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VATICANO

Papa: "Lealtà verso di me sia vera"
Con funzionari curia "serve fedeltà"

Benedetto XVI in udienza con i futuri diplomatici vaticani della Pontificia Accademia Ecclesiastica: "Penso con gratitudine all'aiuto che ricevo quotidianamente dai molti collaboratori della curia romana e delle Rappresentanze pontificie". Il discorso arriva mentre sono ancora in corso le indagini per il caso Vatileaks

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Città del Vaticano - La fedeltà richiesta ai collaboratori del Papa è "un legame affettivo di interiore confidenza, un naturale 'stesso sentire', non "una lealtà 'cieca'". La decisione di essere fedeli al Pontefice è, infatti, "illuminata dalla fede in Colui che ha detto: 'Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesà". Lo ha affermato oggi Benedetto XVI che ha dedicato a questo tema di grande attualità il suo discorso all'Accademia Ecclesiastica. "Cari amici - ha ammonito rivolto ai futuri diplomatici vaticani - nella misura in cui sarete fedeli, sarete anche degni di fede".

La virtù della fedeltà "bene esprime il legame tutto particolare che si stabilisce tra il papa e i suoi diretti collaboratori, tanto nella curia romana come nelle rappresentanze pontificie: un legame che per molti si radica nel carattere sacerdotale del quale sono investititi, e si specifica poi nella peculiare missione affidata a ciascuno a servizio del Successore di Pietro", ha detto Benedetto XVI ricevendo in udienza i futuri diplomatici vaticani della pontificia accademia ecclesiastica. Il suo discorso arriva mentre sono ancora in corso le indagini per il caso Vatileaks. Il Papa pensa "con gratitudine all'aiuto che ricevo - ha detto - quotidianamente da molti collaboratori della Curia romana e delle rappresentanze pontificie" e al "sostegno che mi viene da innumerevoli fratelli e sorelle di tutto il mondo".

L'occasione per questa riflessione è data dall'udienza che ha concesso a tutta la Pontificia accademia ecclesiastica, che forma i diplomatici pontifici, nei giorni in cui finiscono i corsi e, ha ricordato, "per alcuni di voi si avvicina il giorno della partenza per il servizio nelle Rappresentanze pontificie sparse in tutto il mondo".

"Il Papa - ha detto Benedetto XVI, che ha pronunciato il suo discorso dopo il saluto del presidente della Accademia, mons. Beniamino Stella - conta anche su di voi, per essere assistito nello svolgimento del suo universale ministero. Vi invito - ha aggiunto - a non avere timore, preparandovi con diligenza e impegno alla missione che vi attende, confidando nella fedeltà di Dio. "

La fedeltà, nella visione del Papa, è "legata al dono soprannaturale della fede" e questo vale per tutti i credenti. Benedetto XVI ha poi richiamato i suoi diplomatici a un dovere di fedeltà e sollecitudine non solo verso il Papa, ma anche verso le chiese particolari dove andranno a prestare servizio, invitandoli a partecipare ai "momenti lieti e tristi, talora persino drammatici, della loro storia" ad acquisirne la "cultura, il cammino ecclesiale", a "saper apprezzare quanto la grazia divina è andata operando in ogni popolo e nazione".

Anche in questo modo, per papa Ratzinger, le chiese particolari saranno incoraggiate dai rappresentanti papali, "a crescere nella fedeltà al Romano Pontefice, e a trovare nel principio di comunione con la Chiesa universale un sicuro orientamento per il proprio personaggio nella storia".

Padre Lombardi: "Sulle rogatorie internazionali collaboriamo". Sul caso Vatileaks e sulle accuse che lambiscono lo Ior è tornato oggi il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi: "Non è vero che il Vaticano non vuole rispondere alle rogatorie dell'Italia, con una certa puntigliosità anzi si cerca di far presente che questo è un mito che sfatato perchè non è fondato". E ha citato come esempi proprio i casi legati allo Ior, al rapimento di Emanuela Orlandi, e all'inchiesta sugli ammanchi di denaro negli enti della diocesi di Trapani.