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Bosusco, tempi lunghi per liberazione
I maoisti premono per nuove concessioni

Non è stato accolto l'appello dei mediatori del governo per un rilascio immediato "per motivi umanitari" del secondo italiano rapito nell'Orissa
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BHUBANESWAR - La liberazione di Paolo Bosusco non è imminente. Il leader dei maoisti Sabyasachi Panda ha deciso di non ascoltare l'appello a una immediata liberazione della guida turistica italiana fatto dagli stessi mediatori di parte maoista prima di abbandonare la sala dei negoziati della guest house di Stato dell'Orissa, a Bhubaneswar. La notizia è arrivata oggi dalla giungla del Daringibari, attraverso il solito tam tam maoista che parte dalla macchia più impenetrabile della giungla sfruttando una staffetta di ricetrasmittenti e poi di telefonate.

I due mediatori nominati dai maoisti avevano dichiarato sospesi i negoziati, ieri pomeriggio, facendo appello ai maoisti a un nuovo rilascio "su base umanitaria", come era avvenuto per Claudio Colangelo. In realtà il vero lavoro di mediazione si era svolto dietro le quinte, venerdì notte, quando le autorità del governo avevano di fatto concordato un piano di concessioni che avrebbe pre…
BHUBANESWAR - La liberazione di Paolo Bosusco non è imminente. Il leader dei maoisti Sabyasachi Panda ha deciso di non ascoltare l'appello a una immediata liberazione della guida turistica italiana fatto dagli stessi mediatori di parte maoista prima di abbandonare la sala dei negoziati della guest house di Stato dell'Orissa, a Bhubaneswar. La notizia è arrivata oggi dalla giungla del Daringibari, attraverso il solito tam tam maoista che parte dalla macchia più impenetrabile della giungla sfruttando una staffetta di ricetrasmittenti e poi di telefonate.

I due mediatori nominati dai maoisti avevano dichiarato sospesi i negoziati, ieri pomeriggio, facendo appello ai maoisti a un nuovo rilascio "su base umanitaria", come era avvenuto per Claudio Colangelo. In realtà il vero lavoro di mediazione si era svolto dietro le quinte, venerdì notte, quando le autorità del governo avevano di fatto concordato un piano di concessioni che avrebbe previsto il rilascio di alcuni prigionieri e una serie di nuove norme di tutela del benessere della comunità tribale. Si offrivano obiettivi praticabili sul fronte della limitazione alla vendita di alcolici e ponendo freni allo sfruttamento delle risorse naturali della terra su cui vivono le tribù rurali, che costituiscono un quarto della popolazione dell'Orissa. Un accordo informale e ufficioso che avrebbe comunque richiesto troppo tempo per essere messo in pratica prima della liberazione di Bosusco, e per questo i negoziati erano stati sospesi con una formula di compromesso: l'appello dei mediatori alla liberazione contro la promessa governativa di procedere sulla via tracciata.

Ma la risposta di Sabyasachi Panda non è stata quella attesa. Secondo indiscrezioni, il leader maoista vuole qualcosa di più concreto prima di autorizzare la liberazione. Oltretutto, le scarcerazioni proposte dal governo come contropartita si limiterebbero a un paio di ribelli ancora da scegliere tra quelli con i minori carichi pendenti: troppo poco per Panda che vuole numeri più significativi e nomi precisi, e che ha fatto sapere inoltre di attendere una nota ufficiale del governo, dal quale in effetti non si era levata voce a commento della sospensione dei negoziati. Per Paolo Bosusco, insomma, la liberazione che sembrava questione di ore torna ad allontanarsi. La decisione di Panda di alzare la posta non è di buon auspicio a una soluzione rapida.