PARIGI - Nicolas Sarkozy non stringerà nessun accordo con l'estrema destra di Marine Le Pen per il ballottaggio del 6 maggio prossimo. Lo ha assicurato lo stesso presidente uscente, che pure subito dopo il primo turno era parso corteggiare l'elettorato che domenica aveva votato per il Fronte nazionale.
No al FN. Non ci sarà "nessun accordo con il Fronte nazionale, nessun ministro del Fronte nazionale" ha detto Sarkozy all'emittente radiofonica France Info, "ma mi rifiuto di demonizzare gli elettori che hanno votato per la candidata del Fronte nazionale. Devo ascoltarli, capirli e non pensare che bisogna turarsi il naso". Domenica Marine Le Pen ha conquistato il 17,9% dei consensi, il massimo mai raccolto in un'elezione presidenziale dal partito di estrema destra fondato da suo padre Jean-Marie.
Attacco al rivale. Sarkozy ha attaccato il rivale Francois Hollande, accusandolo di rivolgersi solo al popolo della sinistra. "Deve sapere che un presidente è tale per tutti i francesi. Non lo ha ancora capito". Critiche anche al candidato della sinstra radicale Jean-Luc Mélechon, che dopo il risultato del voto di domenica ha dato il suo appoggio a Hollande. "Quando Mélenchon sostiene che Cuba è una democrazia, oppure che se i suoi militanti incontrano per strada un ricco debbono svuotargli il portafogli", ha ironizzato, "forse qualcuno lo rimprovera?", ha attaccato Sarkozy.
In piazza il Primo maggio. Il presidente uscente ha confermato l'intenzione di convocare per il Primo maggio una manifestazione parallela a quella allestita dai sindacati. "La sensazione", ha osservato, "è che monsieur Hollande il primo maggio lo abbia privatizzato, ma anche noi abbiamo il diritto di dimostrare, e di avere una concezione differente del lavoro": compresa la predilezione per i dipendenti del settore privato rispetto a quelli del pubblico, a suo dire "meglio protetti dalle conseguenze della crisi", mentre "chi lavora e paga le tasse ha il diritto", ha concluso, "di guadagnare di più rispetto a chi non lo fa, e vive di assistenza".
Lettera di Hollande a Bruxelles. Da parte sua, lo sfidante socialista all'Eliseo, François Hollande, ha affermato che se sarà eletto, il giorno dopo invierà una lettera ai leader Ue proponendo misure per la crescita. Si tratterebbe di un "memorandum" per rilanciare la crescita in Europa, ha detto Hollande, precisando che il documento si baserà su quattro punti essenziali: la creazione di Eurobond, il potenziamento delle capacità di investimento della Bei, una tassa sulle transazioni finanziarie con i Paesi che vorranno, e l'uso dei fondi strutturali rimasti inutilizzati per rilanciare lo sviluppo.
L'alleato Draghi. A questo memorandum, ha detto ancora il candidato socialista, si aggiungerà un "dialogo necessario" tra leader europei e Bce. "Serve un finanziamento dell'economia che consenta la ripresa e la crescita", ha sottolineato in quanto "senza crescita l'Europa non potrà uscire dalla crisi". Ed è per questo che "anche il presidente della Bce, Mario Draghi, ha detto che il Patto di bilancio Ue (Fiscal compact) deve essere completato da un patto di crescita". "Il presidente della Bce - ha preseguito il candidato del Ps - sarà utile, è utile, per sostenere la crescita in Europa".
I rapporti con Berlino. Hollande ha voluto poi precisare che "non voglio creare conflitti" con il cancelliere tedesco Angela Merkel, ma neanche "nascondere le differenze nelle nostre posizioni": Con Berlino, ha precisato, sul problema della crescita aprirò "discussioni ferme e amichevoli". Resto fermo però il punto che in caso di vittoria la Francia "non ratificherà il patto di bilancio Ue (Fiscal compact) nella sua versione attuale". "Se aggiungeremo una parte al testo attuale, o se faremo un trattato a parte questo non lo so, farà parte dei negoziati" a Bruxelles, ha precisato.
I complimenti di Berlusconi. "Come prendere questa domanda... E' possibile che ci sia ancora risentimento... Non sono sicuro che il ricordo di Cannes sia stato cancellato. E non parlo del Festival del Cinema". Hollande ha risposto così, con una battuta, a una domanda sui complimenti ricevuti da Berlusconi e da diversi esponenti del Pdl. Il candidato socialista ha così ricordato l'ultimo G20 che vide Sarkò snobbare il Cavaliere, ridendo di lui in un celebre siparietto con la cancelliera Merkel. Assumendo un tono più serio, Hollanda ha poi aggiunto compiaciuto: "C'è comunque una presa di coscienza collettiva sulla crescita".
Voto agli immigrati. In politica interna, Hollande spiega invece di avere in mente una riforma della Costituzione per dare il voto agli stranieri extracomunitari nelle elezioni locali, una misura fortemente osteggiata dalla destra. "Non ci sono scadenze particolari, ma direi nel 2013, prima delle elezioni del 2014, perché nel 2014 sono previste delle elezioni locali", ha dichiarato Hollande alla tv France 2.
Niente corte a Bayrou. Riguardo ai voti del centrista François Bayrou, Hollande non vuole fare alcuna pressione. "Rispetto quello che dirà o farà, ciascuno è libero". "Quello che so - ha aggiunto - è che molti di quelli che l'hanno seguito non possono accettare la virata a destra de candidato uscente".
No al FN. Non ci sarà "nessun accordo con il Fronte nazionale, nessun ministro del Fronte nazionale" ha detto Sarkozy all'emittente radiofonica France Info, "ma mi rifiuto di demonizzare gli elettori che hanno votato per la candidata del Fronte nazionale. Devo ascoltarli, capirli e non pensare che bisogna turarsi il naso". Domenica Marine Le Pen ha conquistato il 17,9% dei consensi, il massimo mai raccolto in un'elezione presidenziale dal partito di estrema destra fondato da suo padre Jean-Marie.
Attacco al rivale. Sarkozy ha attaccato il rivale Francois Hollande, accusandolo di rivolgersi solo al popolo della sinistra. "Deve sapere che un presidente è tale per tutti i francesi. Non lo ha ancora capito". Critiche anche al candidato della sinstra radicale Jean-Luc Mélechon, che dopo il risultato del voto di domenica ha dato il suo appoggio a Hollande. "Quando Mélenchon sostiene che Cuba è una democrazia, oppure che se i suoi militanti incontrano per strada un ricco debbono svuotargli il portafogli", ha ironizzato, "forse qualcuno lo rimprovera?", ha attaccato Sarkozy.
In piazza il Primo maggio. Il presidente uscente ha confermato l'intenzione di convocare per il Primo maggio una manifestazione parallela a quella allestita dai sindacati. "La sensazione", ha osservato, "è che monsieur Hollande il primo maggio lo abbia privatizzato, ma anche noi abbiamo il diritto di dimostrare, e di avere una concezione differente del lavoro": compresa la predilezione per i dipendenti del settore privato rispetto a quelli del pubblico, a suo dire "meglio protetti dalle conseguenze della crisi", mentre "chi lavora e paga le tasse ha il diritto", ha concluso, "di guadagnare di più rispetto a chi non lo fa, e vive di assistenza".
Lettera di Hollande a Bruxelles. Da parte sua, lo sfidante socialista all'Eliseo, François Hollande, ha affermato che se sarà eletto, il giorno dopo invierà una lettera ai leader Ue proponendo misure per la crescita. Si tratterebbe di un "memorandum" per rilanciare la crescita in Europa, ha detto Hollande, precisando che il documento si baserà su quattro punti essenziali: la creazione di Eurobond, il potenziamento delle capacità di investimento della Bei, una tassa sulle transazioni finanziarie con i Paesi che vorranno, e l'uso dei fondi strutturali rimasti inutilizzati per rilanciare lo sviluppo.
L'alleato Draghi. A questo memorandum, ha detto ancora il candidato socialista, si aggiungerà un "dialogo necessario" tra leader europei e Bce. "Serve un finanziamento dell'economia che consenta la ripresa e la crescita", ha sottolineato in quanto "senza crescita l'Europa non potrà uscire dalla crisi". Ed è per questo che "anche il presidente della Bce, Mario Draghi, ha detto che il Patto di bilancio Ue (Fiscal compact) deve essere completato da un patto di crescita". "Il presidente della Bce - ha preseguito il candidato del Ps - sarà utile, è utile, per sostenere la crescita in Europa".
I rapporti con Berlino. Hollande ha voluto poi precisare che "non voglio creare conflitti" con il cancelliere tedesco Angela Merkel, ma neanche "nascondere le differenze nelle nostre posizioni": Con Berlino, ha precisato, sul problema della crescita aprirò "discussioni ferme e amichevoli". Resto fermo però il punto che in caso di vittoria la Francia "non ratificherà il patto di bilancio Ue (Fiscal compact) nella sua versione attuale". "Se aggiungeremo una parte al testo attuale, o se faremo un trattato a parte questo non lo so, farà parte dei negoziati" a Bruxelles, ha precisato.
I complimenti di Berlusconi. "Come prendere questa domanda... E' possibile che ci sia ancora risentimento... Non sono sicuro che il ricordo di Cannes sia stato cancellato. E non parlo del Festival del Cinema". Hollande ha risposto così, con una battuta, a una domanda sui complimenti ricevuti da Berlusconi e da diversi esponenti del Pdl. Il candidato socialista ha così ricordato l'ultimo G20 che vide Sarkò snobbare il Cavaliere, ridendo di lui in un celebre siparietto con la cancelliera Merkel. Assumendo un tono più serio, Hollanda ha poi aggiunto compiaciuto: "C'è comunque una presa di coscienza collettiva sulla crescita".
Voto agli immigrati. In politica interna, Hollande spiega invece di avere in mente una riforma della Costituzione per dare il voto agli stranieri extracomunitari nelle elezioni locali, una misura fortemente osteggiata dalla destra. "Non ci sono scadenze particolari, ma direi nel 2013, prima delle elezioni del 2014, perché nel 2014 sono previste delle elezioni locali", ha dichiarato Hollande alla tv France 2.
Niente corte a Bayrou. Riguardo ai voti del centrista François Bayrou, Hollande non vuole fare alcuna pressione. "Rispetto quello che dirà o farà, ciascuno è libero". "Quello che so - ha aggiunto - è che molti di quelli che l'hanno seguito non possono accettare la virata a destra de candidato uscente".