Esteri

INDIA

Bosusco è libero: "Grazie Orissa
Qui ho finito, non so se tornerò"

Rilasciato nella zona del villaggio di Mohona. "Nessun risentimento, amo l'Orissa. Ma non sapevo come sarebbe finita". Molto dimagrito a causa dei "28 giorni di vacanza pagata", ammette la battuta infelice: "Volevo solo tranquillizzare". "I maoisti? Persone che hanno sofferto grandi ingiustizie"

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ROMA - Paolo Bosusco è libero. "Sì, finalmente, sto bene - le sue prime parole, al Tg1 - Saluto tutti quelli che mi vogliono bene, la mia famiglia, mio padre, mia sorella, cugine, zie parenti e tutti i miei amici sparsi in Italia e nel mondo. Non preoccupatevi, sapete che sono forte. Tutto è finito, va tutto bene, non c'è nessun problema".

La notizia è stata data dalla tv indiana Ndtv e confermata telefonicamente da una persona che accompagna uno dei due mediatori impegnati durante la trattativa tra i ribelli maoisti e il governo dell'Orissa per la liberazione dei due ostaggi italiani rapiti il 14 marzo scorso. Claudio Colangelo era stato rilasciato il 25 marzo. Il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura ha escluso che sia stato pagato un riscatto: "Quando si tratta con i guerriglieri maoisti non si parla di denaro".

Bosusco sarebbe stato liberato durante la notte nella foresta vicino al villaggio di Mohona, non lontano da dove era avvenuto il duplice sequestro. Il rilascio potrebbe essere avvenuto già ieri, i ribelli maoisti avrebbero nascosto la notizia con una serie di depistaggi per evitare di essere attaccati una volta privi dell'ostaggio. Un probabile diversivo è stata la richiesta, in extremis, della scarcerazione di una loro compagna, Aarti Majhi, rinchiusa da due anni nella prigione di Berhampur per coinvolgimento in attività sediziose.

La Farnesina è rimasta prima in attesa di conferme dirette, poi è arrivato l'annuncio dell'ambasciatore, Giacomo Sanfelice: "Sì, fonti del governo dell'Orissa mi hanno confermato che il nostro connazionale è libero". "E' la notizia che aspettavamo", il commento a caldo del ministro degli Esteri, Giulio Terzi.

Bosusco si è dapprima intrattenuto con l'ambasciatore e il console italiani e i rappresentanti delle autorità locali dell'Orissa al primo piano della "guest house" a Bhubaneswar, la capitale dell'Orissa. Dopo quattro ore si è trasferito in un hotel, da dove partirà alla volta di New Delhi, accompagnato dall'ambasciatore Sanfelice. Vestito con un'ampia tunica bianca e i capelli sciolti, è apparso visibilmente stanco mentre rispondeva a continue telefonate di amici, parenti e giornalisti dall'Italia.

Piemontese, 54 anni, guida di trekking che per sei mesi all'anno vive e lavora a Puri, era stato rapito dai ribelli mentre accompagnava il cliente romano Claudio Colangelo in un'escursione nelle montagne dell'interno, nello stato dell'Orissa. Al termine del colloquio con le autorità, Paolo si è affacciato dal balcone della Guest House di Bhubaneswar per salutare il centinaio di giornalisti presenti. E' apparso sorridente, sereno, e a chi gli faceva notare "oramai sei diventato famoso", ha risposto "sì, ma non avrei voluto esserlo".

Il racconto di Bosusco. L'intervistatore del Tg1 gli ha chiesto della sua magrezza: "E' il risultato di 28 giorni di vacanza pagata" ha risposto Bosusco, rettificando più tardi la battuta poco felice. "Non è stata una vacanza - ha detto a Skytg24 - ho sbagliato a fare la battuta. Ho perso dieci chili, ma ho sofferto meno di altre persone perché abituato a stare nella giungla, il mio primo pensiero era per la mia famiglia e quindi ho scherzato per rassicurare tutti. Sono stati giorni in cui non sapevo come andava a finire, forse la mia battuta è stata male interpretata, mi scuso per questo".

Ancora al Tg1 ha raccontato: "I maoisti hanno cercato di darmi il meglio che potevano, ma qualche problema c'è stato, il cibo era quello che era, e per due volte ho avuto la malaria. Ma sono abituato, per anni sono andato nella foresta da solo". La vera difficoltà, ha sottolineato ancora Bosusco alludendo al compagno di prigionia Colangelo, "è stata quando c'erano altre persone che dipendevano da me, dopo invece è andata meglio".

Parlando con l'Ansa, Bosusco ha avuto parole di comprensione per i maoisti. "Queste persone sono considerate delle bestie, dei criminali sanguinari. Invece, hanno dimostrato il loro lato più umano. Se si riuscisse a dare loro più giustizia, avrebbero molto da dare alla società". "Sono persone che hanno sofferto ingiustizie incredibili - ha proseguito l'ex ostaggio - costrette a fare un certo tipo di vita proprio per combattere queste ingiustizie. Non condivo le loro scelte, perché le impongono con le armi, ma al di là di questo sono esseri umani".

Nei giorni trascorsi con i ribelli, Bosusco ha raccontato di aver toccato con mano la "sofferenza" patita da questa gente che conduce "una vita senza speranza di guadagnare niente. Fanno sentire le loro idee, giuste o sbagliate che siano".

"Orissa addio". "E' giunto il momento di lasciare l'India, il mio lavoro qui è terminato. Devo ringraziare il popolo dell'Orissa per tutto l'amore e l'amicizia che mi ha dato in questi ultimi 22 anni. Non so se tornerò mai più". Così Bosusco, conversando con i giornalisti a Bhubaneswar. "Non sono in grado di dire cosa è giusto e cosa è sbagliato - ha proseguito, parlando a tratti anche nella lingua locale - Io non sono un uomo politico. Ma posso solo dire che tutti dovrebbero abbandonare la violenza. Spero che il mio sacrificio non resterà vano".

Il papà: "Paolo, gran personaggio". Bosusco ha quindi telefonato al padre: "Sto bene, torno presto in Italia", gli ha detto. "Mio figlio? E' sicuramente un grosso personaggio - ha commentato papà Azelio - Quando arriverà vi dirò tutto. Non so se potrò impedirgli di tornare in India: è grande e non lo posso obbligare. E' innamorato dell'India. Il suo percorso di vita è interessantissimo. Ora spero solo che arrivi presto".

La telefonata con Colangelo. Paolo Bosusco ha poi sentito telefonicamente anche Colangelo, ora a Rocca di Papa. I due si sono dati appuntamento nella cittadina laziale. All'ex compagno di prigionia, Bosusco ha fatto una richiesta ben precisa: "Dì a tua moglie di prepararmi una bella cenetta perché ho voglia di mangiare italiano".

Ora che anche Bosusco è stato rilasciato, Colangelo ha detto a Skytg24 di sentirsi "davvero libero". "Lui è una persona gentilissima e mi ricordo la tristezza negli occhi quando ci siamo separati - racconta - Non ho mai temuto per le nostre vite, nemmeno quando il leader dei maoisti ha minacciato un 'passo estremo'. Io Sabyasachi Panda l'ho conosciuto, ha degli ideali ma non è un sanguinario e mi ha assicurato di non aver mai ucciso nessuno".

Senato, polemica sui marò. Con Bosusco libero, restano da riportare a casa, oltre a nove italiani ostaggio di bande armate in tutto il mondo (Rossella Urru, Maria Sandra Mariani, Giovanni Lo Porto e i sei membri italiani della nave 'Enrico Ievoli' sequestrata dai pirati il 27 dicembre scorso al largo delle coste dell'Oman), i due marò detenuti in India. Quando il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura ha annunciato al Senato la liberazione di Bosusco, assieme all'applauso tra i banchi c'è stato qualche accenno di polemica che il presidente dell'Aula, Renato Schifani, ha riportato subito all'ordine sostenendo che sul fronte dei marò "il governo sicuramente sta lavorando" e al termine della comunicazione ha ringraziato il sottosegretario "per tutto quello che sta facendo".