MONTEVIDEO - Dopo l'Argentina, l'Uruguay è il secondo paese dell'America latina a legalizzare le nozze gay. La legge era già stata approvata da entrambe le camere del Parlamento con ampie maggioranze, ma i senatori avevano apportato alcuni emendamenti che hanno richiesto un ulteriore voto finale da parte dei deputati.
Tra le modifiche si segnala in particolare il divieto fatto a gay e lesbiche stranieri di recarsi in Uruguay per sposarsi, un diritto che resta riservato alle coppie straniere eterosessuali. Negli ultimi sei anni, l'Uruguay aveva già legalizzato le unioni civili per gli omosessuali e l'adozione dei bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso.
Il presidente José Mujica, la cui maggioranza di governo ha sostenuto la legge, denominata "progetto uguaglianza nel matrimonio", dovrebbe promulgarla e renderla effettiva entro 10 giorni. Sconfitta la Chiesa Cattolica dell'Uruguay, che aveva chiesto ai parlamentari di votare secondo coscienza bollando l'etichetta "uguaglianza nel matrimonio" come un falso pretesto, perché "qui non si tratta di giustizia, ma di una inconsistente assimilazione che indebolirà ulteriormente l'istituto del matrimonio".
Tra le nazioni del Sudamerica, finora era solo l'Argentina a consentire alle persone delle stesso sesso di convolare a nozze, dopo l'approvazione della legge nel 2010. In America Latina il matrimonio è consentito anche a Città del Messico, dal 2009. Considerando le due Americhe, l'Uruguay è invece il terzo paese a dare il via libera ai matrimoni gay, preceduto da Argentina e Canada. Nel mondo, sono 12 le nazioni che hanno adottato la nuova legislazione.
Tra le modifiche si segnala in particolare il divieto fatto a gay e lesbiche stranieri di recarsi in Uruguay per sposarsi, un diritto che resta riservato alle coppie straniere eterosessuali. Negli ultimi sei anni, l'Uruguay aveva già legalizzato le unioni civili per gli omosessuali e l'adozione dei bambini da parte di coppie formate da persone dello stesso sesso.
Il presidente José Mujica, la cui maggioranza di governo ha sostenuto la legge, denominata "progetto uguaglianza nel matrimonio", dovrebbe promulgarla e renderla effettiva entro 10 giorni. Sconfitta la Chiesa Cattolica dell'Uruguay, che aveva chiesto ai parlamentari di votare secondo coscienza bollando l'etichetta "uguaglianza nel matrimonio" come un falso pretesto, perché "qui non si tratta di giustizia, ma di una inconsistente assimilazione che indebolirà ulteriormente l'istituto del matrimonio".
Tra le nazioni del Sudamerica, finora era solo l'Argentina a consentire alle persone delle stesso sesso di convolare a nozze, dopo l'approvazione della legge nel 2010. In America Latina il matrimonio è consentito anche a Città del Messico, dal 2009. Considerando le due Americhe, l'Uruguay è invece il terzo paese a dare il via libera ai matrimoni gay, preceduto da Argentina e Canada. Nel mondo, sono 12 le nazioni che hanno adottato la nuova legislazione.