PARIGI - Stesso luogo, stessa ora. Nicolas Sarkozy e François Hollande si sono sfidati oggi a duello a Parigi, con due comizi paralleli a meno di sette giorni dal primo turno delle presidenziali. Sarkozy ha chiamato a raccolta i suoi militanti nel cuore della capitale, sotto all'obelisco di place de la Concorde, mentre il raduno di Hollande si è svolto dieci chilometri più a est, sulla spianata del Bois de Vincennes. Nonostante un cielo minaccioso, il vento gelido, e la maratona che fino all'ora di pranzo ha bloccato la circolazione, le due piazze si sono riempite di militanti, alimentando la solita guerra di cifre. Alla fine, è stato un pareggio, almeno secondo gli organizzatori, che hanno entrambi dichiarato la partecipazione di 100mila persone.
Un comizio decisivo per il Presidente-candidato della destra, il primo a parlare, poco dopo le quindici, dal palco tricolore, circondato da cinque megaschermi, striscioni con lo slogan di campagna, "La France Forte". Il Presidente ha citato Curzio Malaparte a proposito del luogo prescelto per il comizio, dove aveva già festeggiato la vittoria del 2007. "Place de la Concorde non è un'idea: non è una piazza, è un modo di pensare. Tutto quello che è davvero francese si misura qui". Subito dopo Sarkozy ha ripreso un'altra citazione di Malaparte, ricordando che "l'italiano considera la storia come un capriccio degli Dèi, l'inglese come un evento della natura, il francese come un fatto della volontà degli uomini". Unica novità del suo discorso, l'idea di aprire un "dibattito'" sul ruolo della Banca centrale europea affinché possa sostenere la crescita dei paesi dell'eurozona. Sarkozy da qualche giorno è di nuovo in calo nei sondaggi per il primo turno, quasi a parità con Hollande, mentre nel ballottaggio (previsto il 6 maggio) continua a essere distanziato dal rivale socialista Hollande. Ma, fedele al suo temperamento, ha dimostrato di volerci ancora credere, a dispetto dei pronostici. "La maggioranza silenziosa ha ancora nelle sue mani il destino della Francia'".
Pochi minuti dopo, il candidato socialista gli ha risposto dal palco di Vincennes, davanti alle bandiere rosse, con il simbolo della rosa nel pugno, e al suo slogan "Le changement c'est maintenant", il cambiamento è adesso. "Rifiuto questa idea di dividere la Francia - ha replicato Hollande sul palco, davanti al Chateau de Vincennes - non esiste una maggioranza silenziosa, ma una maggioranza che avrà coraggio e si farà sentire". Il leader del Ps ha lanciato un messaggio agli elettori di Jean-Luc Melenchon, il candidato del Front de la Gauche dato in forte incremento nei sondaggi, e a tutti gli elettori che lo considerano troppo "molle" e timido nelle proposte. "Capisco la rabbia e l'esclusione, ma devo tradurre questi sentimenti in governo". L'unica cosa che ha accomunato le due piazze sono stati gli appelli contro l'astensionismo: il 30% degli elettori potrebbe non recarsi alle urne, record degli ultimi anni. Sarkozy e Hollande hanno detto le stesse parole: "Andate a votare".
Un comizio decisivo per il Presidente-candidato della destra, il primo a parlare, poco dopo le quindici, dal palco tricolore, circondato da cinque megaschermi, striscioni con lo slogan di campagna, "La France Forte". Il Presidente ha citato Curzio Malaparte a proposito del luogo prescelto per il comizio, dove aveva già festeggiato la vittoria del 2007. "Place de la Concorde non è un'idea: non è una piazza, è un modo di pensare. Tutto quello che è davvero francese si misura qui". Subito dopo Sarkozy ha ripreso un'altra citazione di Malaparte, ricordando che "l'italiano considera la storia come un capriccio degli Dèi, l'inglese come un evento della natura, il francese come un fatto della volontà degli uomini". Unica novità del suo discorso, l'idea di aprire un "dibattito'" sul ruolo della Banca centrale europea affinché possa sostenere la crescita dei paesi dell'eurozona. Sarkozy da qualche giorno è di nuovo in calo nei sondaggi per il primo turno, quasi a parità con Hollande, mentre nel ballottaggio (previsto il 6 maggio) continua a essere distanziato dal rivale socialista Hollande. Ma, fedele al suo temperamento, ha dimostrato di volerci ancora credere, a dispetto dei pronostici. "La maggioranza silenziosa ha ancora nelle sue mani il destino della Francia'".
Pochi minuti dopo, il candidato socialista gli ha risposto dal palco di Vincennes, davanti alle bandiere rosse, con il simbolo della rosa nel pugno, e al suo slogan "Le changement c'est maintenant", il cambiamento è adesso. "Rifiuto questa idea di dividere la Francia - ha replicato Hollande sul palco, davanti al Chateau de Vincennes - non esiste una maggioranza silenziosa, ma una maggioranza che avrà coraggio e si farà sentire". Il leader del Ps ha lanciato un messaggio agli elettori di Jean-Luc Melenchon, il candidato del Front de la Gauche dato in forte incremento nei sondaggi, e a tutti gli elettori che lo considerano troppo "molle" e timido nelle proposte. "Capisco la rabbia e l'esclusione, ma devo tradurre questi sentimenti in governo". L'unica cosa che ha accomunato le due piazze sono stati gli appelli contro l'astensionismo: il 30% degli elettori potrebbe non recarsi alle urne, record degli ultimi anni. Sarkozy e Hollande hanno detto le stesse parole: "Andate a votare".