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ELEZIONI

Francia, la carica dei dieci candidati
Al via il primo turno delle presidenziali

Tre donne e sette uomini in corsa per l'Eliseo. Il più anziano ha 71 anni, il più giovane 42. Ci sono due avvocati, un magistrato, un economista, un operaio. Lo schieramento più affollato è quello di sinistra 

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PARIGI - Dieci candidati, tre donne e sette uomini. Quarantacinque milioni di francesi sono chiamati a eleggere il settimo presidente della Quinta République. I due candidati che avranno raccolto più preferenze al primo turno, andranno al ballottaggio che si terrà tra due settimane, il 6 maggio. Da ieri sera è in vigore il silenzio elettorale: niente più sondaggi, né comizi. Già oggi sono aperti i seggi nei Territori d'Oltremare. La chiusura delle urne è prevista in due tempi, alle 18 in alcune città di provincia e alle 20 nelle grandi metropoli. Le prime proiezioni ufficiali ci saranno alle 20, ma i media francofoni di Svizzera e Belgio romperanno prima l'embargo, come hanno già fatto in passato. Quest'anno ci potrebbero essere fughe di notizie anche su Internet, nonostante la minaccia di sanzioni della commissione elettorale.

Se il 2007 aveva "ringiovanito" il panorama politico, aprendo la strada ai cinquantenni Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal, nel 2012 il dato anagrafico è stabile. Gran parte dei candidati ha tra i 50 e i 60 anni. Il più anziano è Jacques Cheminade, 71 anni, candidato gollista di sinistra. La più giovane è Nathalie Arthaud, 42 anni, per Lutte Ouvrière, il partito trozkista. Alcuni casi di omonimia: du "Nicolas" (Sarkozy e Dupont-Aignan) e due "François" (Hollande e Bayrou). Un magistrato, Eva Joly, candidata dei Verdi, che è pure di nazionalità norvegese. Un operaio metalmeccanico, Philippe Poutou, candidato della sinistra radicale con il Nouveau Parti Anticapitaliste. Due avvocati di formazione, Sarkozy e Le Pen, anche se hanno esercitato poco. Molti padri di famiglia, il record spetta al centrista e cattolico praticante François Bayrou, con sei figli. Qualche single come Arthaud e Joly. Molti, anche, i divorziati. Le Pen e Sarkozy, al terzo matrimonio. Hollande, invece, non è mai stato sposato anche se ha avuto quattro figli con Ségolène Royal, dalla quale si è separato nel 2007.

Lo schieramento a sinistra è più affollato di quello a destra. Sarkozy ha come potenziali rivali Le Pen (tra il 14 e il 17% delle intenzioni di voto) e il candidato "sovranista" Nicolas Dupont-Aignan (sotto al 2%). Dall'altra parte, Hollande deve vedersela con Jean-Luc Mèlenchon (tra il 12 e il 14%), Eva Joly (sotto al 4%), Nathalie Arthaud e Philippe Poutou che dovrebbero ottenere meno del 2%. In mezzo ai due schieramenti, Bayrou è previsto intorno al 10%.

Sarkozy che ha annunciato la sua ricandidatura il 15 febbraio. In poco più di due mesi di campagna elettorale, è riuscito a recuperare qualche punto nei sondaggi. Per qualche giorno, ha anche superato François Hollande nei pronostici sul primo turno. Secondo le ultime ricerche, potrebbe essere domani a parità o sotto al rivale socialista, mentre il distacco al secondo turno continua a essere importante: Hollande ha un vantaggio compreso tra cinque e dieci punti a seconda degli istituti di ricerca. Rispetto al 2007 Sarkozy, 57 anni, sostiene di essere "un uomo cambiato". Ha riconosciuto i suoi errori di stile, ammettendo di aver sottovalutato la "funzione simbolica" del Presidente. Ma continua a correre da una parte all'altra, interviene su tutto, ha mantenuto i suoi tic: l'alzata di spalla, la mascella che si tende. Le feste di lusso, i viaggi sugli yacht, i tradimenti e le litigate dei tempi di Cécilia sono alle spalle, almeno ufficialmente. Appena può, passeggia con Carla Bruni e la piccola Giulia nei giardini dell'Eliseo. E' diventato persino nonno. I temi della sua campagna sono stati gli stessi del 2007: identità nazionale, sicurezza, immigrazione.

Tanto è rapido l'uno, quanto sembra lento l'altro. "Slow-Hollande", 58 anni, designato come candidato socialista alle primarie socialiste dello scorso ottobre, è un motore diesel. Ha fatto le migliori scuole, incontrando durante gli studi Ségolène, con la quale ha condiviso quasi trent'anni di vita. E' entrato nelle retrovie del partito socialista, dei governi, fino a prendersi la guida del Ps dal 1997 al 2008. Si è fatto eleggere deputato, poi sindaco, in Corrèze, il feudo gollista di Jacques Chirac. Da giovane aveva partecipato a un gruppo teatrale, è molto ironico, a volte troppo. Non ha avuto incarichi ministeriali importanti ma questo gli permette di presentarsi come un "outsider", cosa che non è. Il suo biografo dice: "Tutti commettono lo stesso errore: sottovalutarlo". Anche lui ora è felicemente accasato con la giornalista Valérie Trierweiler che lo segue passo passo, finora abbastanza in silenzio. Non incanta con le parole, non travolge con la sua presenza scenica, è difficile ricordarsi qualcosa di lui. Se sarà eletto, è anche perché i francesi avranno voglia di normalità.

Due debuttanti all'elezione presidenziale si contendono la terza posizione al primo turno di domenica. Marine Le Pen, all'anagrafe "Marion", 44 anni, è stata tra le quattro figlie, quella prediletta del padre. La madre la chiamava "il clone" tanto assomigliava a Jean-Marie. E' cresciuta portando un cognome non facile, si è forticata davanti a insulti e cattiverie. E' rimasta anche lievemente ferita da un attentato contro il padre. "Ho imparato a ingoiare molti rospi". Divorziata due volte, madre di tre figli, ora convive con Louis Aliot, numero due del partito. La politica per lei continua a essere affare di famiglia.

Il faccia a faccia tra Le Pen e Jean-Luc Mélenchon, altro possibile terzo finalista al voto di domenica, è rimasto famoso. "Sei una demente". "Non voglio dibattere con quest'uomo". Sono gli opposti, e non solo in senso politico. Mélenchon, 61 anni, nato a Tangeri, in Marocco, ha fatto il Sessantotto, è cresciuto sognando la Rivoluzione nelle fila del partito socialista, tra i più giovani senatori della République. Nel 2008 ha abbandonato il Ps, creando il Front de la Gauche che ora invita tutti a "l'insurrezione civile". Segni particolari: la sciarpa rossa che indossa in omaggio a François Mitterrand. Le sedute di agopuntura per rilassarsi. Ha una figlia di 38 anni. Divorziato, della sua vita privata si sa molto poco. Ai comizi arriva sempre da solo.

Coetaneo di Mélenchon, François Bayrou, era stato la sorpresa dell'elezione del 2007, quando aveva ottenuto oltre il 18% delle preferenze al primo turno. Questa volta dovrebbe essere appena al di sopra del 10%. Uomo del "terroir", è proprietario di un'azienda agricola nei Pirenei. Un classico di ogni campagna elettorale è la sua foto alla guida di un trattore. Ma è la passione per la politica, che lo ha portato a essere ministro diverse volte in governi di destra, che gli ha permesso di superare la balbuzie. Durante i comizi, come per miracolo, il disturbo è scomparso.

Infine, due personaggi politici nuovi. L'economista Jacques Cheminade, che è diventato famoso per aver previsto la crisi del 2008 già nel 2002. E' nato in Argentina, ha la doppia cittadinanza, propone di "reinventare un sistema che ha fallito", il capitalismo, ma senza avere nessun partito alle spalle. L'altra novità è Philippe Poutou, operaio dello stabilimento Ford in Gironda, un po' goffo e a disagio in televisione, ha creato i migliori video elettorali della campagna: uno su un falso gioco a premi e l'altro con la parodia di The Artist.