Tibet, una donna si immola
Kal Kyi, 33 anni, madre di quattro figli, si è data fuoco nei pressi di un monastero nella provincia del Sichuan. E' morta poco dopo. Dal 2009 le persone che hanno compiuto questo gesto estremo sono 110, 14 dall'inizio dell'anno
SHANGHAI - Ancora un gesto estremo per la causa del Tibet. E ancora una volta a compierlo è una donna. La trentatreenne Kal Kyi, madre di quattro bambini, si è immolata nei pressi del monastero di Jonang a Zamthang (Rangtang per i cinesi), nella provincia sud-occidentale del Sichuan. E' morta poco dopo essersi data fuoco. Il suo corpo è stato portato nel monastero, per evitare che venisse prelevato dalle autorità cinesi.
L'anno scorso, nello stesso luogo, un'altra donna coetanea di Kal Kyi, Rikyo, si diede alle fiamme per protestare contro l'occupazione cinese del Tibet e chiedere il ritorno del Dalai Lama.
Dal febbraio 2009 sono 110 le persone che si sono immolate o hanno tentato di farlo per rivendicare la libertà del Tibet dal dominio di Pechino. Dall'inizio dell'anno si sono registrati 14 casi. Kal è la sedicesima donna ad immolarsi dal 2009, l'ultima era stata Kunchok Wangmo lo scorso 13 marzo, nella stessa zona.
L'anno scorso, nello stesso luogo, un'altra donna coetanea di Kal Kyi, Rikyo, si diede alle fiamme per protestare contro l'occupazione cinese del Tibet e chiedere il ritorno del Dalai Lama.
Dal febbraio 2009 sono 110 le persone che si sono immolate o hanno tentato di farlo per rivendicare la libertà del Tibet dal dominio di Pechino. Dall'inizio dell'anno si sono registrati 14 casi. Kal è la sedicesima donna ad immolarsi dal 2009, l'ultima era stata Kunchok Wangmo lo scorso 13 marzo, nella stessa zona.
SHANGHAI - Ancora un gesto estremo per la causa del Tibet. E ancora una volta a compierlo è una donna. La trentatreenne Kal Kyi, madre di quattro bambini, si è immolata nei pressi del monastero di Jonang a Zamthang (Rangtang per i cinesi), nella provincia sud-occidentale del Sichuan. E' morta poco dopo essersi data fuoco. Il suo corpo è stato portato nel monastero, per evitare che venisse prelevato dalle autorità cinesi.
L'anno scorso, nello stesso luogo, un'altra donna coetanea di Kal Kyi, Rikyo, si diede alle fiamme per protestare contro l'occupazione cinese del Tibet e chiedere il ritorno del Dalai Lama.
Dal febbraio 2009 sono 110 le persone che si sono immolate o hanno tentato di farlo per rivendicare la libertà del Tibet dal dominio di Pechino. Dall'inizio dell'anno si sono registrati 14 casi. Kal è la sedicesima donna ad immolarsi dal 2009, l'ultima era stata Kunchok Wangmo lo scorso 13 marzo, nella stessa zona.
L'anno scorso, nello stesso luogo, un'altra donna coetanea di Kal Kyi, Rikyo, si diede alle fiamme per protestare contro l'occupazione cinese del Tibet e chiedere il ritorno del Dalai Lama.
Dal febbraio 2009 sono 110 le persone che si sono immolate o hanno tentato di farlo per rivendicare la libertà del Tibet dal dominio di Pechino. Dall'inizio dell'anno si sono registrati 14 casi. Kal è la sedicesima donna ad immolarsi dal 2009, l'ultima era stata Kunchok Wangmo lo scorso 13 marzo, nella stessa zona.