Esteri

IL CASO

Petraeus: "Mai dato informazioni segrete"
Troppi scandali, inchiesta sui vertici militari

Parla l'ex capo della Cia. Domani il generale testimonia davanti al Congresso sui fatti di Bengasi. E il segretario alla Difesa Panetta, preoccupato dell'impatto dello scandalo, chiede al Pentagono accertamenti sugli ufficiali per determinare se siano adeguati dal punto di vista etico  

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WASHINGTON - "Ho compiuto qualcosa di disonorevole", ma "non ho mai passato informazioni segrete a Paula Broadwell". Per la prima volta da quando è scoppiato lo scandalo che ha portato alle sue dimissioni, il generale David Petraeus parla, assicurando di non aver rivelato dati riservati alla sua amante. Le parole dell'ex capo della Cia sono state pronunciate in una conversazione con la giornalista di Hln Tv Kyra Phillips, riporta Cnn.

"Nella nostra conversazione - racconta la giornalista che sarebbe riuscita a contattare il generale che aveva più volte intervistato in passato - Petraeus mi ha detto di essere consapevole di essersi comportato in maniera disonorevole e di aver sollevato un polverone terribile. E ha anche detto di sentirsi fortunato di avere una moglie molto migliore di quello che lui merita". Phillips afferma quindi che Petraeus, una volta ammesso l'affaire, non ha cercato di difendersi e di persuadere i suoi superiori a lasciarlo al suo posto. "Mi ha detto che questa vicenda è un suo personale fallimento".

LA GALASSIA DELLO SCANDALO / LE TAPPE

Il generale testimonierà domani davanti al Congresso sui fatti di Bengasi, l'attacco al consolato Usa dello scorso 11 settembre in cui persero la vita l'ambasciatore americano in Libia, Chris Steven, e altri tre cittadini americani. Petraeus si presenterà davanti alla commissione Intelligence della Camera dei rappresentanti per un'udienza a porte chiuse, nonostante le dimissioni dalla guida della Cia. Oggi tocca invece al direttore ad interim dell'agenzia, Michael Morell - subentrato a David Petraeus - e al direttore aggiunto dell'Fbi Sean Joyce, incaricato dell'inchiesta su quanto accadde quella sera dell'11 settembre scorso, oltre al segretario di Stato aggiunto Patrick Kennedy e al numero uno dell'antiterrorismo Mattew Olsen.

Anche il coinvolgimento nello scandalo di un altro nome eccellente, il generale John Allen, a capo delle forze Isaf in Afghanistan, ha fatto molto discutere. Allen ha dato la sua piena disponibilità a collaborare alle indagini sulle migliaia di email che ha scambiato con Jill Kelley, amica di famiglia dei Petraeus, al centro del caso. Ma gli episodi preoccupano il segretario alla Difesa, Leon Panetta, che ha ordinato un'inchiesta al Pentagono per stabilire perché così tanti generali ed ammiragli siano stati coinvolti in problemi di natura legale ed etica.

Quello di Petraeus è un caso eclatante, ma ci sono altre inchieste penali ed amministrative che hanno coinvolto nei mesi scorsi vertici militari. Come il vice comandante dell'82esima divisione aerotrasportata che lo scorso maggio è stato sollevato dal suo incarico in Afghanistan ed ora deve fronteggiare delle accuse di aggressione sessuale e adulterio.

Panetta vuole fare chiarezza, preoccupato dell'impatto di simili episodi sull'opinione pubblica. Per questo ha richiesto un esame sul comportamento etico di tutti gli ufficiali attraverso dei programmi che determinino se questi siano adeguati alla loro missione. Il caso Petraeus, argomenta Panetta, "può avere il potenziale di erodere la fiducia della gente nella nostra missione, nel nostro sistema e nei nostri alti standard etici". 

Intanto, il caso si arricchisce di nuovi particolari. Il New York Times svela il nome dell'agente dell'Fbi che prese a cuore la denuncia delle mail minacciose ricevute da Jill Kelley, la terza donna dello scandalo Petraeus, salvo poi essere allontanato dall'inchiesta per un coinvolgimento personale troppo profondo, fino ad inviare alla donna sue foto a torso nudo: si tratta di Frederick W. Humphries, 47enne che lavora da diversi anni come investigatore dell'unità antiterrorismo nell'ufficio dell'Fbi a Tampa, dove risiede Jill Kelley. La donna lo aveva incontrato quando frequentava la Citizens' Academy, un programma dell'Fbi il cui obiettivo è spiegare ai cittadini il lavoro dell'agenzia.