BHUBANESHAWAR - Si dissolve in poche ore la speranza di arrivare in tempi rapidi alla liberazione di Paolo Bosusco, il tour operator piemontese nelle mani dei guerriglieri maoisti dal 14 maggio scorso, quando fu sequestrato assieme al turista Claudio Colangelo nello stato indiano dell'Orissa. La trattativa è in fase di stallo, dopo che Sabyasachi Panda, il leader del gruppo che tiene Bosusco in ostaggio, ha espresso perplessità sull'intesa raggiunta ieri dai suoi negoziatori con le autorità dell'Orissa.
Panda ha inviato un nuovo messaggio telefonando a un giornalista locale che lo ha registrato. Il punto più controverso riguarda il numero delle persone che dovrebbero lasciare la prigione in cambio della libertà di Bosusco. Il leader maoista chiede perché solo alcuni dei sette da lui segnalati "sono stati inseriti nella lista approvata dai mediatori", aggiungendo che manca chiarezza anche su "quando queste persone saranno liberate". "Abbiamo chiesto la liberazione di sette persone - dice Panda - ma il governo ha annunciato la liberazione di sei persone, prima di scendere a cinque".
Il capo dei guerriglieri critica il silenzio sul problema del bando posto dal governo ad alcune organizzazioni. Infine chiede per quale motivo delle 13 richieste avanzate al momento del rapimento di Bosusco e Colangelo, "solo otto o nove sono state esaminate". E cita alcune di quelle che a suo dire sono state ignorate: "Il governo non è disponibile a fornire a ogni villaggio acqua potabile e strumenti per l'irrigazione, ospedali e scuole gratuite a ogni distretto? Vuole mettere in mostra gli appartenenti alle tribù per promuovere il turismo? La legge dello Stato e del Paese non è in grado di perseguire uno stupratore o un assassino se questi è un poliziotto?...".
"La decisione del governo - prosegue Panda - deve essere annunciata in modo forte e chiaro. Attraverso i mezzi di informazione, deve comunicare quali richieste accetta e quali no. Speriamo che questo renda meno complicata la situazione per quanto riguarda il rilascio del prigioniero italiano".
Da parte sua, l'unità di crisi costituita dal primo ministro dell'Orissa, Naveen Patnaik, si è riunita oggi per esaminare la duplice crisi determinata dal sequestro dell'italiano e da quello del deputato tribale locale Jhina Hikaka. Un portavoce ha confermato che "la richiesta di chiarimento del leader dei maoisti è stata esaminata", e che "ci vorrà un po' di tempo, fra oggi e domani, per rispondere".
Così, continua a scorrere il tempo verso la scadenza del nuovo ultimatum imposto dallo stesso Sabyasachi Panda al governo dell'Orissa: nel suo precedente audiomessaggio, il leader maoista si era detto particolarmente deluso dall'atteggiamento governativo e aveva indicato alle ore 15 di martedì prossimo il termine per trovare una soluzione, oltre il quale Bosusco potrebbe essere eliminato.
Panda ha inviato un nuovo messaggio telefonando a un giornalista locale che lo ha registrato. Il punto più controverso riguarda il numero delle persone che dovrebbero lasciare la prigione in cambio della libertà di Bosusco. Il leader maoista chiede perché solo alcuni dei sette da lui segnalati "sono stati inseriti nella lista approvata dai mediatori", aggiungendo che manca chiarezza anche su "quando queste persone saranno liberate". "Abbiamo chiesto la liberazione di sette persone - dice Panda - ma il governo ha annunciato la liberazione di sei persone, prima di scendere a cinque".
Il capo dei guerriglieri critica il silenzio sul problema del bando posto dal governo ad alcune organizzazioni. Infine chiede per quale motivo delle 13 richieste avanzate al momento del rapimento di Bosusco e Colangelo, "solo otto o nove sono state esaminate". E cita alcune di quelle che a suo dire sono state ignorate: "Il governo non è disponibile a fornire a ogni villaggio acqua potabile e strumenti per l'irrigazione, ospedali e scuole gratuite a ogni distretto? Vuole mettere in mostra gli appartenenti alle tribù per promuovere il turismo? La legge dello Stato e del Paese non è in grado di perseguire uno stupratore o un assassino se questi è un poliziotto?...".
"La decisione del governo - prosegue Panda - deve essere annunciata in modo forte e chiaro. Attraverso i mezzi di informazione, deve comunicare quali richieste accetta e quali no. Speriamo che questo renda meno complicata la situazione per quanto riguarda il rilascio del prigioniero italiano".
Da parte sua, l'unità di crisi costituita dal primo ministro dell'Orissa, Naveen Patnaik, si è riunita oggi per esaminare la duplice crisi determinata dal sequestro dell'italiano e da quello del deputato tribale locale Jhina Hikaka. Un portavoce ha confermato che "la richiesta di chiarimento del leader dei maoisti è stata esaminata", e che "ci vorrà un po' di tempo, fra oggi e domani, per rispondere".
Così, continua a scorrere il tempo verso la scadenza del nuovo ultimatum imposto dallo stesso Sabyasachi Panda al governo dell'Orissa: nel suo precedente audiomessaggio, il leader maoista si era detto particolarmente deluso dall'atteggiamento governativo e aveva indicato alle ore 15 di martedì prossimo il termine per trovare una soluzione, oltre il quale Bosusco potrebbe essere eliminato.