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Interrogato il maggiordomo
Padre Lombardi conferma: "Collabora"

L'ex aiutante di camera sentito dal giudice istruttore. Il direttore della sala stampa: "Su altre persone, indagini ma non formali". Esclusa l'ipotesi che Paolo Gabriele sia stato un agente doppio
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CITTA' DEL VATICANO - Da giorni viene sentito in modo informale ma oggi, per Paolo Gabriele, c'è stato un vero e proprio interrogatorio. L'aiutante di camera di Benedetto XVI, arrestato 13 giorni fa per il furto di documenti riservati, è stato sentito dal giudice istruttore Piero Antonio Bonnet alla presenza dei difensori Carlo Fusco e Cristiana Arrù. A dare l'annuncio è stato direttamente il Vaticano, con il briefing di padre Lombardi, che ha anche confermato che il magistrato sta collaborando con gli investigatori. "Non daremo - ha detto - informazioni in merito agli interrogatori, cioè alla durata e ai contenuti. Come notizia, su questo, siamo fermi - ha aggiunto - alla volontà di collaborazione ampia che aveva espresso Paolo Gabriele ai suoi avvocati". E d'altra parte, stando alle indiscrezioni degli ultimi giorni, l'ex aiutante di camera avrebbe già fatto diversi nomi alla Gendarmeria vaticana.
 
Anche se il direttore…
CITTA' DEL VATICANO - Da giorni viene sentito in modo informale ma oggi, per Paolo Gabriele, c'è stato un vero e proprio interrogatorio. L'aiutante di camera di Benedetto XVI, arrestato 13 giorni fa per il furto di documenti riservati, è stato sentito dal giudice istruttore Piero Antonio Bonnet alla presenza dei difensori Carlo Fusco e Cristiana Arrù. A dare l'annuncio è stato direttamente il Vaticano, con il briefing di padre Lombardi, che ha anche confermato che il magistrato sta collaborando con gli investigatori. "Non daremo - ha detto - informazioni in merito agli interrogatori, cioè alla durata e ai contenuti. Come notizia, su questo, siamo fermi - ha aggiunto - alla volontà di collaborazione ampia che aveva espresso Paolo Gabriele ai suoi avvocati". E d'altra parte, stando alle indiscrezioni degli ultimi giorni, l'ex aiutante di camera avrebbe già fatto diversi nomi alla Gendarmeria vaticana.
 
Anche se il direttore della sala stampa vaticana ripete che Gabriele resta "per ora" l'unico accusato e, quanto ad atti istruttori su altri, "ci sono state indagini ma non erano formali. Nessuna imputazione è stata formulata a carico di altri".

Padre Lombardi ha infine escluso che l'ex maggiordomo possa aver iniziato la sua collaborazione con la giustizia vaticana prima dell'arresto, trasformandosi così in una sorta di "agente doppio". "Voi - ha detto infine ai giornalisti - siete liberi di non credermi, ma se scrivete sciocchezze sono affari vostri".

Intanto il giudice vaticano Paolo Papanti Pelletier ha spiegato che in Vaticano "gli arresti domiciliari non
sono previsti, ma che l'imputato può aspettare il processo in un luogo diverso dalle camere di sicurezza della Gendarmeria". Possibile dunque che per il maggiordomo possa presto cessare l'attuale stato di detenzione.

E del caso Vatileaks ha parlato oggi il premier, Mario Monti, in un'intervista a Famiglia cristiana: "Sono stupito e profondamente addolorato da quello che leggo sulle vicende vaticane. Sono addolorato perchè, in sè, sono vicende dolorose. Ma anche perchè penso al dolore che questo ha provocato alla persona e nel cuore del Santo Padre".