NEW YORK - MITT Romney cede alla campagna della destra economica più radicale, seleziona il “falco” Paul Ryan come candidato vicepresidente. È una scelta dirompente, in caso di vittoria. Prefigura l'attacco finale contro quel che resta del Welfare State. Barack Obama non ha dubbi: "Con lui si ripeterebbe la catastrofe delle politiche economiche di George Bush". La designazione di Ryan giunge al termine di una poderosa pressione esercitata dagli ultrà del liberismo: sulle colonne del Wall Street Journal di Rupert Murdoch, e con la scesa in campo di un leader storico dei neocon come William Kristol, il tam tam in favore di Ryan era ossessivo. Ora la campagna presidenziale imbocca una strada nuova.
"Young, Rust Belt, Catholic": è la triade di aggettivi con cui i media americani descrivono Ryan. Giovane: ha 42 anni contro i 65 di Romney. Rust Belt, cioè originario della "cintura della ruggine", quegli Stati industriali del Midwest che da decenni subiscono la crisi del settore manifatturiero. La Rust Belt è anche il bacino elettorale dei "democratici reaganiani", quei colletti blu che a partire dal 1980 subirono l'attrazione del conservatore Ronald Reagan. Infine cattolico, anti-abortista militante, quindi adatto a rassicurare quegli integralisti che considerano la chiesa mormone di Romney alla stregua di una setta eretica.
Ma la qualifica di gran lunga più importante di Ryan è un'altra. Il deputato del Wisconsin malgrado la giovane età si è imposto come il nuovo stratega del partito repubblicano in campo economico. In quanto presidente della commissione Bilancio della Camera, è lui ad avere concepito la "contro-legge finanziaria" che è diventata la Bibbia della destra liberista.
In quel piano c'è un percorso per abbattere deficit e debito pubblico nei prossimi dieci anni, secondo i dogmi più estremi del mercatismo. No ai tagli sulle spese militari voluti da Obama: il Pentagono non si tocca. No all'aumento delle imposte sui ricchi proposte da Obama: al contrario Ryan vuole ridurre ulteriormente le tasse sulle imprese (dal 35 al 25%) ed abolire l'Alternative Minimum Tax sui redditi più alti. Tutte le riduzioni di spesa nel suo piano vanno a gravare sul Welfare: è l'atto finale di quel piano per "affamare la bestia" (cioè privare di risorse lo Stato sociale) che i neocon perseguono da trent'anni, quello che punta a distruggere le riforme progressiste del New Deal di Roosevelt e della Great Society di Johnson.
Il fulcro del piano Ryan è la privatizzazione del "Medicare": cioè il più importante servizio sanitario pubblico, riservato agli anziani over-65. Il "Medicare" esiste da mezzo secolo, funziona, ed è estremamente popolare in una fascia di elettorato cruciale come i pensionati. George W. Bush tentò di proporre la sua privatizzazione ma dovette rinunciare di fronte alle enormi resistenze. Ryan vuole sostituirlo con un sistema di "voucher": anziché fornire direttamente l'assistenza ospedaliera e i rimborsi delle spese mediche, lo Stato darebbe ai cittadini oltre i 65 anni di età dei "buoni" da versare alle compagnie assicurative private per acquistare le polizze sanitarie.
Il "Medicare", di gran lunga il più efficiente tra i sistemi sanitari Usa, verrebbe risucchiato nella sanità privata assorbendone le iniquità, gli sprechi, i costi esorbitanti. Vista la crisi del bilancio pubblico e l'aumento della popolazione anziana, i "voucher" perderebbero rapidamente valore, e gli over-65 sarebbero costretti a intervenire di tasca propria per pagare tariffe assicurative in rialzo, e compensare l'erosione delle prestazioni.
Obama ora ha un bersaglio ideale: può insistere presso gli elettori sul fatto che il 6 novembre non si vota solo per un presidente, ma per una "scelta di civiltà", un'idea solidale della società americana da contrapporre all'individualismo egoista e al primato dei mercati.
La designazione di Ryan rivoluziona la dinamica della campagna perché capovolge due regole di base. La prima regola vuole che, in un'elezione dove il presidente uscente si presenta per il secondo mandato, lo scrutinio si trasformi in un referendum sul bilancio della sua azione. La seconda regola è quella che vuole un vice dal profilo basso per non mettere in ombra la personalità del candidato presidente. Ora Obama può accentuare il carattere offensivo e perfino "negativo" della sua campagna. Aumentano le sue chance di conquistare uno Stato-chiave come la Florida, dall'elevata concentrazione di pensionati. Romney si è consegnato in ostaggio al Tea Party, il movimento populista anti-tasse e anti-Stato: sperando di galvanizzare finalmente la base più militante della destra, finora molto fredda nei suoi confronti. E' una mossa ardita, ai limiti dell'azzardo, per un candidato finora prudente ma troppo grigio per i suoi ultrà.
"Young, Rust Belt, Catholic": è la triade di aggettivi con cui i media americani descrivono Ryan. Giovane: ha 42 anni contro i 65 di Romney. Rust Belt, cioè originario della "cintura della ruggine", quegli Stati industriali del Midwest che da decenni subiscono la crisi del settore manifatturiero. La Rust Belt è anche il bacino elettorale dei "democratici reaganiani", quei colletti blu che a partire dal 1980 subirono l'attrazione del conservatore Ronald Reagan. Infine cattolico, anti-abortista militante, quindi adatto a rassicurare quegli integralisti che considerano la chiesa mormone di Romney alla stregua di una setta eretica.
Ma la qualifica di gran lunga più importante di Ryan è un'altra. Il deputato del Wisconsin malgrado la giovane età si è imposto come il nuovo stratega del partito repubblicano in campo economico. In quanto presidente della commissione Bilancio della Camera, è lui ad avere concepito la "contro-legge finanziaria" che è diventata la Bibbia della destra liberista.
In quel piano c'è un percorso per abbattere deficit e debito pubblico nei prossimi dieci anni, secondo i dogmi più estremi del mercatismo. No ai tagli sulle spese militari voluti da Obama: il Pentagono non si tocca. No all'aumento delle imposte sui ricchi proposte da Obama: al contrario Ryan vuole ridurre ulteriormente le tasse sulle imprese (dal 35 al 25%) ed abolire l'Alternative Minimum Tax sui redditi più alti. Tutte le riduzioni di spesa nel suo piano vanno a gravare sul Welfare: è l'atto finale di quel piano per "affamare la bestia" (cioè privare di risorse lo Stato sociale) che i neocon perseguono da trent'anni, quello che punta a distruggere le riforme progressiste del New Deal di Roosevelt e della Great Society di Johnson.
Il fulcro del piano Ryan è la privatizzazione del "Medicare": cioè il più importante servizio sanitario pubblico, riservato agli anziani over-65. Il "Medicare" esiste da mezzo secolo, funziona, ed è estremamente popolare in una fascia di elettorato cruciale come i pensionati. George W. Bush tentò di proporre la sua privatizzazione ma dovette rinunciare di fronte alle enormi resistenze. Ryan vuole sostituirlo con un sistema di "voucher": anziché fornire direttamente l'assistenza ospedaliera e i rimborsi delle spese mediche, lo Stato darebbe ai cittadini oltre i 65 anni di età dei "buoni" da versare alle compagnie assicurative private per acquistare le polizze sanitarie.
Il "Medicare", di gran lunga il più efficiente tra i sistemi sanitari Usa, verrebbe risucchiato nella sanità privata assorbendone le iniquità, gli sprechi, i costi esorbitanti. Vista la crisi del bilancio pubblico e l'aumento della popolazione anziana, i "voucher" perderebbero rapidamente valore, e gli over-65 sarebbero costretti a intervenire di tasca propria per pagare tariffe assicurative in rialzo, e compensare l'erosione delle prestazioni.
Obama ora ha un bersaglio ideale: può insistere presso gli elettori sul fatto che il 6 novembre non si vota solo per un presidente, ma per una "scelta di civiltà", un'idea solidale della società americana da contrapporre all'individualismo egoista e al primato dei mercati.
La designazione di Ryan rivoluziona la dinamica della campagna perché capovolge due regole di base. La prima regola vuole che, in un'elezione dove il presidente uscente si presenta per il secondo mandato, lo scrutinio si trasformi in un referendum sul bilancio della sua azione. La seconda regola è quella che vuole un vice dal profilo basso per non mettere in ombra la personalità del candidato presidente. Ora Obama può accentuare il carattere offensivo e perfino "negativo" della sua campagna. Aumentano le sue chance di conquistare uno Stato-chiave come la Florida, dall'elevata concentrazione di pensionati. Romney si è consegnato in ostaggio al Tea Party, il movimento populista anti-tasse e anti-Stato: sperando di galvanizzare finalmente la base più militante della destra, finora molto fredda nei suoi confronti. E' una mossa ardita, ai limiti dell'azzardo, per un candidato finora prudente ma troppo grigio per i suoi ultrà.