CITTA' DEL VATICANO - Milano aspetta il Papa per l'incontro mondiale con le famiglie. E il Papa arriva accompagnato anche dal segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone. E' certamente una novità rispetto a consuetudini secondo le quali il titolare della Segreteria Vaticana non segue il Pontefice nelle sue trasferte in territorio italiano. Ma in questo momento storico, è ben più profondo il significato che assume la presenza del cardinal Bertone accanto a Benedetto XVI.
Si tratta, evidentemente, di un preciso e visibilissimo segnale che Ratzinger ha voluto lanciare a un mondo che da giorni segue sulle prime pagine di tutti i quotidiani del pianeta la vicenda dei documenti trafugati al Pontefice, per i quali risulta unico indagato il "maggiordomo" Paolo Gabriele, il cosiddetto "corvo". Un flusso di informazioni che, secondo molti osservatori e una fonte raggiunta da Repubblica, dimostrerebbe l'esistenza di una sorta di lotta di potere interna alla Santa Sede, con un ruolo centrale della Segreteria di Stato vaticana.
Ecco perché la vicinanza del Papa al cardinal Bertone si può interpretare con la precisa volontà di Benedetto XVI di rafforzare il messaggio pronunciato mercoledì scorso al termine dell'udienza generale. Quando Ratzinger aveva voluto confermare la sua fiducia ai suoi più stretti collaboratori. Un modo per offrire un'immagine di stabilità, in un momento di caos Oltretevere.
Nel frattempo, l'inchiesta va avanti, con la catalogazione dei documenti trovati in casa di Paolo Gabriele, con perquisizioni in uffici vaticani, con l'ascolto informale di persone da parte della Gendarmeria, oltre che con il parallelo calendario di audizioni della Commissione cardinalizia d'indagine presieduta dal giurista cardinal Julian Herranz. La magistratura vaticana si avvia anche verso le rogatorie internazionali per richiedere all'Italia le indagini sui presunti responsabili italiani della diffusione dei documenti trafugati.
Le rogatorie, stando a indiscrezioni, dovrebbero riguardare sia un piccolo manipolo di presunti "corvi" o intermediari che non sono cittadini vaticani, sia lo stesso Gianluigi Nuzzi, il giornalista autore del libro Sua Santità contenente decine di documenti riservati, dopo la cui pubblicazione la Santa Sede aveva diffuso una durissima nota annunciando il ricorso alla giustizia contro il furto e la ricettazione di carte segrete.
Si tratta, evidentemente, di un preciso e visibilissimo segnale che Ratzinger ha voluto lanciare a un mondo che da giorni segue sulle prime pagine di tutti i quotidiani del pianeta la vicenda dei documenti trafugati al Pontefice, per i quali risulta unico indagato il "maggiordomo" Paolo Gabriele, il cosiddetto "corvo". Un flusso di informazioni che, secondo molti osservatori e una fonte raggiunta da Repubblica, dimostrerebbe l'esistenza di una sorta di lotta di potere interna alla Santa Sede, con un ruolo centrale della Segreteria di Stato vaticana.
Ecco perché la vicinanza del Papa al cardinal Bertone si può interpretare con la precisa volontà di Benedetto XVI di rafforzare il messaggio pronunciato mercoledì scorso al termine dell'udienza generale. Quando Ratzinger aveva voluto confermare la sua fiducia ai suoi più stretti collaboratori. Un modo per offrire un'immagine di stabilità, in un momento di caos Oltretevere.
Nel frattempo, l'inchiesta va avanti, con la catalogazione dei documenti trovati in casa di Paolo Gabriele, con perquisizioni in uffici vaticani, con l'ascolto informale di persone da parte della Gendarmeria, oltre che con il parallelo calendario di audizioni della Commissione cardinalizia d'indagine presieduta dal giurista cardinal Julian Herranz. La magistratura vaticana si avvia anche verso le rogatorie internazionali per richiedere all'Italia le indagini sui presunti responsabili italiani della diffusione dei documenti trafugati.
Le rogatorie, stando a indiscrezioni, dovrebbero riguardare sia un piccolo manipolo di presunti "corvi" o intermediari che non sono cittadini vaticani, sia lo stesso Gianluigi Nuzzi, il giornalista autore del libro Sua Santità contenente decine di documenti riservati, dopo la cui pubblicazione la Santa Sede aveva diffuso una durissima nota annunciando il ricorso alla giustizia contro il furto e la ricettazione di carte segrete.