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Nuovo video della famiglia francese rapita in Camerun. E Hollande sposa la linea dura

Svolta nella posizione dell'Eliseo sulle trattative con gli ostaggi: "Non paghiamo. Impensabile dare soldi a organizzazioni contro le quali siamo in guerra". Ma la Francia è il paese con più cittadini nelle mani di sequestratori. Le critiche delle famigliedi GIAMPIERO MARTINOTTI
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PARIGI - "Siamo detenuti da venticinque giorni in un luogo desertico. Le nostre condizioni di vita sono durissime, soprattutto per i bambini. Perdiamo ogni giorno le nostre forze e cominciamo a essere malati. Non reggeremo a lungo". La voce di Tanguy Moulin-Fournier tradisce la paura e lo smarrimento. E' il padre della famiglia rapita in Camerun il 19 febbraio dal gruppo fondamentalista Boko Haram, sette persone fra cui quattro bambini tra 5 e i 12 anni, tenuti in ostaggio in Nigeria.

Recapitata ad alcuni giornalisti del paese africano la cassetta diffusa ieri sarebbe stata registrata venerdì scorso, durante la visita in Nigeria del ministro degli Esteri, Laurent Fabius.

DALL'ARCHIVIO Il video degli ostaggi

Moulin-Fournier legge un testo in francese e in inglese, invita il presidente nigeriano, Paul Biya, a intervenire per far liberare i fondamentalisti arrestati in Camerun e si fa eco delle minacce di nuovi rapimenti.

Il nuovo, drammatico appello arriva nello stesso mome…
PARIGI - "Siamo detenuti da venticinque giorni in un luogo desertico. Le nostre condizioni di vita sono durissime, soprattutto per i bambini. Perdiamo ogni giorno le nostre forze e cominciamo a essere malati. Non reggeremo a lungo". La voce di Tanguy Moulin-Fournier tradisce la paura e lo smarrimento. E' il padre della famiglia rapita in Camerun il 19 febbraio dal gruppo fondamentalista Boko Haram, sette persone fra cui quattro bambini tra 5 e i 12 anni, tenuti in ostaggio in Nigeria.

Recapitata ad alcuni giornalisti del paese africano la cassetta diffusa ieri sarebbe stata registrata venerdì scorso, durante la visita in Nigeria del ministro degli Esteri, Laurent Fabius.

DALL'ARCHIVIO Il video degli ostaggi

Moulin-Fournier legge un testo in francese e in inglese, invita il presidente nigeriano, Paul Biya, a intervenire per far liberare i fondamentalisti arrestati in Camerun e si fa eco delle minacce di nuovi rapimenti.

Il nuovo, drammatico appello arriva nello stesso momento in cui Le Monde rivela un cambiamento nell'atteggiamento della Francia: l'Eliseo ha deciso di non trattare più con i rapitori, di non accettare più di pagare i riscatti chiesti dai fondamentalisti islamici per liberare gli ostaggi. François Hollande lo avrebbe personalmente comunicato alle famiglie. Secondo il quotidiano parigino, lo Stato si opporrà d'ora in poi a qualsiasi versamento di denaro, compresi quelli effettuati direttamente dalle famiglie, dalle imprese o dalle compagnie assicurative.

Già poco incline a qualsiasi forma di trattativa, Hollande avrebbe deciso la svolta in seguito alla guerra lanciata in Mali contro i terroristi di Aqmi (Al Qaeda nel Maghreb islamico). Secondo Françoise Larribe, una donna liberata dopo cinque mesi di prigionia in Niger, il cui marito è ancora detenuto dagli integralisti, il capo dello Stato è stato categorico il 13 gennaio scorso: "Ci ha detto che era impensabile dar soldi a organizzazioni contro le quali siamo in guerra. Il cambiamento di tono è stato radicale rispetto al precedente incontro di settembre. La discussione è stata tesa. Sono disgustata".

Le famiglie degli ostaggi, naturalmente, sono contro l'adozione di una linea intransigente. Ricordano che le prove di forza per liberare militarmente le persone in mano ai terroristi si sono sempre risolte con un bagno di sangue. Ma la decisione sembra presa e gli agenti dei servizi segreti sono stati invitati a muoversi diversamente, a evitare qualsiasi trattativa per il pagamento di un riscatto.

La nuova linea è confermata da Bernard Kouchner, ministro degli Esteri con Sarkozy, secondo il quale si tratta di un'evoluzione che viene da lontano: "Tutti erano d'accordo nel dire che pagare non serviva a niente, anzi: i francesi sono diventati un obiettivo privilegiato". Ufficialmente, la Francia è il paese che ha il maggior numero di ostaggi nel mondo, ma al quai d'Orsay fanno osservare che gli anglo-sassoni sono più discreti, preferiscono evitare di dar pubblicità ai casi che riguardano i loro cittadini.

Ma secondo Kouchner, citato da 'Le Monde', non c'è opposizione tra un modello transalpino (il pagamento) e quello anglo-sassone (l'intransigenza): "Ogni caso è unico e più complesso di quel che si crede". Anche se non esiste una regola interazionale valida per tutti, la nuova dottrina francese sembra andare nella direzione voluta da Washington e Londra.

Il governo conservatore, infatti, ha già fatto sapere ai propri partner di voler affrontare l'argomento al prossimo g8, il 17-18 giugno nell'Ulster: l'obiettivo britannico sarebbe proprio quello di impegnare i capi di Stato e di governo a non pagare mai riscatti per la liberazione dei propri ostaggi.

Una posizione che rende quanto mai drammatico l'appello lanciato ieri da Tanguy Moulin-Fournier.