BHUBANESWAR (India) - I ribelli maoisti hanno fatto avere al governo dello Stato indiano di Orissa le loro 13 condizioni per rilasciare Paolo Bosusco e Claudio Colangelo, i due italiani rapiti sabato. Dopo quello scaduto ieri sera, il nuovo ultimatum per accettare le richieste è stato spostato a domani sera. Per il momento i ribelli hanno annunciato un cessate il fuoco unilaterale in Orissa e designato tre mediatori: Narayan Sanyal, leader maoista in carcere nello Stato di Jharkhand, Dandapani Mohanty, già nel ruolo in un sequestro del 2001, e Biswapriya Kanungo, avvocato e attivista per i diritti umani. Nel messaggio un appello è rivolto ai guerriglieri che operano negli Stati indiani confinanti con l'Orissa a non usare violenza. I rapitori, da parte loro, hanno fatto sapere che i due ostaggi "stanno bene e mangiano regolarmente". Tutti fattori che segnalano l'esistenza di contatti volti ad avviare una trattativa.
Il documento con i 13 punti è arrivato dopo la mano tesa del 'chief minister' dello Stato di Orissa, Naveed Patnaik. Oltre alla disponibilità al dialogo "nell'ambito della legge" manifestata da Patnaik, e l'appello fatto per la terza volta oggi per il rilascio degli ostaggi, il governo centrale ha ordinato la sospensione delle attività militari anti-guerriglia nell'ambito dell'Operazione GreenHunt, lanciata nel novembre del 2009 dal governo indiano contro i ribelli Naxaliti.
Patnaik ha rivelato di aver "ricevuto un documento firmato da 'Sunil', segretario in Orissa del Partito comunista indiano (Cpi-maoista), contenente 13 richieste, che ora è all'esame degli organi statali". Nel frattempo nel distretto di Kandhamal, la gente ha cominciato a fare marce e sit- in per chiedere la liberazione di Bosusco e Colangelo.
Tra i 13 punti, l'arresto e il processo dei funzionari di polizia per aver violentato e ucciso Lalit Dehuri, Junesh Badarlat, Pradip Majhi. Rilasciare e senza condizioni Arati Majhi. Rilasciare Ashutosh, Kamalakanta Sethi, Sujata, Kishore Jena, Pratap e Majulata arrestati nel caso Nayagarh. Il rilascio di tutti i prigionieri politici innocenti. La non demolozione dello statuto speciale delle tribù, l'acqua potabile a tutti i villaggi dell'Orissa, irrigazione a tutte le terre, strutture mediche e ospedaliere gratuite. L'istruzione gratis a tutti gli studenti fino alle superiori. Lo stop alle operazioni di polizia ai danni dei movimenti contro la requisizione della terra, un'inchiesta indipendente sulla resa forzata e la detenzione illegale di maoisti e il rilascio del funzionario del fisco di Malkangir, in ostaggio da febbraio dell'anno scorso. Tra l'altro, i ribelli pongono come condizione anche l'immediato divieto di ingresso per turisti e stranieri nella zone tribali e la pressione sul governo perché venga aperta una zona di transito sicuro per i guerriglieri.
"Le tribù - si legge nel comunicato degli estremisti - non sono degli oggetti da offrire ai turisti e le aree tribali non accettano il turismo. Coloro che le violano dovrebbero essere arrestati e puniti". Le richieste sembrano le stesse avanzate dal movimento nel febbraio del 2011. Nel suo audiomessaggio mandato in onda dall'emittente Ndtv per rivendicare il rapimento, Panda aveva motivato il sequestro di Bosusco e Colangelo affermando che i due avevano scattato delle "riprovevoli fotografie a donne che facevano il bagno in un fiume. Abbiamo arrestato due turisti italiani che come centinaia di turisti stranieri trattano la gente locale come scimmie e oggetti ridicoli", aveva quindi ribadito. Nell'elenco di richieste presentate al governo per il rilascio dei due ostaggi, il tour operator Bosusco viene accusato di sfruttare le ricchezze della zona per il proprio tornaconto.
Secondo l'ambasciatore italiano in India Giacomo Sanfelice "l'offerta pubblica di trattativa" proposta dalle autorità dello Stato di Orissa ai maoisti risponde in parte alle richieste dei ribelli. "Ho chiesto rassicurazioni al chief minister - l'autorità più alta dello Stato dell'Orissa - Mi ha detto che ritengono, come avvenuto in passato, che l'offerta pubblica di trattativa, l'invito al negoziato, di fatto risponde all'ultimatum che è stato fissato dai maoisti e quindi la scadenza viene rinviata", ha spiegato il diplomatico.
Al momento i due italiani rapiti sono "spaventati ma stanno bene", ha assicurato uno dei due indiani presi in ostaggio con loro, il 28enne Santosh Maharana, che poi è stato rilasciato insieme al suo connazionale. "I maoisti ci hanno trattato bene: non ci hanno picchiato e ci hanno anche dato cibo da mangiare - ha detto alla stampa indiana l'ostaggio rilasciato - Entrambi hanno rivolto un appello, attraverso la nostra voce, perché sia garantito velocemente il loro rilascio".
L'obiettivo della Farnesina è arrivare per "stadi successivi alla liberazione" dei connazionali garantendone contemporaneamente l'incolumità. "La situazione è complessa, come in tutti questi casi di sequestro manifesto - ha spiegato il consigliere Claudio Taffuri, capo dell'unità di crisi della Farnesina - si deve arrivare a stadi successivi diretti alla liberazione e soprattutto all'incolumità dei nostri connazionali che si trovano in queste condizioni. L'ambasciatore ci informa costantemente, a ogni mezz'ora riceviamo una novità. Possiamo certamente dire che da parte indiana c'è grande disponibilità a risolvere il caso. Il nostro console sul posto risiede permanentemente nella capitale dello Stato, Bhubaneswar, ed è in contatto costante con il 'chief minister', che è il responsabile dello Stato dell'Orissa dove è successo il fatto".
Il documento con i 13 punti è arrivato dopo la mano tesa del 'chief minister' dello Stato di Orissa, Naveed Patnaik. Oltre alla disponibilità al dialogo "nell'ambito della legge" manifestata da Patnaik, e l'appello fatto per la terza volta oggi per il rilascio degli ostaggi, il governo centrale ha ordinato la sospensione delle attività militari anti-guerriglia nell'ambito dell'Operazione GreenHunt, lanciata nel novembre del 2009 dal governo indiano contro i ribelli Naxaliti.
Patnaik ha rivelato di aver "ricevuto un documento firmato da 'Sunil', segretario in Orissa del Partito comunista indiano (Cpi-maoista), contenente 13 richieste, che ora è all'esame degli organi statali". Nel frattempo nel distretto di Kandhamal, la gente ha cominciato a fare marce e sit- in per chiedere la liberazione di Bosusco e Colangelo.
Tra i 13 punti, l'arresto e il processo dei funzionari di polizia per aver violentato e ucciso Lalit Dehuri, Junesh Badarlat, Pradip Majhi. Rilasciare e senza condizioni Arati Majhi. Rilasciare Ashutosh, Kamalakanta Sethi, Sujata, Kishore Jena, Pratap e Majulata arrestati nel caso Nayagarh. Il rilascio di tutti i prigionieri politici innocenti. La non demolozione dello statuto speciale delle tribù, l'acqua potabile a tutti i villaggi dell'Orissa, irrigazione a tutte le terre, strutture mediche e ospedaliere gratuite. L'istruzione gratis a tutti gli studenti fino alle superiori. Lo stop alle operazioni di polizia ai danni dei movimenti contro la requisizione della terra, un'inchiesta indipendente sulla resa forzata e la detenzione illegale di maoisti e il rilascio del funzionario del fisco di Malkangir, in ostaggio da febbraio dell'anno scorso. Tra l'altro, i ribelli pongono come condizione anche l'immediato divieto di ingresso per turisti e stranieri nella zone tribali e la pressione sul governo perché venga aperta una zona di transito sicuro per i guerriglieri.
"Le tribù - si legge nel comunicato degli estremisti - non sono degli oggetti da offrire ai turisti e le aree tribali non accettano il turismo. Coloro che le violano dovrebbero essere arrestati e puniti". Le richieste sembrano le stesse avanzate dal movimento nel febbraio del 2011. Nel suo audiomessaggio mandato in onda dall'emittente Ndtv per rivendicare il rapimento, Panda aveva motivato il sequestro di Bosusco e Colangelo affermando che i due avevano scattato delle "riprovevoli fotografie a donne che facevano il bagno in un fiume. Abbiamo arrestato due turisti italiani che come centinaia di turisti stranieri trattano la gente locale come scimmie e oggetti ridicoli", aveva quindi ribadito. Nell'elenco di richieste presentate al governo per il rilascio dei due ostaggi, il tour operator Bosusco viene accusato di sfruttare le ricchezze della zona per il proprio tornaconto.
Secondo l'ambasciatore italiano in India Giacomo Sanfelice "l'offerta pubblica di trattativa" proposta dalle autorità dello Stato di Orissa ai maoisti risponde in parte alle richieste dei ribelli. "Ho chiesto rassicurazioni al chief minister - l'autorità più alta dello Stato dell'Orissa - Mi ha detto che ritengono, come avvenuto in passato, che l'offerta pubblica di trattativa, l'invito al negoziato, di fatto risponde all'ultimatum che è stato fissato dai maoisti e quindi la scadenza viene rinviata", ha spiegato il diplomatico.
Al momento i due italiani rapiti sono "spaventati ma stanno bene", ha assicurato uno dei due indiani presi in ostaggio con loro, il 28enne Santosh Maharana, che poi è stato rilasciato insieme al suo connazionale. "I maoisti ci hanno trattato bene: non ci hanno picchiato e ci hanno anche dato cibo da mangiare - ha detto alla stampa indiana l'ostaggio rilasciato - Entrambi hanno rivolto un appello, attraverso la nostra voce, perché sia garantito velocemente il loro rilascio".
L'obiettivo della Farnesina è arrivare per "stadi successivi alla liberazione" dei connazionali garantendone contemporaneamente l'incolumità. "La situazione è complessa, come in tutti questi casi di sequestro manifesto - ha spiegato il consigliere Claudio Taffuri, capo dell'unità di crisi della Farnesina - si deve arrivare a stadi successivi diretti alla liberazione e soprattutto all'incolumità dei nostri connazionali che si trovano in queste condizioni. L'ambasciatore ci informa costantemente, a ogni mezz'ora riceviamo una novità. Possiamo certamente dire che da parte indiana c'è grande disponibilità a risolvere il caso. Il nostro console sul posto risiede permanentemente nella capitale dello Stato, Bhubaneswar, ed è in contatto costante con il 'chief minister', che è il responsabile dello Stato dell'Orissa dove è successo il fatto".