Esteri

PRESIDENZIALI 2012

Francia, tre cortei per un'elezione
Sarkozy ai sindacati: "Giù le bandiere rosse"

Per la prima volta il presidente e leader conservatore raduna la destra il Primo maggio in nome del "vero lavoro", puntando ai voti del Fronte Nazionale. La leader Marie Le Pen lo definisce "una delusione" e invita a votare scheda bianca. Hollande evita il confronto in piazza e va a commemorare Bérégovoy

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PARIGI - Un lungo corteo di bandiere rosse contro l'apoteosi del tricolore. A soli cinque giorni dal voto per le presidenziali, va in scena la battaglia dei cortei. Per la prima volta, Nicolas Sarkozy ha convocato una manifestazione della destra in occasione del Primo Maggio. Un raduno antagonista, che sfida quello tradizionale dei sindacati. Nella spianata del Trocadéro, con la Tour Eiffel sullo sfondo, il Presidente uscente ha pronunciato un discorso per celebrare il "vero lavoro". Una provocazione calcolata, quella di Sarkozy, che ha attaccato direttamente i sindacati. "Posate la bandiera rossa" ha detto agli organizzatori dell'altra manifestazione, mentre i suoi sostenitori sventolavano il vessillo nazionale. Nella manifestazione al Trocadéro, Sarkozy ha pronunciato un discorso più moderato di quelli degli ultimi giorni. Ha rispolverato temi classici del gollismo sociale, ispirandosi alla precedente campagna presidenziale, nel 2007, quando aveva coniato uno dei suoi slogan più fortunati: "Lavorare di più, per guadagnare di più". Una scommessa in parte vinta. La spianata del Trocadéro era affollata, anche se probabilmente c'erano meno dei 200mila partecipanti calcolati dal partito di maggioranza Ump.

Il rivale nella corsa all'Eliseo, François Hollande, ha invece deciso di non sfilare nella capitale. "E' una festa del sindacalismo", ha ribadito il candidato socialista che ha preferito andare a rendere omaggio all'ex primo ministro Pierre Bérégovoy, suicida il 1 maggio 1993. Il corteo del Trocadéro non è solo antagonista alla sinistra, ma anche all'estrema destra. All'ora di pranzo, infatti, il Front National ha organizzato il suo corteo patriottico, sotto alla statua di Giovanna d'Arco. Era stato Jean-Marie Le Pen, nel 1988, a creare l'appuntamento. Quest'anno, più che celebrare la Pulzella d'Orléans, gli elettori del Fn hanno festeggiato il risultato al primo turno delle presidenziali. Marine Le Pen ha definito Sarkozy una "nuova delusione" e Hollande una "falsa speranza". Ha annunciato di non voler dare indicazioni di voto a quei 6,4 milioni di elettori che l'hanno seguita al primo turno. "Voi voterete liberamente, secondo coscienza" ha detto ai suoi, annunciando che lei metterà nell'urna una "scheda bianca".

Tre piazze. In mezzo il destino del ballottaggio di domenica prossima. Mentre Sarkozy finiva di parlare, a quattro chilometri di distanza cominciava a sfilare il corteo dei sindacati tra place Denfert-Rochereau e place de la Bastille. Le parole d'ordine sono occupazione, potere d'acquisto, lotta contro il razzismo e la xenofobia. Nonostante l'assenza di Hollande, ha partecipato alla mobilitazione una nutrita delegazione del Ps. "Sarkozy vuole dividere i francesi" ha detto Marine Aubry, Segretaria del partito. Polemico Jean-Luc Mélenchon, leader del Front de Gauche, che ha replicato alle accuse sul colore delle bandiere che sventolano nel corteo. "Il Primo Maggio è rosso, da sempre". Secondo gli ultimi sondaggi, Hollande è ancora favorito, ma lo scarto tra i due si è ristretto nelle ultime ore.