Marò, Monti al Parlamento: "Stupefatto da Terzi"
L'ex ministro: "Nessuna finalità personale"
Il premier alla Camera e in Senato per ricostruire la vicenda dei due militari rimandati in India per essere processati. Pesanti critiche all'ex ministro degli Esteri dimissionario, accusato di perseguire suoi fini politici. Insediamento alla Farnesina, poi in Cdm le nomine del nuovo assetto: De Mistura e Dassù vice-ministri
ROMA - Per Monti è il giorno del confronto con il Parlamento sul controverso caso delle dimissioni del ministro degli Esteri Terzi per il caso dei marò accusati di omicidio in India. Al mattino alla Camera, nel pomeriggio al Senato, Monti ha ricostruito la vicenda dei marò e si è soffermato sulle dimissioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi, ringraziandolo per il suo operato pur definendo "inconsuete" le modalità della sua uscita di scena. Monti ha poi rivolto un pensiero ai due militari Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Riferendosi alle ipotesi avanzate ieri dal rappresentante del M5S di uno scambio con gli affari di Finmeccanica (VIDEO: l'intervento di Di Battista), il premier ha precisato: "Consentitemi di respingere con forza qualsiasi illazione su scambi o interessi privati". "Le valutazioni sui rapporti economici non hanno condizionato l'obiettivo prioritario, ovvero di tutela dei nostri connazionali: la nos…
Riferendosi alle ipotesi avanzate ieri dal rappresentante del M5S di uno scambio con gli affari di Finmeccanica (VIDEO: l'intervento di Di Battista), il premier ha precisato: "Consentitemi di respingere con forza qualsiasi illazione su scambi o interessi privati". "Le valutazioni sui rapporti economici non hanno condizionato l'obiettivo prioritario, ovvero di tutela dei nostri connazionali: la nos…
ROMA - Per Monti è il giorno del confronto con il Parlamento sul controverso caso delle dimissioni del ministro degli Esteri Terzi per il caso dei marò accusati di omicidio in India. Al mattino alla Camera, nel pomeriggio al Senato, Monti ha ricostruito la vicenda dei marò e si è soffermato sulle dimissioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi, ringraziandolo per il suo operato pur definendo "inconsuete" le modalità della sua uscita di scena. Monti ha poi rivolto un pensiero ai due militari Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.
Riferendosi alle ipotesi avanzate ieri dal rappresentante del M5S di uno scambio con gli affari di Finmeccanica (VIDEO: l'intervento di Di Battista), il premier ha precisato: "Consentitemi di respingere con forza qualsiasi illazione su scambi o interessi privati". "Le valutazioni sui rapporti economici non hanno condizionato l'obiettivo prioritario, ovvero di tutela dei nostri connazionali: la nostra priorità sono sempre state la sicurezza, l'incolumità e la dignità dei due marò e di tutti i cittadini italiani che si trovano in India, partner di primo piano".
Nella ricostruzione della vicenda, Monti non ha evitato pesanti critiche a Terzi, soprattutto sulla gestione della delicata fase del rientro dei marò in Italia su concessione dell'India per farli votare alle ultime elezioni: "Trattenere i marò in italia era oggetto di decisioni in itinere che non avrebbero dovuto essere oggetto di precipitose dichiarazioni alla stampa, che Terzi ha fatto, anticipando il risultato finale che non si poteva dare per scontato".
Ma soprattutto Monti fa presente come Terzi abbia sempre dato a intendere di appoggiare la linea concordata con il governo - citando a prova anche l'intervista data dal ministro alla Repubblica del 22 marzo (qui il testo integrale) - senza mai accennare minimamente all'intenzione di dimissioni: "Sono rimasto stupefatto per ciò che il ministro Terzi ha fatto e per ciò che non ha fatto", spiegando che Terzi non aveva informato nessuno e non si era opposto pur potendo "preannunciare le proprie decisioni".
Al Senato, Monti ha ripercorso la giornata di ieri, in particolare la riunione a Palazzo Chigi, prima dell'intervento di Terzi e Di Paola alla Camera. L'ex ministro degli Esteri, afferma Monti, non ha "manifestato particolare disagio o intenzione di dimettersi. Né durante, né alla fine, né dopo questo lavoro comune il ministro ha manifestato particolare disagio o intenzione di dimettersi".
L'obiettivo dell'ex ministro degli Esteri "non era quello di modificare una decisione, alla quale aveva consapevolmente partecipato, ma era quello più esterno di conseguire altri risultati che nei prossimi tempi diventeranno più evidenti" ha affondato poi il premier facendo evidente riferimento alle ambizioni di future candidature politiche di Terzi.
Durante l'informativa alla Camera Monti è stato interrotto in diverse occasioni dai colleghi. In particolare, ha provocato la reazione di Maurizio Lupi (Pdl) e Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia) quando ha pronunciato la frase: "La formazione del governo tecnico è stata sollecitata dal mondo dei politici perché la situazione era troppo complicata per potersela cavare e ha chiesto a questo governo di intervenire". Tra le grida che lo hanno interrotto: "Terzi lo ha nominato lei" e "il Parlamento non è casa sua".
Una volta precipitate le relazioni con l'India a seguito della decisione di non far rientrare i due marò, Monti così ricostruisce: il 20-21 marzo sono state convocate due riunioni del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica. "Constatato che esistevano rischi di isolamento dell'Italia a seguito della grave crisi con l'India, il Cisr mi ha dato mandato di verificare se da parte indiana ci fossero assicurazioni sull'esclusione della pena di morte e sullo status dei marò al loro rientro in India. Altre assicurazioni, ma non pregiudiziali, l'avvio della procedura arbitrale e il ripristino dell'immunità per il nostro ambasciatore".
Tra i rischi, al Senato Monti cita il vertice dei paesi del "Brics" (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), tenutosi in Sudafrica, in cui si era "iniziata a prendere in considerazione un'opzione di misure condivise nei confronti dell'Italia".
"Le assicurazioni sono state ricevute per scritto nel pomeriggio del 21 marzo e pertanto sulla base di una dolorosa, responsabile ed encomiabile disponibilità dei marò che hanno dato prova dell'attaccamento al loro paese, Latorre e Girone hanno fatto ritorno in India accompagnati dall'inviato speciale De Mistura. Si è trattato di una decisione difficile e dolorosa ma che ci è apparsa necessaria per consentire di riportare intera questione nell'alveo di una controversia tra due stati sovrani evitando che una contrapposizione sistemica pregiudicasse i rapporti bilaterali e ogni possibile soluzione concordata della vicenda. Abbiamo avviato un dialogo politico, abbiamo individuato un percorso verso una soluzione rapida, negoziata o giudiziale, reimpostando l'itinerario. Abbiamo disinnescato l'opinione pubblica indiana nei riguardi dei nostri connazionali e delle nostre imprese in India".
Monti ha riferito delle perplessità di Latorre e Girone, a cui ha asscicurato che il governo italiano continuerà a "prodigarsi" per il loro rientro in Italia. Al riguardo, il presidente del Consiglio ha aggiunto: "Latorre mi disse: rispettiamo il capo dello Stato, lei e il ministro Di Paola, ma noi siamo in una situazione in cui tutto sta cambiando in Italia". La risposta del Professore: "Avete ragione, c'è un governo dimissionario, un presidente della Repubblica che sta concludendo il suo mandato e io porterò in Parlamento la vostra vicenda".
Il percorso, si augura Monti, sarà seguito anche dal prossimo esecutivo: "Questo governo non vede l'ora di essere sollevato da questo incarico", ha concluso Monti alla Camera, generando altre proteste e malumori tra i banchi del centrodestra.
Il premier aveva prima riunito il consiglio dei ministri, durante il quale "ha esposto un'informativa sulla vicenda dei marò soffermandosi in particolare sulle decisioni assunte dal Cisr Su invito del presidente, il sottosegretario De Mistura - oggi nominato vice ministro presso il ministero degli affari Esteri insieme a Marta Dassù - ha riferito in dettaglio sulla sua missione recente in India", si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Questa mattina Monti ha assunto ufficialmente l'interim degli Esteri insediandosi alla Farnesina. Monti è stato accolto dal segretario generale del ministero, Michele Valensise, con il quale si è intrattenuto a colloquio. Il premier era accompagnato dal suo consigliere diplomatico, Pasquale Terracciano, che ha assunto anche le funzioni di capo di gabinetto del ministro degli Esteri ad interim.
Terzi replica a Monti: "Nessuna finalità personale". L'ormai ex ministro degli Esteri Giulio Terzi in giornata ha replicato a Monti, affermando che le sue dimissioni non nascondono alcuna finalità di natura personale. "Le dichiarazioni rese oggi dal Presidente Monti all'aula della Camera - dice Terzi - confermano che la decisione di trattenere i marò in Italia è stata presa collegialmente. Tale decisione è stata da me resa pubblica solo dopo l'approvazione, da parte della Presidenza del Consiglio e dei Ministri interessati, di un comunicato stampa e della sua relativa diramazione".
L'ex capo della Farnesina puntualizza di non aver "mai anticipato notizie in modo autoreferenziale o tale da influire negativamente sui rapporti con l'India. Le mie riserve al rientro in India di Latorre e Girone le avevo espresse in tutte le sedi di Governo, anche formalmente, insieme alle mie preoccupazioni sulle garanzie da ottenere da parte indiana".
"Ho annunciato pubblicamente le mie dimissioni - spiega ancora Terzi -, atto che ritengo legittimo in democrazia, in occasione della mia audizione alla Camera, non per seguire finalità personali ma perché, trattandosi di una vicenda che mi ha coinvolto a livello istituzionale e personale, ho ritenuto proprio in quel momento, per rispetto della verità che stavo per riferire in Parlamento, che si rendesse per me impossibile proseguire nel mio impegno di Governo".
Sul suo profilo Facebook, poi, Terzi torna a sottolineare: annunciare le dimissioni da ministro
in Parlamento, "massima sede delle istituzioni democratiche", è un "atto che ritengo legittimo in democrazia".
Riferendosi alle ipotesi avanzate ieri dal rappresentante del M5S di uno scambio con gli affari di Finmeccanica (VIDEO: l'intervento di Di Battista), il premier ha precisato: "Consentitemi di respingere con forza qualsiasi illazione su scambi o interessi privati". "Le valutazioni sui rapporti economici non hanno condizionato l'obiettivo prioritario, ovvero di tutela dei nostri connazionali: la nostra priorità sono sempre state la sicurezza, l'incolumità e la dignità dei due marò e di tutti i cittadini italiani che si trovano in India, partner di primo piano".
Nella ricostruzione della vicenda, Monti non ha evitato pesanti critiche a Terzi, soprattutto sulla gestione della delicata fase del rientro dei marò in Italia su concessione dell'India per farli votare alle ultime elezioni: "Trattenere i marò in italia era oggetto di decisioni in itinere che non avrebbero dovuto essere oggetto di precipitose dichiarazioni alla stampa, che Terzi ha fatto, anticipando il risultato finale che non si poteva dare per scontato".
Ma soprattutto Monti fa presente come Terzi abbia sempre dato a intendere di appoggiare la linea concordata con il governo - citando a prova anche l'intervista data dal ministro alla Repubblica del 22 marzo (qui il testo integrale) - senza mai accennare minimamente all'intenzione di dimissioni: "Sono rimasto stupefatto per ciò che il ministro Terzi ha fatto e per ciò che non ha fatto", spiegando che Terzi non aveva informato nessuno e non si era opposto pur potendo "preannunciare le proprie decisioni".
Al Senato, Monti ha ripercorso la giornata di ieri, in particolare la riunione a Palazzo Chigi, prima dell'intervento di Terzi e Di Paola alla Camera. L'ex ministro degli Esteri, afferma Monti, non ha "manifestato particolare disagio o intenzione di dimettersi. Né durante, né alla fine, né dopo questo lavoro comune il ministro ha manifestato particolare disagio o intenzione di dimettersi".
L'obiettivo dell'ex ministro degli Esteri "non era quello di modificare una decisione, alla quale aveva consapevolmente partecipato, ma era quello più esterno di conseguire altri risultati che nei prossimi tempi diventeranno più evidenti" ha affondato poi il premier facendo evidente riferimento alle ambizioni di future candidature politiche di Terzi.
Durante l'informativa alla Camera Monti è stato interrotto in diverse occasioni dai colleghi. In particolare, ha provocato la reazione di Maurizio Lupi (Pdl) e Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia) quando ha pronunciato la frase: "La formazione del governo tecnico è stata sollecitata dal mondo dei politici perché la situazione era troppo complicata per potersela cavare e ha chiesto a questo governo di intervenire". Tra le grida che lo hanno interrotto: "Terzi lo ha nominato lei" e "il Parlamento non è casa sua".
Una volta precipitate le relazioni con l'India a seguito della decisione di non far rientrare i due marò, Monti così ricostruisce: il 20-21 marzo sono state convocate due riunioni del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica. "Constatato che esistevano rischi di isolamento dell'Italia a seguito della grave crisi con l'India, il Cisr mi ha dato mandato di verificare se da parte indiana ci fossero assicurazioni sull'esclusione della pena di morte e sullo status dei marò al loro rientro in India. Altre assicurazioni, ma non pregiudiziali, l'avvio della procedura arbitrale e il ripristino dell'immunità per il nostro ambasciatore".
Tra i rischi, al Senato Monti cita il vertice dei paesi del "Brics" (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), tenutosi in Sudafrica, in cui si era "iniziata a prendere in considerazione un'opzione di misure condivise nei confronti dell'Italia".
"Le assicurazioni sono state ricevute per scritto nel pomeriggio del 21 marzo e pertanto sulla base di una dolorosa, responsabile ed encomiabile disponibilità dei marò che hanno dato prova dell'attaccamento al loro paese, Latorre e Girone hanno fatto ritorno in India accompagnati dall'inviato speciale De Mistura. Si è trattato di una decisione difficile e dolorosa ma che ci è apparsa necessaria per consentire di riportare intera questione nell'alveo di una controversia tra due stati sovrani evitando che una contrapposizione sistemica pregiudicasse i rapporti bilaterali e ogni possibile soluzione concordata della vicenda. Abbiamo avviato un dialogo politico, abbiamo individuato un percorso verso una soluzione rapida, negoziata o giudiziale, reimpostando l'itinerario. Abbiamo disinnescato l'opinione pubblica indiana nei riguardi dei nostri connazionali e delle nostre imprese in India".
Monti ha riferito delle perplessità di Latorre e Girone, a cui ha asscicurato che il governo italiano continuerà a "prodigarsi" per il loro rientro in Italia. Al riguardo, il presidente del Consiglio ha aggiunto: "Latorre mi disse: rispettiamo il capo dello Stato, lei e il ministro Di Paola, ma noi siamo in una situazione in cui tutto sta cambiando in Italia". La risposta del Professore: "Avete ragione, c'è un governo dimissionario, un presidente della Repubblica che sta concludendo il suo mandato e io porterò in Parlamento la vostra vicenda".
Il percorso, si augura Monti, sarà seguito anche dal prossimo esecutivo: "Questo governo non vede l'ora di essere sollevato da questo incarico", ha concluso Monti alla Camera, generando altre proteste e malumori tra i banchi del centrodestra.
Il premier aveva prima riunito il consiglio dei ministri, durante il quale "ha esposto un'informativa sulla vicenda dei marò soffermandosi in particolare sulle decisioni assunte dal Cisr Su invito del presidente, il sottosegretario De Mistura - oggi nominato vice ministro presso il ministero degli affari Esteri insieme a Marta Dassù - ha riferito in dettaglio sulla sua missione recente in India", si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Questa mattina Monti ha assunto ufficialmente l'interim degli Esteri insediandosi alla Farnesina. Monti è stato accolto dal segretario generale del ministero, Michele Valensise, con il quale si è intrattenuto a colloquio. Il premier era accompagnato dal suo consigliere diplomatico, Pasquale Terracciano, che ha assunto anche le funzioni di capo di gabinetto del ministro degli Esteri ad interim.
Terzi replica a Monti: "Nessuna finalità personale". L'ormai ex ministro degli Esteri Giulio Terzi in giornata ha replicato a Monti, affermando che le sue dimissioni non nascondono alcuna finalità di natura personale. "Le dichiarazioni rese oggi dal Presidente Monti all'aula della Camera - dice Terzi - confermano che la decisione di trattenere i marò in Italia è stata presa collegialmente. Tale decisione è stata da me resa pubblica solo dopo l'approvazione, da parte della Presidenza del Consiglio e dei Ministri interessati, di un comunicato stampa e della sua relativa diramazione".
L'ex capo della Farnesina puntualizza di non aver "mai anticipato notizie in modo autoreferenziale o tale da influire negativamente sui rapporti con l'India. Le mie riserve al rientro in India di Latorre e Girone le avevo espresse in tutte le sedi di Governo, anche formalmente, insieme alle mie preoccupazioni sulle garanzie da ottenere da parte indiana".
"Ho annunciato pubblicamente le mie dimissioni - spiega ancora Terzi -, atto che ritengo legittimo in democrazia, in occasione della mia audizione alla Camera, non per seguire finalità personali ma perché, trattandosi di una vicenda che mi ha coinvolto a livello istituzionale e personale, ho ritenuto proprio in quel momento, per rispetto della verità che stavo per riferire in Parlamento, che si rendesse per me impossibile proseguire nel mio impegno di Governo".
Sul suo profilo Facebook, poi, Terzi torna a sottolineare: annunciare le dimissioni da ministro
in Parlamento, "massima sede delle istituzioni democratiche", è un "atto che ritengo legittimo in democrazia".