Esteri

Egitto, rapiti nel Sinai due turisti.
"Sono un israeliano e una norvegese"

I due sequestrati da una banda di beduini armati mentre viaggiavano in auto. Minacciati, sono stati obbligati a lasciare la macchina e a salire sulla jeep dei rapitori. Avviate trattative: i rapitori chiedono il rilascio di un trafficante di droga arrestato

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IL CAIRO - Due turisti sono stati rapiti oggi nella penisola del Sinai, nel nord dell'Egitto. Si tratta di un arabo-israeliano e di una donna norvegese: in un primo momento era stato riferito che la donna era di nazionalità belga. A rapirli, una banda di beduini, riferisce il sito Ynet.

Secondo la polizia, i rapitori armati hanno intercettato l'auto su cui viaggiavano i turisti, che si stavano spostando da Taba, vicino al confine israeliano, a Dahab. Minacciandoli, li hanno obbligati a salire sulla loro jeep. Secondo le autorità si tratterebbe di un episodio di criminalità comune, non legato alla nazionalità dei turisti: i rapitori non sapevano che a bordo c'era un cittadino israeliano.

L'uomo, Amir Omar Hassan, lavora nella città turistica di Eilat, sul Mar Rosso. Ha telefonato ai familiari che vivono a Nazareth, in Galilea, e ha raccontato di essere stato rapito insieme a un'amica, riporta la televisione israeliana Canale 2.

Un portavoce del ministero dell'Interno egiziano ha confermato il sequesto. Secondo la sua ricostruzione, insieme ai due era stato rapito in un primo momento anche l'autista egiziano che guidava la loro auto. L'uomo è stato subito rilasciato e in queste ore è sotto interrogatorio.

Per il portavoce, dietro il sequestro avvenuto a Nuweiba potrebbero esserci gruppi di beduini armati che da mesi si rendono protagonisti di rapimenti nella zona. Fonti della sicurezza egiziana hanno riferito che i rapitori hanno chiesto la liberazione di un uomo originario del Nord Sinai recentemente arrestato in Egitto per il possesso di un grande quantitativo di droga. E sarebbero già partite trattative per la liberazione dei turisti.

I rapimenti di stranieri allo scopo di ottenere la liberazione di beduini in prigione si sono moltiplicati negli ultimi due anni nel Sinai, complice anche il deterioramento delle condizioni di sicurezza dopo la caduta del regime di Mubarak. In genere si tratta di sequestri lampo - mai più di 48 ore - che si risolvono in maniera positiva.

Il 7 marzo una coppia di cittadini britannici è stata rapita dai beduini per poi essere rilasciata rapidamente dopo negoziati con le forze di polizia. Diverse ambasciate sconsigliano viaggi in questa regione se non strettamente necessari.