KOCHI (India) - Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono rientrati in India. L'aereo militare partito ieri sera da Ciampino con a bordo i due marò accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati è atterrato all'aeroporto di Kochi (Kerala) alle 7.45 ora locale (le 3.15 in Italia) dopo aver passato le feste in Italia grazie a una "licenza". Con loro ha viaggiato il console generale di Mumbai Giampaolo Cutillo. Ad attenderli c'era un gruppo di poliziotti indiani. Fuori dallo scalo decine di giornalisti e cinereporter che hanno provocato una piccola ressa. I due militari italiani, che all'uscita hanno sorriso ai cronisti e agli operatori, sono saliti su una vettura delle autorità italiane scortata dalle forze di sicurezza del Kerala e sono stati portati al commissariato di Kochi e poi al tribunale di Kollam, dove hanno riconsegnato i passaporti.
Dopo l'espletamento di tutte le formalità, il magistrato ha prorogato il permesso di soggiorno per i due militari fino al 13 maggio 2013 e ha stabilito che compaiano nuovamente davanti alla corte il 15 gennaio. E' stato inoltre disposto lo sblocco delle garanzie bancarie per 60 milioni di rupie, pari a 826 mila euro, fornite dall'Italia come cauzione. Quindi, con un altro viaggio di tre ore in auto, i due marò sono tornati all'albergo di Fort Kochi in cui risiedono in stato di libertà vigilata e da cui erano partiti il 22 dicembre. Per loro rimane l'obbligo quotidiano di firma in un commissariato.
"Abbiamo onorato la nostra promessa. Spero che la gente del Kerala apprezzerà l'importanza di questo gesto e che sarà di aiuto per una soluzione positiva della vicenda - ha detto Cutillo prima di salire in auto - Ci siamo impegnati personalmente a riportare in India i due militari". Il console generale e l'ex ambasciatore a New Delhi Giacomo Sanfelice avevano fornito una lettera di garanzia sul ritorno, condizione posta dai giudici dell'Alta Corte del Kerala per la concessione del permesso speciale di due settimane che ha consentito a Latorre e Girone di trascorrere il Natale in Italia.
I mezzi di informazione indiani hanno accolto con soddisfazione e sollievo il ritorno dei marò, sottolineando che il rientro destituisce di fondamento le critiche rivolte al 'chief minister' del Kerala, Oommen Chandy, di non aver presentato appello contro la sentenza dell'Alta Corte favorevole alla licenza in Italia. La tv Zee News ha titolato: "Hanno mantenuto la promessa. Sono tornati", mentre l'agenzia di stampa Ians ha riportato una frase di Cutillo, che ha detto di sperare che "il Kerala apprezzerà il gesto che prova le buone relazioni fra Italia e India". Altri media hanno sottolineato che la fine dell'attesa mostra che "le preoccupazioni dei familiari dei due pescatori morti, delle associazioni dei pescatori e dei partiti dell'opposizione di sinistra non avevano ragione di essere".
Da parte italiana la speranza è che ora si acceleri la sentenza della Corte suprema indiana chiamata a pronunciarsi sulla giurisdizione del caso e che potrebbe disporre che Latorre e Girone vengano processati in Italia, riconoscendo che l'incidente avvenne in acque internazionali.
Dopo l'espletamento di tutte le formalità, il magistrato ha prorogato il permesso di soggiorno per i due militari fino al 13 maggio 2013 e ha stabilito che compaiano nuovamente davanti alla corte il 15 gennaio. E' stato inoltre disposto lo sblocco delle garanzie bancarie per 60 milioni di rupie, pari a 826 mila euro, fornite dall'Italia come cauzione. Quindi, con un altro viaggio di tre ore in auto, i due marò sono tornati all'albergo di Fort Kochi in cui risiedono in stato di libertà vigilata e da cui erano partiti il 22 dicembre. Per loro rimane l'obbligo quotidiano di firma in un commissariato.
"Abbiamo onorato la nostra promessa. Spero che la gente del Kerala apprezzerà l'importanza di questo gesto e che sarà di aiuto per una soluzione positiva della vicenda - ha detto Cutillo prima di salire in auto - Ci siamo impegnati personalmente a riportare in India i due militari". Il console generale e l'ex ambasciatore a New Delhi Giacomo Sanfelice avevano fornito una lettera di garanzia sul ritorno, condizione posta dai giudici dell'Alta Corte del Kerala per la concessione del permesso speciale di due settimane che ha consentito a Latorre e Girone di trascorrere il Natale in Italia.
I mezzi di informazione indiani hanno accolto con soddisfazione e sollievo il ritorno dei marò, sottolineando che il rientro destituisce di fondamento le critiche rivolte al 'chief minister' del Kerala, Oommen Chandy, di non aver presentato appello contro la sentenza dell'Alta Corte favorevole alla licenza in Italia. La tv Zee News ha titolato: "Hanno mantenuto la promessa. Sono tornati", mentre l'agenzia di stampa Ians ha riportato una frase di Cutillo, che ha detto di sperare che "il Kerala apprezzerà il gesto che prova le buone relazioni fra Italia e India". Altri media hanno sottolineato che la fine dell'attesa mostra che "le preoccupazioni dei familiari dei due pescatori morti, delle associazioni dei pescatori e dei partiti dell'opposizione di sinistra non avevano ragione di essere".
Da parte italiana la speranza è che ora si acceleri la sentenza della Corte suprema indiana chiamata a pronunciarsi sulla giurisdizione del caso e che potrebbe disporre che Latorre e Girone vengano processati in Italia, riconoscendo che l'incidente avvenne in acque internazionali.