India, violenza di gruppo su turista svizzera.
Andava in bici verso il Tahaj Mahal
La coppia aggredita mentre dormiva in tenda da 7-8 uomini armati di bastoni. Lei ha subito lo stupro davanti al marito immobilizzato, poi sono stati derubati. Fermate 13 persone
di FRANCO ZANTONELLI
ZURIGO - Ennesimo stupro di gruppo, ai danni di una donna, in India. Dopo la tragedia della ragazza, morta per le violenze subite su un bus a New Delhi, questa volta è toccato a una turista occidentale, una cittadina svizzera di 39 anni. L’aggressione è avvenuta nello stato del Madhya Pradesh, nell’India centrale, che la vittima stava attraversando, insieme al marito, in bicicletta. "La coppia si era accampata per trascorrere la notte in tenda, quando un gruppo composto da 7 o 8 uomini ha fatto irruzione e, mentre il marito veniva immobilizzato, la moglie è stata violentata a turno", il riassunto dei fatti del quotidiano Blick di Zurigo, in contatto sia con le autorità indiane che con il Dipartimento degli Affari Esteri elvetico. Il quale, per un comprensibile rispetto della privacy della coppia, non ha voluto rivelarne l'identità.
In seguito all’aggressione 13 persone sono state fermate, mentre la vitti…
ZURIGO - Ennesimo stupro di gruppo, ai danni di una donna, in India. Dopo la tragedia della ragazza, morta per le violenze subite su un bus a New Delhi, questa volta è toccato a una turista occidentale, una cittadina svizzera di 39 anni. L’aggressione è avvenuta nello stato del Madhya Pradesh, nell’India centrale, che la vittima stava attraversando, insieme al marito, in bicicletta. "La coppia si era accampata per trascorrere la notte in tenda, quando un gruppo composto da 7 o 8 uomini ha fatto irruzione e, mentre il marito veniva immobilizzato, la moglie è stata violentata a turno", il riassunto dei fatti del quotidiano Blick di Zurigo, in contatto sia con le autorità indiane che con il Dipartimento degli Affari Esteri elvetico. Il quale, per un comprensibile rispetto della privacy della coppia, non ha voluto rivelarne l'identità.
In seguito all’aggressione 13 persone sono state fermate, mentre la vitti…
di FRANCO ZANTONELLI
ZURIGO - Ennesimo stupro di gruppo, ai danni di una donna, in India. Dopo la tragedia della ragazza, morta per le violenze subite su un bus a New Delhi, questa volta è toccato a una turista occidentale, una cittadina svizzera di 39 anni. L’aggressione è avvenuta nello stato del Madhya Pradesh, nell’India centrale, che la vittima stava attraversando, insieme al marito, in bicicletta. "La coppia si era accampata per trascorrere la notte in tenda, quando un gruppo composto da 7 o 8 uomini ha fatto irruzione e, mentre il marito veniva immobilizzato, la moglie è stata violentata a turno", il riassunto dei fatti del quotidiano Blick di Zurigo, in contatto sia con le autorità indiane che con il Dipartimento degli Affari Esteri elvetico. Il quale, per un comprensibile rispetto della privacy della coppia, non ha voluto rivelarne l'identità.
In seguito all’aggressione 13 persone sono state fermate, mentre la vittima dello stupro è stata ricoverata, insieme al marito, in un ospedale della città di Gwalior. "Entrambi- ha riferito la polizia locale -sono stati violentemente picchiati e derubati". In mano alle persone fermate gli agenti hanno trovato, infatti, un computer portatile di proprietà dei due cittadini svizzeri. I quali si erano presi una lunga vacanza, per attraversare l’India in bicicletta. La loro prossima tappa avrebbe dovuto essere la città di Agra, per visitare il celebre mausoleo di Tahaj Mahal, dichiarato patrimonio dell’umanità, dall’Unesco e meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. Purtroppo, invece, il loro tour indiano si è interrotto nel modo più traumatico. In un paese dove, solo nel 2011, quasi 250 mila donne hanno subito una violenza carnale, rimasta per lo più impunita. Lo stesso Ministero svizzero degli esteri, nelle sue raccomandazioni ai turisti che intendono recarsi in India, fa stato "dell’aumento, in tutto il Paese, delle violenze carnali e dei delitti a sfondo sessuale". Invita, di conseguenza, "le donne a viaggiare in gruppo, se possibile accompagnate da una guida fidata". Quanto agli autori dello stupro della 39enne, dopo l’indignazione suscitata dalla violenza della ragazza su un bus, a New Delhi, rischiano la pena capitale.
ZURIGO - Ennesimo stupro di gruppo, ai danni di una donna, in India. Dopo la tragedia della ragazza, morta per le violenze subite su un bus a New Delhi, questa volta è toccato a una turista occidentale, una cittadina svizzera di 39 anni. L’aggressione è avvenuta nello stato del Madhya Pradesh, nell’India centrale, che la vittima stava attraversando, insieme al marito, in bicicletta. "La coppia si era accampata per trascorrere la notte in tenda, quando un gruppo composto da 7 o 8 uomini ha fatto irruzione e, mentre il marito veniva immobilizzato, la moglie è stata violentata a turno", il riassunto dei fatti del quotidiano Blick di Zurigo, in contatto sia con le autorità indiane che con il Dipartimento degli Affari Esteri elvetico. Il quale, per un comprensibile rispetto della privacy della coppia, non ha voluto rivelarne l'identità.
In seguito all’aggressione 13 persone sono state fermate, mentre la vittima dello stupro è stata ricoverata, insieme al marito, in un ospedale della città di Gwalior. "Entrambi- ha riferito la polizia locale -sono stati violentemente picchiati e derubati". In mano alle persone fermate gli agenti hanno trovato, infatti, un computer portatile di proprietà dei due cittadini svizzeri. I quali si erano presi una lunga vacanza, per attraversare l’India in bicicletta. La loro prossima tappa avrebbe dovuto essere la città di Agra, per visitare il celebre mausoleo di Tahaj Mahal, dichiarato patrimonio dell’umanità, dall’Unesco e meta di pellegrinaggi da tutto il mondo. Purtroppo, invece, il loro tour indiano si è interrotto nel modo più traumatico. In un paese dove, solo nel 2011, quasi 250 mila donne hanno subito una violenza carnale, rimasta per lo più impunita. Lo stesso Ministero svizzero degli esteri, nelle sue raccomandazioni ai turisti che intendono recarsi in India, fa stato "dell’aumento, in tutto il Paese, delle violenze carnali e dei delitti a sfondo sessuale". Invita, di conseguenza, "le donne a viaggiare in gruppo, se possibile accompagnate da una guida fidata". Quanto agli autori dello stupro della 39enne, dopo l’indignazione suscitata dalla violenza della ragazza su un bus, a New Delhi, rischiano la pena capitale.