CITTA' DEL VATICANO - Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha rivolto a Benedetto XVI un "arrivederci" intenso e commosso, ma anche "semplice" e "profondo". L'udienza in Vaticano, durata oltre mezz'ora, è l'ultima prima delle dimissioni del Pontefice, attese per il 28 febbraio. E il Professore spera che possa rappresentare l'avvio, "nei modi che saranno definiti", di "un dialogo intellettuale e di amicizia".
Visibilmente commosso, Monti ha raccontato ai microfoni del Tg1 il colloquio avuto, in forma strettamente privata, con il Papa: "E' stato un incontro in un clima di grande semplicità e profondità" sia " nel parlare della decisione che ha preso" che "dell'impegno dell'Italia e dell'Ue in questi tempi difficili".
"Ho sentito il Papa quanto mai vicino all'Italia che ama e che segue nel suo impegno, nelle sue sofferenze e nei dettagli", ha aggiunto il premier che con il Pontefice, sin dal suo insediamento, ha instaurato un rapporto diretto e molto personale. E alla domanda sulle dimissioni di papa Ratzinger ha risposto: "La mia è stata un'impressione di grandissima serenità". Per poi dire che - a suo parere - la scelta di Benedetto XVI non è altro che "il gesto di un uomo che pensa al futuro dell'istituzione di cui è guida e che dimostra con grande chiarezza di non tenere all' esercizio del potere ma al bene di quella istituzione, cioè la Chiesa, e dei suoi successori, di chi la guiderà in futuro".
Nessun accenno alla politica italiana. Ma un incontro - come ha detto lo stesso Monti - in continuità di quei colloqui personali e stretti che il Santo Padre ha voluto stabilire con lui, sviluppatisi su temi profondi di carattere intellettuale, spirituale e anche politico", ma a livello europeo.
Il primo incontro ufficiale tra i due risale al 18 novembre 2011 quando il presidente del Consiglio portò il saluto al Pontefice in partenza per il Benin. Ma già prima c'era stato un contatto informale con una telefonata. La prima visita ufficiale è del 14 gennaio 2012, poi un altro colloquio prima della partenza del Papa - il 23 marzo - per il Messico e Cuba.
Tra i molti contatti tra Benedetto XVI e Monti ce n'è però uno rimasto fino ad oggi riservato: quello che il premier ebbe il 18 aprile 2012 assieme ai figli e i suoi nipoti. Ma che tra i due - come viene sottolineato ancora oggi - ci sia un legame particolare lo dimostrerebbe la visita che il Professore fece a Castel Gandolfo il 27 agosto 2012: una eccezione per un premier.
Visibilmente commosso, Monti ha raccontato ai microfoni del Tg1 il colloquio avuto, in forma strettamente privata, con il Papa: "E' stato un incontro in un clima di grande semplicità e profondità" sia " nel parlare della decisione che ha preso" che "dell'impegno dell'Italia e dell'Ue in questi tempi difficili".
"Ho sentito il Papa quanto mai vicino all'Italia che ama e che segue nel suo impegno, nelle sue sofferenze e nei dettagli", ha aggiunto il premier che con il Pontefice, sin dal suo insediamento, ha instaurato un rapporto diretto e molto personale. E alla domanda sulle dimissioni di papa Ratzinger ha risposto: "La mia è stata un'impressione di grandissima serenità". Per poi dire che - a suo parere - la scelta di Benedetto XVI non è altro che "il gesto di un uomo che pensa al futuro dell'istituzione di cui è guida e che dimostra con grande chiarezza di non tenere all' esercizio del potere ma al bene di quella istituzione, cioè la Chiesa, e dei suoi successori, di chi la guiderà in futuro".
Nessun accenno alla politica italiana. Ma un incontro - come ha detto lo stesso Monti - in continuità di quei colloqui personali e stretti che il Santo Padre ha voluto stabilire con lui, sviluppatisi su temi profondi di carattere intellettuale, spirituale e anche politico", ma a livello europeo.
Il primo incontro ufficiale tra i due risale al 18 novembre 2011 quando il presidente del Consiglio portò il saluto al Pontefice in partenza per il Benin. Ma già prima c'era stato un contatto informale con una telefonata. La prima visita ufficiale è del 14 gennaio 2012, poi un altro colloquio prima della partenza del Papa - il 23 marzo - per il Messico e Cuba.
Tra i molti contatti tra Benedetto XVI e Monti ce n'è però uno rimasto fino ad oggi riservato: quello che il premier ebbe il 18 aprile 2012 assieme ai figli e i suoi nipoti. Ma che tra i due - come viene sottolineato ancora oggi - ci sia un legame particolare lo dimostrerebbe la visita che il Professore fece a Castel Gandolfo il 27 agosto 2012: una eccezione per un premier.