebekah "la Rossa", com’è soprannominata per la sua folta chioma color ruggine, viene imputato di avere cercato di nascondere il fatto che lei e altri dirigenti del gruppo Murdoch erano a conoscenza delle intercettazioni e di avere mentito nelle testimonianze rese fino ad ora alla polizia e alla commissione d’inchiesta.
Lei sembrava destinata a conquistare il mondo: entrata giovanissima al News of the World, il giornale domenicale al centro dello scandalo (chiuso d’autorità da Murdoch l’estate scorsa), la Brooks era stata protagonista di una carriera vertiginosa, da segretaria a redattrice, quindi capo-redattore, direttore responsabile e infine amministratore delegato. Murdoch diceva che per lui era "come una figlia": la adorava, forse rivedendo in Rebekah i suoi stessi pregi e difetti. Aveva sicuramente un caratterino: una volta bisticciò così furiosamente con il suo primo marito, l’attore televisivo Ross Kemp, che dovette intervenire la polizia nel cuore della notte per separarli.
Con il secondo marito, l’ex-fantino e addestratore di cavalli da corsa Charlie Brooks, le cose sono andate molto meglio, anche perché lui è un ex-compagno di scuola di David Cameron nell’esclusivo collegio di Eton e grazie a questo il primo ministro è diventato un ospite abituale alle feste nella casa di campagna della coppia vicino a Oxford.
Ma poi è scoppiato il Tabloidgate: la scoperta dei telefonini spiati e delle tangenti alla polizia, l’impressione che tra Murdoch e il potere vi fosse un legame torbido, sottolineato dal fatto che un ex-direttore dei suoi tabloid, Andy Coulson, anche lui un fedelissimo di Rebekha, sia diventato portavoce di Cameron a Downing street. L’estate scorsa il caso è esploso. Coulson si è dimesso da portavoce ed è stato arrestato. Poi è stata arrestata anche Rebekah. Entrambi sono tornati in libertà su cauzione, ma l’indagine ha continuato ad allargarsi e ad andare in profonditàm, anche grazie al ritrovamento di un gigantesco archivio digitale, centinaia di milioni di email che i vertici del gruppo avevano cercato di cancellare.
Il mese scorso un peccato apparentemente veniale ha richiamato ancora una volta l’attenzione sul rapporto privilegiato tra Rebekah e Scotland Yard: la polizia le aveva prestato per due anni un cavallo, uno di quelli solitamente montati dai poliziotti, e su quel cavallo hanno cavalcato lei stessa, suo marito Charlie e perfino David Cameron, poco prima di diventare primo ministro. E come era stato deciso il prestito del destriero? Durante un pranzo a tu per tu fra Rebekah e il capo di Scotland Yard.
Questa era la Brooks: una donna potente, ambiziosa, spregiudicata. L’arresto suo e di suo marito potrebbe essere il preludio a qualcosa di ancora più grosso: se lei ha cercato di ostacolare la giustizia, è possibile – se non verosimile – che la stessa colpa ricada su James Murdoch, figlio di Rupert e fino a al mese scorso presidente di News International, incarico da cui si è dimesso all’improvviso, ufficialmente per occuparsi di tv sempre all’interno del gruppo ma più probabilmente per cercare di allontanarsi dallo scandalo.
Se Rebekah era come una figlia per il vecchio Rupert, per James era come una sorella: loro due insieme, una volta, entrarono come furie nella redazione di un quotidiano rivale, l’Independent, che aveva osato attaccarli troppo direttamente, e tra insulti e grida avevano quasi preso a schiaffi il direttore seduto al tavolo della riunione del mattino. Chissà se, avanti di questo passo, Rebekah e James si ritroveranno insieme anche in cella.