CITTA' DEL VATICANO - Prima udienza generale per Papa Francesco, a un mese esatto dall'ultima di Benedetto XVI. E il nuovo pontefice ha continuato il suo dialogo con i fedeli all'insegna del cambiamento. La Chiesa - è stato il suo messaggio - non deve "accontentarsi delle 99 pecorelle", ma uscire dal suo ovile per andare a cercare quella perduta.
"Fratelli e sorelle, buon giorno - è stato il suo esordio - sono lieto di accogliervi in questa mia prima udienza generale". Dopo la catechesi ha intervallato il discorso preparato con interventi a braccio, sempre pronunciati in italiano e poi tradotti da uno speaker nelle varie lingue.
"Che pena tante parrocchie chiuse!", è una delle frasi pronunciate dal Papa, fuori dal testo ufficiale. "La settimana santa - spiega - è un tempo di grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, delle nostre parrocchie, dei movimenti, delle associazioni, per uscire incontro agli altri, per farci noi vicini per portare la luce della gioia della nostra fede".
Poi ha invitato la Chiesa al rinnovamento. "Nella sua missione terrena - ha osservato papa Bergoglio - Gesù ha percorso le strade della Terra santa, ha chiamato 12 persone semplici perchè condividessero il suo cammino e la sua missione, ha parlato a tutti senza distinzione, ai grandi e agli umili, al giovane ricco e alla povera vedova". Gesù, ha continuato, non vive questo in "modo passivo", ma si consegna con fiducia a Dio". Vivere la settimana santa è "imparare ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell'esistenza, per primi verso i nostri fratelli e sorelle, soprattutto i più lontani quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione e aiuto". La logica della croce, ha spiegato, "non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell'amore e del dono di sè che porta la vita" e "entrare nella logica del Vangelo significa uscire da noi stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dai propri schemi che finiscono per chiuderci".
Quindi, l'invito a uscire da una fede abitudinaria. "Spesso - ha osservato Papa Francesco - ci accontentiamo di qualche preghiera, di qualche messa domenicale, di qualche gesto di carità, ma non abbiamo questo coraggio di uscire, siamo un pò come san Pietro, che non appena Gesù parla di dono di sè" scappa.
Le prime parole da Papa. "Sono un grande peccatore, accetto confidando nella misericordia e nella pazienza di Dio". Sono le parole di Jorge Bergoglio appena eletto. La sua risposta alla domanda del cardinale Giovanni Battista Re, cardinale proto-vescovo, che il 13 marzo, dopo la quinta votazione, gli ha chiesto se accettava l'elezione. Lo ha rivelato oggi il direttore del Centro Televisivo Vaticano, don Dario Edoarado Viganò, riferendo il racconto dell'arciprete della basilica di San Pietro, il cardinale Angelo Comastri.
"Fratelli e sorelle, buon giorno - è stato il suo esordio - sono lieto di accogliervi in questa mia prima udienza generale". Dopo la catechesi ha intervallato il discorso preparato con interventi a braccio, sempre pronunciati in italiano e poi tradotti da uno speaker nelle varie lingue.
"Che pena tante parrocchie chiuse!", è una delle frasi pronunciate dal Papa, fuori dal testo ufficiale. "La settimana santa - spiega - è un tempo di grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, delle nostre parrocchie, dei movimenti, delle associazioni, per uscire incontro agli altri, per farci noi vicini per portare la luce della gioia della nostra fede".
Poi ha invitato la Chiesa al rinnovamento. "Nella sua missione terrena - ha osservato papa Bergoglio - Gesù ha percorso le strade della Terra santa, ha chiamato 12 persone semplici perchè condividessero il suo cammino e la sua missione, ha parlato a tutti senza distinzione, ai grandi e agli umili, al giovane ricco e alla povera vedova". Gesù, ha continuato, non vive questo in "modo passivo", ma si consegna con fiducia a Dio". Vivere la settimana santa è "imparare ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell'esistenza, per primi verso i nostri fratelli e sorelle, soprattutto i più lontani quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione e aiuto". La logica della croce, ha spiegato, "non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell'amore e del dono di sè che porta la vita" e "entrare nella logica del Vangelo significa uscire da noi stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dai propri schemi che finiscono per chiuderci".
Quindi, l'invito a uscire da una fede abitudinaria. "Spesso - ha osservato Papa Francesco - ci accontentiamo di qualche preghiera, di qualche messa domenicale, di qualche gesto di carità, ma non abbiamo questo coraggio di uscire, siamo un pò come san Pietro, che non appena Gesù parla di dono di sè" scappa.
Le prime parole da Papa. "Sono un grande peccatore, accetto confidando nella misericordia e nella pazienza di Dio". Sono le parole di Jorge Bergoglio appena eletto. La sua risposta alla domanda del cardinale Giovanni Battista Re, cardinale proto-vescovo, che il 13 marzo, dopo la quinta votazione, gli ha chiesto se accettava l'elezione. Lo ha rivelato oggi il direttore del Centro Televisivo Vaticano, don Dario Edoarado Viganò, riferendo il racconto dell'arciprete della basilica di San Pietro, il cardinale Angelo Comastri.