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Bosusco parla al walkie-talkie
"Sopravviverò. Amo l'India"

L'italiano ancora nelle mani dei ribelli maoisti nell'Orissa parla con i reporter indiani che sono andati a prendere il suo compagno Colangelo. "Sono innocente, lavoro qui da tanti anni onestamente, amo questa terra e le tribù. Se il governo mi rimpatrierà mi sarà stata fatta una doppia ingiustizia". Stop alle trattative, i tempi si allunganodal nostro inviato PAOLO G. BRERA
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BHUBANESWAR (Orissa) - "Dite alla mia famiglia che sto benissimo, il mio morale è alto. Non preoccupatevi per me, sopravviverò per il tempo necessario a risolvere tutto". Dalle montagne del Daringibari, in cui lo tengono prigioniero i ribelli maoisti dell'Orissa di Sabyasachi Panda, Paolo Bosusco ha affidato un messaggio audio ai quattro giornalisti che domenica hanno raggiunto i guerriglieri per riportare a casa Claudio Colangelo. Un'intervista di 4 minuti e 45 secondi registrata attraverso il walkie-talkie: non lo hanno incontrato direttamente perché "si trovava sulla sommità di una collina impervia di fitta boscaglia", alla cui base i giornalisti erano stati raggiunti dalle guardie ribelli e da cui poco dopo il leader Sabyasachi Panda è disceso insieme ad alcuni uomini per consegnare Claudio Colangelo.

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Bosusco è sereno, ripete più volte di essere in perfette condizioni di salute e di essere trattato …
BHUBANESWAR (Orissa) - "Dite alla mia famiglia che sto benissimo, il mio morale è alto. Non preoccupatevi per me, sopravviverò per il tempo necessario a risolvere tutto". Dalle montagne del Daringibari, in cui lo tengono prigioniero i ribelli maoisti dell'Orissa di Sabyasachi Panda, Paolo Bosusco ha affidato un messaggio audio ai quattro giornalisti che domenica hanno raggiunto i guerriglieri per riportare a casa Claudio Colangelo. Un'intervista di 4 minuti e 45 secondi registrata attraverso il walkie-talkie: non lo hanno incontrato direttamente perché "si trovava sulla sommità di una collina impervia di fitta boscaglia", alla cui base i giornalisti erano stati raggiunti dalle guardie ribelli e da cui poco dopo il leader Sabyasachi Panda è disceso insieme ad alcuni uomini per consegnare Claudio Colangelo.

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Bosusco è sereno, ripete più volte di essere in perfette condizioni di salute e di essere trattato bene, assicura di poter parlare liberamente e ribadisce il suo amore indiscriminato "per l'India, e soprattutto per l'Orissa con le sue tribù e la sua giungla". Afferma di essere "totalmente innocente" e di essere felicissimo che siano stati liberati sia i due indiani che lavoravano per lui, sia il suo cliente italiano, Claudio Colangelo: "Ha avuto fiducia in me, pensavo che non avremmo avuto alcun problema nella giungla, sono 21 anni che ci lavoro e non ne ho mai dovuto fronteggiare".

Quando tutto questo sarà finito, vorrebbe restare in Orissa, ma teme che sarà costretto a rimpatriare: "Mi è stata fatta una grande ingiutizia; prima di tutto perché non avrebbero dovuto rapirmi, secondo perché ho lavorato onestamente e posso fornire a chiunque le prove di tutto quello che ho fatto qui in questi anni. Non sono qui per disturbare niente e nessuno, sono qui perché amo la natura e gli abitanti delle tribù possono dirlo per me. Ho dedicato tanti anni della mia vita all'Orissa. Anche adesso, con tutto quello che mi sta succedendo, non mi sento di dire nulla di brutto: questa terra mi ha reso molto felice. Se il governo mi rimpatrierà, mi sarà stata fatta un'ingiustizia due volte".

Nella guest house di Stato della capitale dell'Orissa, Bhubaneswar, dopo alcune ore di negoziato  per scrivere la parola fine sul rapimento le trattative si sono nuovamente interrotte. L'accordo che pareva vicinissimo si è ulteriormente allontanato. I mediatori governativi hanno infatti lasciato la riunione facendo capire che i maoisti hanno messo sul tavolo nuove richieste e che quindi avevano bisogno di parlare con il governo per capire come comportarsi. Uno stop imprevisto che allunga i tempi per la liberazione di Paolo Bosusco.